La caserma di viale Allegri, intitolata a Carlo Zucchi, generale della Grande armata di Napoleone Bonaparte e condottiero dei primi moti del Risorgimento, divenne poi la sede del 3° reggimento di artiglieria dell’esercito italiano che si oppose all’attacco nazista nella notte fra l’8 e il 9 settembre 1943.
Altri scontri in quelle giornate vi furono fra le truppe italiane e tedesche e si accesero alla Prefettura di corso Garibaldi e all’aeroporto (5 morti e 11 feriti in totale). Durante la Rsi vi furono alloggiate truppe fasciste e vi venne fucilato, il 13 gennaio 1945, Angelo Zanti, la cui lapide commemorativa venne poi collocata sul muro della caserma che guarda la Cavallerizza. Mentre un altro cippo, anch’esso posto all’esterno, ricorda la resistenza dell’esercito italiano ai nazisti.
Dopo la guerra divenne per qualche tempo un campo profughi. Negli anni seguenti, poi, Settanta e Ottanta, la si ricorda come rimessa degli autobus o come luogo dove si organizzavano le feste dell’Unità del Partito comunista e quella dell’Avanti del Partito socialista.
Nel tempo, sotto la giunta di Ugo Benassi, assessore all’urbanistica Umberto Venturi, la ormai ex Caserma Zucchi diventò un parcheggio che per gli stessi amministratori doveva essere una soluzione temporanea. Poi, come spesso accade alle cose temporanee in questa città, eccoci qui nel 2026 con il parcheggio alla Zucchi ricomprato proprio in questi giorni dal Comune per circa 4,6 milioni di euro.
