Dopo mesi di scaffali sempre più vuoti, per i punti vendita ECU non rientrati nelle cessioni già concluse la chiusura non sarà più temporanea sotto la bandiera Realco, ma definitiva. Secondo quanto risulta da una comunicazione aziendale, ogni punto vendita interessato ha ricevuto l’indicazione del proprio ultimo giorno di apertura al pubblico. Si inizia dal 23 luglio. Il giorno successivo sarà dedicato all’inventario e al completamento delle pratiche burocratiche. Infine tutto il personale coinvolto sarà collocato in cassa integrazione.
Si tratta di un passaggio che la crisi del gruppo cooperativo reggiano non aveva ancora attraversato in questi termini. Fino a oggi, le chiusure comunicate pubblicamente – a partire da quelle annunciate a febbraio in sede ministeriale – erano state presentate come “temporanee”, legate al contenimento delle perdite in attesa di una soluzione industriale per l’intero perimetro aziendale. Il 10 luglio ha chiuso definitivamente anche il magazzino logistico di via Pertini, interrompendo le spedizioni verso i punti vendita del gruppo. E mentre una prima asta per la cessione degli asset ha portato Conad ad acquisire nove punti vendita, una nuova asta è fissata per il 4 e il 5 agosto, con l’obiettivo di trovare un acquirente per i negozi ancora esclusi dalla prima vendita.
È in questo scenario che si inserisce la chiusura a ridosso del 25 luglio: riguarda proprio i punti vendita di fatto già considerati invenduti. Resta da capire come reagiranno i sindacati. Nel frattempo, la vertenza Realco continua a mobilitare lavoratori e istituzioni: proprio oggi, alle 15, i dipendenti del gruppo si ritroveranno sotto il palazzo comunale di Reggio Emilia per un presidio, l’ennesimo appuntamento di una crisi che da mesi tiene in sospeso centinaia di famiglie.
