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Carburanti, stangata da 782 mln: la mobilità è sempre di più un lusso
di Giacomo Scillia
Il prezzo dei carburanti torna a mordere e, ancora una volta, a pagare sono gli italiani. Secondo i dati diffusi dal Codacons, nonostante lo sconto sulle accise introdotto a luglio, la spesa per benzina e gasolio su strade e autostrade è aumentata nell’ultimo mese di 782 milioni di euro rispetto a luglio 2025. Una cifra enorme, che fotografa meglio di tanti discorsi l’incapacità della politica di incidere realmente sul costo della mobilità.
Nel solo mese di luglio, con circa 2,85 miliardi di litri venduti, gli automobilisti avrebbero speso complessivamente 5,6 miliardi di euro: circa 3,4 miliardi per il gasolio e 2,2 miliardi per la benzina.
Il problema non riguarda soltanto chi parte per le vacanze. Il carburante è una delle arterie dell’economia italiana. Aumentano benzina e diesel e inevitabilmente crescono i costi dei trasporti, delle merci, della distribuzione e, alla fine della catena, dei prodotti che troviamo sugli scaffali. Il pieno più caro entra così indirettamente anche nel conto della spesa.
Ed è qui che emerge tutta l’impotenza del Governo. Si interviene sulle accise, si annunciano provvedimenti, si moltiplicano dichiarazioni e rassicurazioni, ma alla pompa il cittadino continua a fare i conti con prezzi pesanti. Se una misura viene introdotta e contemporaneamente la spesa complessiva cresce di centinaia di milioni, è legittimo domandarsi quale sia stata la sua reale efficacia.
Da anni, indipendentemente dal colore politico dei governi, sulle accise assistiamo allo stesso copione: tutti promettono di intervenire quando sono all’opposizione, mentre una volta al Governo scoprono quanto sia difficile rinunciare alle entrate garantite dai carburanti.
Il cittadino, però, non vive di comunicati stampa. Guarda il display della pompa, mette cinquanta euro e vede quanti litri entrano nel serbatoio. Quella è la sua economia reale.
Servirebbe una politica energetica e fiscale capace di intervenire strutturalmente, controllando le dinamiche dei prezzi e alleggerendo stabilmente il peso fiscale sui carburanti senza compromettere i conti pubblici. Altrimenti continueremo ad assistere alla solita rappresentazione: la politica discute, i prezzi salgono e gli italiani pagano.
Giacomo Scillia, per 20 anni segretario di Confesercenti, cofondatore della Caramella Buona Onlus, ex presidente del circolo Quaresimo, fondatore del Club delle Arti Reggiane, giornalista pubblicista collabora con diverse testate.