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Anche nel ‘modello Emilia’ avanza la solitudine dei cittadini
di Ennio Ferrarini (Associazione amici Omozzoli Parisetti)
Ogni giorno anche a Reggio aumentano gli episodi di violenza e criminalità e le truffe ai danni anche di donne e di persone anziane.
Il tutto accompagnato dal crollo generalizzato del livello di ordine, pulizia e decoro che ci ha sempre caratterizzato.
Un senso prima di disagio e di insicurezza che si trasforma sempre più ora in paura, in disgusto.
Il cittadino avverte una sensazione di solitudine civile, pubblica, che magari si va a sommare per molti con quella personale, già molto triste.
Il fenomeno è certo generalizzato ma ora colpisce molto anche l’Emilia che da sempre ha rappresentato un modello sociale esemplare di accoglienza, solidarietà e comunità.
Il frutto di un lungo percorso di lotte, di lavoro, di studio, di progresso sociale a cui tante generazioni hanno lavorato con impegno e onestà.
Io ho passato quasi tutta la mia vita professionale a promuovere il modello reggiano di laboriosità, socialità, ordine estetico e qualità della vita. Passione e responsabilità. Impegno e merito. Forma e sostanza.
Mi trovo ora profondamente disorientato davanti a quanto vedo ogni giorno come cittadino, come persona. Una sensazione simile a quella che si deve provare in stato di guerra, che mai avrei immaginato di incontrare in vita mia.
In sintesi un insopportabile senso di limitazione della libertà personale mia e di tante persone comuni, delle tantissime brave persone che per fortuna abbiamo intorno, ma sempre più sole , sempre più scoraggiate, quasi rassegnate.