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Reggio United: “Sì al progetto di riqualificazione del Bosco di Ospizio”
Riceviamo e pubblichiamo integralmente questo intervento di Franco Camellini (presidente della società sportiva Reggio United) che ha sede nella zona del bosco di Ospizio, in via Primo Maggio. Franco Camellini, anche nome dei volontari, spiega le ragioni per cui lo staff della Reggio United è favorevole alla riqualificazione del quartiere.
Gentile Redazione,
mi chiamo Franco Camellini, e ho deciso di scrivere questa mia testimonianza da libero cittadino e da presidente della Società Sportiva ASD Reggio United.
In questi giorni si è sviluppato un intenso dibattito pubblico sulla realizzazione del nuovo Centro polifunzionale nell’area di Ospizio. Mi sento in dovere d’intervenire e di testimoniare perché, diversamente da molti dei soggetti che stanno partecipando alla discussione, io e i volontari che con me dirigono la Società Sportiva ASD Reggio United gestiamo da circa 35 anni per conto del Comune i campi del centro sportivo Primo Maggio, direttamente confinante con l’area interessata dal progetto e viviamo quotidianamente questa realtà. Senza voler peccare d’arroganza o presunzione, mi ritengo fra i più profondi conoscitori della reale situazione in cui verte l’area del vecchio Ospizio e le sue zone limitrofe.
Ho 80 anni, sono nato vicino alla Parrocchia di San Maurizio e da sempre vivo e opero nel quartiere Ospizio. Ho dedicato gran parte della mia vita ai bambini dai 5 anni in poi senza distinzioni etiche, culturali, di provenienza geografica, di estrazione sociale e religiosa, accogliendo ragazzi disabili, autistici, problematici. Ancora oggi la Reggio United mantiene questi valori, anzi li riafferma con forza ogni anno che passa. Parlare con me e i miei collaboratori volontari di concetti come accoglienza, integrazione, inclusione, uguaglianza è superfluo, perché noi non ne parliamo, noi lo facciamo quotidianamente! E lo dimostrano i fatti.
Prima di rilasciare la mia testimonianza, vorrei però chiarire un principio per me fondamentale: rispetto pienamente le opinioni di tutti. Chiunque ha il diritto di esprimere il proprio pensiero, di manifestare il proprio dissenso e di difendere ciò in cui crede. Non intendo quindi mettere in discussione le ragioni di chi si oppone al progetto.
Allo stesso modo, però, ritengo di avere il diritto di esprimere la mia opinione. E la mia posizione è molto chiara: sono decisamente favorevole alla realizzazione del nuovo Centro polifunzionale. Lo sono perché conosco direttamente il quartiere, ci vivo e ci lavoro da anni e per anni ho fatto sport giovanile convivendo con il degrado in esso presente. Ritengo che l’intervento possa rappresentare una straordinaria occasione di riqualificazione dell’intera zona.
Sono Fondatore e Presidente di varie società sportive che, fin dal 1977, hanno costruito la propria storia nei quartieri di San Maurizio, Villaggio Stranieri e Ospizio, mettendo sempre al centro bambini, ragazzi e famiglie. Oggi Reggio United, l’ultima Società Sportiva da me fondata nel 2011, ha oltre 200 bambini e ragazzi che fanno parte della nostra realtà sportiva e 32 volontari dedicano gratuitamente il proprio tempo e le proprie energie alla Società.
Ma il nostro obiettivo non è semplicemente insegnare a giocare a calcio. La nostra missione è utilizzare il calcio come strumento educativo e d’inclusione sociale. Accogliamo ragazzi senza distinzione di condizione economica, origine, cultura o religione. Abbiamo le quote d’iscrizione più basse della provincia e troviamo sempre il modo per aiutare le famiglie disagiate. Lo facciamo perché crediamo fermamente che nessun ragazzo debba essere escluso dallo sport per motivi economici o sociali.
Il nostro obiettivo è molto semplice: portare i ragazzi dentro un campo di calcio anziché lasciarli sulla strada. Accogliere un bambino a 5-6 anni, accompagnarlo nella crescita e fare in modo che fino a 20 anni continui a trovare nel campo sportivo un luogo nel quale divertirsi e gratificarsi, significa offrirgli un’alternativa concreta alla strada, al vagabondaggio, al vandalismo e ai fenomeni di devianza giovanile.
