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Il piano casa del Comune: “Non ci saranno più alloggi popolari sfitti”
“Abc – Abitare bene comune: una nuova agenda per la casa” – si legge nella nota dell’Ufficio stampa del comune di Reggio Emilia –“è un piano strategico triennale che parte dal pubblico e si pone come primo obiettivo il recupero degli alloggi del patrimonio pubblico attualmente vuoti attraverso un importante piano di ripristino che punta allo sfitto zero per arrivare a stringere un patto con la città e tutte le componenti sociali, in grado di definire un percorso di azioni e prospettive condivise per affrontare le sfide poste dall’abitare”.
“Abc – Abitare bene comune” è il piano del Comune di Reggio Emilia, Comune e Acer presentato nei giorno scorsi dal sindaco Massari, vicesindaco De Franco e presidente di Acer Amico il cui obiettivo è, in sintesi, azzerare lo sfitto nel patrimonio pubblico, sostenere il ceto medio e le famiglie fragili, rilanciare l’affitto privato fornendo garanzie ai locatori.
Attualmente“a Reggio Emilia – scrive il Comune di Reggio Emilia – sono 2.822 gli alloggi che compongono lo stock abitativo pubblico, tra Erp, Ers, alloggi di emergenza e per studenti: 2.131 di questi sono di proprietà del Comune, 72 di Acer. Ad oggi sono 579 gli alloggi vuoti, 2.243 quelli assegnati in locazione, nel dettaglio: 1.832 alloggi Erp, 234 alloggi Ers, 97 alloggi per l’emergenza abitativa e 80 alloggi per studenti. Ad oggi sono 4.396 le persone che abitano il patrimonio Erp di Reggio Emilia, l’80,3% delle quali ha più di 50 anni. Si tratta al 60% di nuclei familiari composti da 1 o 2 persone, con un isee medio del nucleo di 10.681 euro. Il 23% di questi nuclei risiede nella stessa casa da oltre 30 anni, il 45 % dai 12 ai 30 anni, il restante 32% da meno di 12 anni.
I dati evidenziano una marcata condizione di fragilità economica e sociale che caratterizza la quasi totalità dei nuclei familiari entrati nel sistema dell’Erp nell’ultimo decennio (2015-2025), segnalando il bisogno sussidiario di interventi multidimensionali oltre alla sola risposta abitativa.
Ad oggi i nuclei in attesa in graduatoria Erp sono 827, il 51% dei quali ha più di 3 componenti. Dei nuclei in attesa, il 48% è seguito dai servizi sociali. Il canone Isee medio dei nuclei è di 6.462 euro.
Per quanto riguarda l’Ers, si evidenzia una sostanziale continuità di caratteristiche rispetto alla popolazione dell’Erp. Si tratta infatti di una popolazione prevalentemente anziana (il 77% ha più di 50 anni), con Isee medie che si attestano intorno ai 14.138 euro (anche se il 21,4% ha un isee sotto gli 8 mila euro). In generale, il 47% dei nuclei, infatti, permane meno di 12 anni negli alloggi Erp, il 23 % dai 12 ai 16 anni e il 30% oltre i 16 anni”.
I punti del progetto “ABC – Abitare Bene Comune”
Riabitare le case pubbliche. “ABC – Abitare Bene Comune” punta ad azzerare lo sfitto recuperando il patrimonio pubblico esistente sul territorio comunale, con programmi di finanziamento dedicati, senza ricorrere a consumo di suolo.
L’obiettivo è arrivare a ripristinare e assegnare 527 alloggi destinati ad accogliere 1.212 persone, entro il 2029. Di questi, 287 alloggi saranno rigenerati e assegnati entro il 31 dicembre 2027, con un investimento di risorse pari a oltre 11 milioni di euro.
Già entro la fine del 2026 saranno assegnati i primi 47 alloggi, riqualificati grazie ai fondi regionali per le manutenzioni straordinarie: consentiranno di dare una casa a 108 persone. A questi si aggiungeranno, a inizio 2027, altri quattro appartamenti Erp in via Teggi, ricavati nell’edificio un tempo adibito a scuola grazie a un progetto finanziato con fondi del Pnrr pari a 1.454.000 euro.
