Si è tenuta ieri l’attesa VI Commissione Consiliare sul caso RCF Arena, per discutere il flop della kermesse estiva. Dopo il primo clamoroso rifiuto a partecipare, il presidente di C.Volo, Andrea Cattini (Coopservice), ha preso parte a un confronto in qualche modo svuotato dalla ripetitività che ha caratterizzato la liturgia degli interventi.
Ad aprire – in ritardo di oltre venti minuti sulla tabella di marcia – il consigliere comunale e capogruppo di Coalizione Civica, Fabrizio Aguzzoli, che ha invitato la politica, e in maniera particolare il Partito democratico, «ad aprirsi al dialogo» per il rilancio di RCF Arena.
È stata poi la volta del presidente C.Volo, Andrea Cattini – assistito dall’avvocato Ettore Rocchi – che ha ricostruito i rapporti societari attorno all’Arena: C.Volo ha una concessione con Aeroporto di Reggio Emilia SpA per la costruzione e gestione dell’area non operativa di Campovolo, valida fino al 2035. L’unico committente è l’Aeroporto. Nessun rapporto diretto con ENAC né con il Comune. Sul fronte dei pagamenti, Cattini ha assicurato di essere adempienti con il canone di concessione e di non avere «notizie di problemi di altro tipo». Riguardo al Festival e alla rottura con il direttore artistico Victor Yari Milani: l’organizzazione era partita nel 2025 con una squadra di professionisti e i contratti con gli artisti già firmati da C.Volo. «Abbiamo iniziato a lavorare sulla parte organizzativa e progettuale dell’evento e sono iniziati problemi e criticità organizzative. Abbiamo avuto scostamenti abbastanza importanti tra i progetti e le aspettative». Poi «contrasti che purtroppo sono sempre diventati maggiori e impegnativi. Non siamo stati in grado di trovare soluzioni condivise», pur mantenendo fede alle prescrizioni di sicurezza. Quando «queste divergenze non erano più sanabili», il rapporto con Milani è stato interrotto. «Le partite le stanno seguendo gli studi legali, non abbiamo sentore di ulteriori passaggi, al di là delle minacce».
Sul divieto prefettizio per gli eventi del 17 e 18 luglio, sono già stati avviati i contatti con TicketMaster e VivaTicket per i rimborsi. La capienza dell’Arena è di 103.195 persone; su quanti biglietti fossero stati venduti, Cattini ha glissato: «alcuni eventi erano di sicura soddisfazione, altri un po’ meno». Sugli sponsor, nulla di contrattualizzato oltre a quelli tradizionali. Sulle spese sostenute, il dato «è giusto che rimanga all’interno della sfera privata». Nessun finanziamento pubblico ricevuto.
A sostegno, il vicesindaco Lanfranco De Franco del Pd ha rimarcato che gli straordinari della Polizia Locale sono a carico dell’organizzatore per normativa, e che l’Arena è «una venue ben pensata e che funziona».
Sul fronte dell’opposizione, il consigliere Cristian Paglialonga di FdI ha sottolineato che «dai vari interventi, sembra che la tegola della decisione del Prefetto fosse inaspettata. Se le cose vengono raccontate in questo modo, nutro seri dubbi che non ci siano state interlocuzioni precedenti. E allora, quando questi segnali sono arrivati? Chi ne era a conoscenza?». Ha poi chiesto se l’amministrazione intenda farsi carico dei costi riversati sugli imprenditori, e se agli atti esista documentazione che attesti l’effettiva contrattualizzazione degli artisti – visto che Cattini aveva già chiarito che i dati non sarebbero stati forniti.
Più dura la posizione del consigliere Giovanni Tarquini (Lista Civica): la vicenda «è guidata da un intreccio di soggetti privati con interessi economici, e una politica che deve avere l’interesse per la collettività». Sulla scelta di Kanye West, «ci sono state valutazioni sulla tipologia di soggetto che avrebbe cantato qui, niente che riguardi le capacità organizzative. Piuttosto un problema di opportunità.» E sul collegamento tra C.Volo e l’amministrazione: «Cattini riferisce solo nei confronti della società Aeroporto, ammetterete che in realtà è un collegamento stretto con un’amministrazione, in particolare con l’assessorato di Lanfranco De Franco e con il sindaco – che di fatto non ha funzionato».
Molti dubbi anche da Cisl, con Rosamaria Papaleo: contenziosi in atto? Ripercussioni sui lavoratori? E soprattutto: «Ci sono iniziative per ristorare gli spettatori che comunque hanno avuto un danno economico su voli e prenotazioni?»
Più diretto Alessandro Aragona di FdI: «Il Comune di Reggio Emilia ha partecipazioni in Aeroporto. Gli enti di cui siamo amministratori hanno partecipazioni con un ente che ha contratti diretti con C.Volo e qui – alla fine – l’evento era […] privato. La presentazione l’abbiamo fatta pubblica in Sala Rossa, poi l’evento è diventato privato, se riusciva bene tornava a essere pubblico. Ma pensiamo di prendere in giro la gente?»
La maggioranza si è compattata attorno alla narrativa del rilancio, criticando nell’opposizione un intento denigratorio dell’Arena fin dai tempi della sua costruzione, salvo fare poi sfoggio di un interessamento attuale esclusivamente polemico . Federico Macchi e Riccardo Ghidoni del Pd hanno parlato di «processo sommario». De Franco, in chiusura, ha aggiunto che Kanye West «non sta suonando le canzoni discusse nei tour» e «si è scusato per la sua fase artistica precedente».
La chiosa finale è stata di nuovamente di Cattini: «Siamo i primi rammaricati per l’evoluzione di questo festival per il 2026, ma veniamo da anni di successi. […] Negli anni passati abbiamo portato più di 700 mila persone in città. Abbiamo avuto più dell’80% delle persone che venivano da fuori regione, con un impatto economico significativo. Quest’anno le cose non sono andate per il verso giusto. L’annullamento del concerto del 17 e 18 è stato effettuato dal Prefetto.» Il Festival era stato concepito «come una unitarietà di eventi. Venendo a mancare i due principali, c’è stato un problema di sostenibilità economica complessiva». Sul merito della decisione prefettizia, nessun commento: «Noi siamo stati convocati il 25: nell’arco di 3 giorni è arrivato un provvedimento.» E comunque, «l’amministrazione pubblica non ha spese da sostenere […] In questo non ci sono soldi pubblici che vengono lasciati per strada.»
È forse Monica Soncini di Confcommercio a toccare uno degli aspetti più concreti: quale protezione a questo punto per i commercianti? «Non vogliamo essere polemici, ma vogliamo pensare a una soluzione positiva, magari senza perdere la stagione.»
La risposta della politica – brutale quanto rappresentativa di un’occasione di concertazione sprecata – arriva nuovamente da De Franco: «Speriamo che in futuro gli eventi possano restituire gli incassi e l’introito a tutto l’indotto, dagli albergatori in giù». Come diceva Tiziana Rivale, “sarà quel che sarà”.
