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Bosco Ospizio, una raccolta firme misteriosa per uscire dall’impasse
“Noi cittadine e cittadini di Reggio Emilia chiediamo a Conad Centro Nord e al Comune di aprire un percorso negoziato per migliorare volontariamente il progetto previsto nell’area di Ospizio”. Inizia così un lungo testo – dal titolo “Firmiamo per costruire meglio” – che da questa mattina ha iniziato a circolare su whatsapp finalizzato “non a stabilire chi debba vincere e chi debba perdere, ma a superare una contrapposizione che rischia di lasciare alla città soltanto ferite, diffidenze e occasioni mancate”. Insomma, dal “fermiamo” al “firmiamo”, così da poter uscire dall’impasse.
Il testo – per il quale si raccolgono firme attraverso il classico form Google – propone una soluzione di compromesso chiedendo “una sospensione temporanea e concordata delle ruspe e delle trasformazioni irreversibili, limitata al tempo strettamente necessario per verificare soluzioni progettuali migliorative: non uno stop all’intervento, ma una pausa responsabile per aprire una trattativa concreta”. Riconoscendo – con pragmatico cerchiobottismo – tanto le ragioni del Conad a costruire, così come stabilito da leggi e sentenze, quanto quelle degli ambientalisti che in questi giorni stanno sottolineando le emergenze climatiche anche della nostra città. “Ospizio può diventare qualcosa di più del luogo di uno scontro – si legge ancora nel documento – Può dimostrare che una comunità adulta sa negoziare, correggere e costruire meglio. Non chiediamo di tornare indietro. Chiediamo di guardare più avanti. L’intervento resti dove è previsto. Il progetto diventi migliore. Il bosco che può essere salvato venga salvato”.
Il punto è capire da chi parta questa raccolta firme, in quanto l’appello non riporta nomi di promotori. Tanto che, nel passare di chat in chat, c’è anche chi ha ipotizzato che provenga dallo stesso Comitato Bosco Ospizio. Che però, da noi interpellato, ha smentito categoricamente, annunciando “una breve nota in cui ci dissociamo da tale raccolta firme”. “Neghiamo che provenga dall’Assemblea del Bosco Ospizio e ribadiamo la nostra richiesta sì di un tavolo tecnico con Amministrazione e Conad Centro Nord, ma sempre e solo alla condizione della salvaguardia del Bosco Ospizio dalla cementificazione”, afferma l’Assemblea.
Concetti ribaditi successivamente con un post su Facebook.
Questo il testo dell’appello oggetto di raccolta firme
Noi cittadine e cittadini di Reggio Emilia chiediamo a Conad Centro Nord e al Comune di aprire un percorso negoziato per migliorare volontariamente il progetto previsto nell’area di Ospizio.
Non chiediamo di cancellare l’intervento né di trasferirlo altrove. Riconosciamo la proprietà privata dell’area, il percorso urbanistico compiuto, i titoli edilizi rilasciati e il valore delle funzioni pubbliche previste. Chiediamo che il progetto venga realizzato dove è stato autorizzato, ma migliorato alla luce del patrimonio naturale che nel frattempo si è sviluppato e della sensibilità ambientale maturata dalla città.
La legge stabilisce ciò che è consentito. La responsabilità può indicare ciò che è ancora possibile migliorare.
Per questo chiediamo una sospensione temporanea e concordata delle ruspe e delle trasformazioni irreversibili, limitata al tempo strettamente necessario per verificare soluzioni progettuali migliorative. Non uno stop all’intervento, ma una pausa responsabile per aprire una trattativa concreta.
Chiediamo che il confronto valuti:
Questa raccolta di firme non vuole stabilire chi debba vincere e chi debba perdere. Vuole superare una contrapposizione che rischia di lasciare alla città soltanto ferite, diffidenze e occasioni mancate.
Conad può realizzare il proprio investimento e, nello stesso tempo, scegliere di migliorarne la qualità ambientale. Il Comune può rispettare gli atti compiuti e favorire una soluzione più avanzata. I cittadini possono difendere il valore del verde senza negare la legalità dell’intervento, i servizi pubblici e il diritto d’impresa.
Ospizio può diventare qualcosa di più del luogo di uno scontro. Può dimostrare che una comunità adulta sa negoziare, correggere e costruire meglio. Non chiediamo di tornare indietro. Chiediamo di guardare più avanti. L’intervento resti dove è previsto. Il progetto diventi migliore. Il bosco che può essere salvato venga salvato.
Per firmare non contro qualcuno, ma per la città che vogliamo diventare, usa questo link