Sono invece 196 gli alloggi che verranno ripristinati grazie al Piano regionale “Sfitto Zero”, e 40 quelli recuperati tramite il programma “Scambio Erp-Ers” della Regione Emilia-Romagna che prevede il recupero e la riqualificazione di alloggi pubblici sfitti (Erp) da destinare a edilizia residenziale sociale (Ers).
In aggiunta a questi progetti già finanziati, il Comune di Reggio Emilia e Acer hanno candidato ulteriori 240 alloggi (in grado di accogliere 552 persone) al programma “Piano Casa Nazionale” per ulteriori 6 milioni di euro stimati.
Parallelamente alle attività di ripristino, procedono anche i grandi cantieri di rigenerazione: innanzitutto il progetto R60 destinato a realizzare 147 alloggi tra Edilizia residenziale pubblica (109 alloggi) e privati (38) e nuovi servizi di quartiere. E infine, il progetto Pnrr Re-Power che prevede l’efficientamento energetico profondo di 337 alloggi Erp con un maxi-investimento di 14,3 milioni di euro, per migliorare la qualità dell’abitare e abbattere le bollette a carico degli inquilini.
Un patto con i privati e la nuova Edilizia Sociale. Il Comune e Acer gestiscono oggi circa un decimo degli affitti cittadini. Per sbloccare la crisi abitativa è quindi indispensabile agire insieme a privati e Terzo Settore con una strategia condivisa che consenta di ampliare l’offerta di edilizia sociale esistente, definendo nuove soluzioni e interventi in grado di rispondere all’evoluzione dei bisogni abitativi. Con Abitare Bene Comune l’Amministrazione chiederà alla città l’adesione a un patto che offre ai proprietari garanzie reali contro la morosità e contributi per i ripristini, mentre alle imprese e al Terzo Settore chiederà di co-progettare soluzioni per i lavoratori e la cura dei quartieri. L’agenda prevede inoltre il rilancio dell’Agenzia per l’Affitto per rafforzare e dinamicizzare l’attività di intermediazione, un potenziamento dei posti letto per gli studenti Unimore e una ridefinizione dell’Edilizia residenziale sociale (Ers) per intercettare nuove forme dell’abitare, come il senior housing.
Welfare, Comunità e Innovazione. Il progetto intende superare la logica dell’emergenza per legare l’assegnazione dell’alloggio a percorsi di emancipazione lavorativa e sociale, anche grazie a percorsi di attivazione comunitaria e di quartiere con il progetto Valore Comune finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Accanto all’offerta di alloggi per le fasce vulnerabili, il piano intende attivare un’alleanza tra Servizi Sociali, Acer e Terzo Settore, per l’attivazione di progetti sull’accessibilità e l’accompagnamento sociale, educativo e relazionale (In-Habit e FAMI STEPS), legando indissolubilmente il diritto alla casa all’inclusione lavorativa e alle politiche di reale emancipazione”.
“ABC – Abitare Bene Comune” intende incentivare le Comunità Energetiche Rinnovabili Solidali (CER ESSeRE) nei quartieri popolari e promuovere sia delle rassegne culturali sull’esempio di “Estate Popolare” sia il progetto editoriale “Acer- Cent’anni di moltitudine” “che racconta un secolo di storia dell’Ente attraverso il filo narrativo di un viaggio attraverso la provincia di Reggio Emilia”.
Sportello unico dell’Abitare
Verrà aperto lo “Sportello Unico dell’Abitare”, un front-office fisico e digitale integrato tra Comune e ACER per guidare i cittadini tra le diverse opportunità abitative. Sarà supportato dall’Osservatorio Comunale dell’Abitare, una rete data-driven in collaborazione con Università ed enti di ricerca.
“Il percorso di Abitare Bene Comune – conclude la nota del Comune – è un cantiere aperto. A dicembre Reggio Emilia porterà il proprio contributo ai tavoli di confronto convocati dalla Regione Emilia- Romagna per il percorso di riforma della disciplina sull’abitare (Legge Regionale n. 24/2001). E in apertura del prossimo anno, esattamente il 19 gennaio, il percorso avviato vedrà una tappa importante di co-progettazione con la città per definire, grazie al coinvolgimento di numerosi soggetti pubblici e privati, l’Agenda per la casa 2026- 2029”.