Per questo conosciamo bene anche le criticità dell’area nella quale operiamo: degrado, scarsa frequentazione di alcune zone, episodi di vandalismo, presenza di persone che utilizzano gli spazi per attività illegali e situazioni che possono favorire fenomeni di disagio e devianza giovanile. Tali criticità non sono percezioni isolate, ma trovano riscontro anche nella cronaca locale degli ultimi anni, che ha descritto ripetutamente la situazione del quartiere Ospizio con toni allarmati. Cito alcuni articoli pubblicati come esempi recenti:
“Ospizio senza pace. Furto al De Gustibus: ‘Qui spaccio e crimini’”
“Ospizio, il grido dei cittadini: ‘Furti continui e spaccio’”
“Striscia la Notizia e Brumotti a Reggio Emilia: maxi retata anti-spaccio”
“Mirabello, Ospizio e stazione: ‘Così l’accoglienza non va’”
“Ospizio, nasce il Comitato Zona Ospizio: ‘Stanchi di essere prigionieri’”
“Scene da guerriglia per una lite a Ospizio”
“Armati di coltello, picchiano e rapinano un senzatetto a Ospizio”
“Via Emilia Ospizio, arrestato spacciatore con quasi due etti cocaina”
“Via Emilia Ospizio, bicispacciatore preso con marijuana e cocaina”.
Questi episodi, al di là dei singoli casi, restituiscono un quadro che i residenti e chi opera sul territorio conoscono bene: una situazione complessa, segnata da spaccio, furti, aggressioni e degrado diffuso. Nel nostro piccolo la parola “degrado” assume tante accezioni. Elenco alcuni esempi di fatti successi recentemente ma che non hanno avuto risonanza sui media:
Furto di un motorino nel piazzale antistante gli spogliatoi la notte fra il 15 e 16 novembre 24
Furto di una bicicletta nel piazzale antistante gli spogliatoi il 05 marzo 25 al termine di un allenamento mentre i ragazzi e i Mister facevano la doccia
Furto di tutti gli attrezzi da giardinaggio presenti nella sede della Società (14 Luglio 26)
Furto di un’intera muta di maglie da gara (autunno 2025)
Consumo continuo di cannabis nell’area del bosco urbano e di Campo di Marte 2.
Durante il campionato 2025/26, gli allenamenti dell’U17 erano dalle 19.00 alle 21.00. Buio totale, soprattutto in inverno. Unica luce quella del campo. Durante alcuni allenamenti, l’odore di cannabis lo abbiamo sentito per tutta la durata dell’allenamento! Non sono episodi isolati. Abbiamo segnalato più volte questi episodi alla polizia locale
Rischio per i bambini che vanno a raccogliere i palloni andati oltre la recinzione del dell’area ex Ospizio. C’è rischio di trovare siringhe usate, vetri, bottiglie rotte e topi. Il rischio aumenta perché la zona è profondamente buia vista la totale mancanza d’illuminazione. Questo ha portato alla decisione di non mandare mai nessuno a riprendere i palloni, né atleti né allenatori.
Non possiamo esporli a rischi. Ciò determina la perdita di decine di palloni perché gli allenamenti sono al pomeriggio o alla sera, quando c’è buio ed è impossibile andarli a recuperare e il giorno dopo non si trovano più.
Infestazione di ratti. Anche in questi giorni Reggio United sta pagando una ditta specializzata per fare l’ennesima derattizzazione. Nell’area verde dell’ex Ospizio non vivono solo i rospi smeraldini e le lucertole muraiole, ma anche ratti… e anche belli grossi.
Persone sospette. La sera del 23 luglio 26, al termine della riunione mensile del Consiglio, alle 23.30, tutti i consiglieri escono e subito notano nel bosco urbano almeno una dozzina di lucine di cellulari che inquadrano il terreno in cerca di qualcosa. Cosa cercavano? Facile intuirlo…
Rischi per minorenni. Un giorno di maggio 26, sul campo di basket adiacente la campo, di fronte al circolo Arci “Stranieri” in pieno giorno un’auto faceva derapate a tutto gas sul cemento del campo da basket. Non si è fermata nemmeno quando sono usciti i nostri bambini accompagnati dai loro genitori. Hanno dovuto aspettare che finissero le loro bravate per poter uscire in sicurezza.
Atti di vandalismo. Sullo stesso campo di basket, in una notte di fine luglio 26 è stato divelto un canestro, spaccando il tabellone ed è stato piegato un tubolare della struttura principale, per non parlare delle montagne di rifiuti abbandonate in giro.
