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Il Graffio. Porta Santo Stefano: “Mazinga, monumento dell’orrore” (che ha figliato)
“Il Mazinga di Gerra tra i monumenti dell’orrore”. E’ un titolo della Gazzetta di Reggio del 18 febbraio del 2014, dodici anni fa.
“La scultura che dal 2008 svetta in piazza Duca d’Aosta segnalata su Repubblica.it”, recita il sommario.
Mentre spiegava l’articolo: “Forse ce la farà a passare alla storia. Come “monumento dell’orrore”, certo, ma è pur sempre un riconoscimento. E non è da tutti. Si tratta di “Mazinga”, così come è stata ribattezzata a sentimento dai reggiani l’opera di Marco Gerra color pocket coffee che dal maggio del 2008 svetta nella rotonda di piazza Duca d’Aosta. L’onorificenza arriva da Repubblica.it che nei giorni scorsi ha pubblicato una galleria fotografica dedicata ai monumenti dell’orrore. Venticinque in tutto, segnalati da turisti particolarmente sensibili all’orrido, e fotografati in giro per il mondo”. E conclude: “Ma il protagonista resta lui, l’inarrivabile Mazinga”.
Ma, come dicevano i latini: de gustibus non disputandum est. E infatti, anni dopo (nel 2019), il Mazinga di Porta Santo Stefano ha figliato nella zona di Roteglia, dove una rotatoria (tra Sp486 e via delle Cave) ne espone un esemplare junior del tutto somigliante al senior, ma in versione mignon (vedi qui sotto).