Stefano Raspini ci racconta gli anni di quella che chiamavano “La Reggio della notte”. Dilettanti che si comportavano da professionisti, leggi non chiare, amicizie finalizzate e battaglie sotterranee che oggi appaiono fin troppo innocenti. Gli anni del Locomotiv e della prima Italghisa, raccontate nei libri di Giuseppe Caliceti, ma soprattutto gente che se la rischiava veramente tutta.
Quando Glauco mi ha chiesto se avessi voluto intervistare Raspo lo avevo avvertito… “Se riesco a parlare…”. E infatti è andata così. Dovevano essere 10 minuti, saranno tre video. Ma credo che sia giusto. Anni indimenticabili, affossati tra ripicche e gnè gnè gnè, in nome di una città lentamente portata al disastro in nome di chi preferisce il silenzio, evidentemente, al nulla. E le ristrutturazioni urbane alla faccia di chi la vive.
E i comitati dei residenti eletti a dogma. Un’altra città, ma soprattutto un’altra epoca e, piaccia o no, altri amministratori. Tutto opinabile, per carità, ma sicuramente non uniformato.
Buona visione.

C’era una volta il Locomotive



Quel che resta del Locomotive