Intrusioni non autorizzate. Campo di calcetto: ogni inizio stagione ripariamo la rete perimetrale che da su Campo di Marte 2. Non dura mai più di 2 settimane. Tante volte troviamo anche il lucchetto rotto. L’ultimo caso d’intrusione non autorizzata è stato la notte del 19 agosto. Qualcuno è entrato, ha disposto le porte in campo e poi ha lasciate li. Supponiamo abbiano fatto una partitella notturna.
E gli episodi da raccontare sarebbero tanti altri… In questo contesto, un elemento particolarmente significativo è rappresentato da un ulteriore fatto di cronaca: “Polizia Locale: identificati e denunciati grazie alla videosorveglianza” (Articolo pubblicato dal comune di Reggio Emilia il 15/01/26). Questo episodio dimostra in modo concreto come la presenza di sistemi di videosorveglianza sia determinante per l’identificazione degli autori di reati e per il contrasto a vandalismi e rapine improprie.
È proprio su questo punto che riteniamo fondamentale evidenziare un aspetto del progetto del Centro polifunzionale: la realizzazione di una struttura moderna comporta inevitabilmente un incremento significativo della videosorveglianza privata e pubblica nell’area. Telecamere, illuminazione, flussi continui di persone, controlli e presidio costante non sono elementi secondari, ma fattori che incidono direttamente sulla sicurezza urbana.
Per questo ritengo che la presenza del nuovo centro polifunzionale possa contribuire in modo concreto a ridurre le condizioni che oggi favoriscono degrado e illegalità. Da questo punto di vista ritengo che la riqualificazione dell’area possa avere un effetto positivo anche sulla sicurezza.
Più persone, più attività, più servizi, maggiore illuminazione, maggiore frequentazione, maggiore videosorveglianza e maggiore presidio del territorio significano, a mio avviso, anche meno spazio per degrado e illegalità. Per questo sostengo questo progetto.
C’è anche un punto sul quale sono pienamente d’accordo con il Sindaco: un progetto così importante deve essere ulteriormente migliorato e deve produrre il massimo beneficio possibile per il quartiere. Ed è qui che vorrei dare il mio contributo propositivo. Se l’obiettivo è riqualificare Ospizio, non bisogna limitarsi alla componente urbanistica, commerciale e dei servizi al cittadino. Bisogna rafforzare anche la componente educativa, sociale e sportiva.
Valorizzare lo sport significa creare un’alternativa concreta alla strada, offrire alle famiglie un luogo sicuro nel quale portare i propri figli, aumentare il presidio quotidiano del quartiere. E significa anche valorizzare una realtà che da quasi mezzo secolo svolge questa funzione senza grandi risorse e senza riflettori.
La Reggio United non è una società professionistica. Non dispone di grandi sponsor, grandi investitori o grandi mezzi economici. È una società costruita dal lavoro di volontari che hanno dedicato una parte importante della propria vita a rendere accessibile lo sport a tutti. Ed è proprio per questo che oggi ritengo di poter dire che Reggio United è un simbolo concreto d’inclusione sociale. Il mio auspicio è quindi che questo progetto trasformi profondamente questa zona del quartiere. Un nuovo Centro polifunzionale, una nuova area urbana riqualificata e un centro sportivo adeguato potrebbero diventare insieme un vero progetto di rigenerazione sociale. Io e i miei collaboratori volontari siamo pronti a fare la nostra parte.
Per questi motivi sono favorevole a questa trasformazione, sostengo l’intervento e ritengo che possa rappresentare un importante motore di riqualificazione dell’area.
Allo stesso tempo chiedo che questa occasione venga utilizzata per valorizzare anche ciò che esiste già: una Società Sportiva che da 49 anni lavora sul territorio, che accoglie ragazzi di ogni provenienza e che ogni giorno cerca di offrire loro un’alternativa concreta al disagio e alla strada.
Perché, a mio avviso, riqualificare un quartiere significa anche investire nelle persone e nelle famiglie che lo abitano e nei servizi che gli offriamo. E investire nello sport giovanile significa investire contemporaneamente in inclusione, educazione e sicurezza.
Questa è la mia posizione. Una posizione autonoma, individuale, competente ed autorevole ma rispettosa di chi la pensa diversamente.
Sono convinto che il progetto possa rappresentare una grande opportunità per Ospizio e per Reggio United e che questa opportunità debba essere colta fino in fondo, non soltanto costruendo qualcosa di nuovo, ma valorizzando e potenziando ciò che da quasi mezzo secolo esiste già e lavora quotidianamente per il bene del quartiere.
Franco Camellini (presidente Reggio United)