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Bosco Ospizio, archiviata la denuncia di Conad contro 9 manifestanti
Archiviata la denuncia dei vertici di Conad Centro Nord Soc. Coop a responsabilità limitata nei confronti del botanico Ugo Pellini e degli altri otto indagati, che il 25 febbraio 2025 avevano protestato per una ulteriore cementificazione finalizzata a realizzare il supermercato a Ospizio previa eliminazione di un patrimonio arboreo di circa 154 alberi.
Ne ha dato notizia questa mattina l’avvocato Raffaella Pellini, nipote e legale dell’ex docente del liceo Moro. Ugo Pellini e gli altri 8 indagati erano stati denunciati per concorsoper i reati di invasione di terreni altrui al fine di occuparli, danneggiamento e violenza privatata. Già nel luglio 2025 la Procura della Repubblica aveva chiesto l’archiviazione, in quanto gli indagati sostavano nel luogo in cui stava operando il giardiniere addetto allo sfalcio in modo pacifico e la cessazione dello sfalcio era avvenuto solo perché il giardiniere riteneva pericoloso operare con una falciatrice con trincia con più persone intorno. Era stato escluso anche il danneggiamento e il prolungamento a 3 ore della sosta degli inadagati era stato causato anche dall’arrivo delle forze dell’ordine, chiamate per identificare i manifestanti e redigere i verbali per ogni persona. Gli estremi della violenza privata, infine, erano stati eslusi dalla Procura mancando l’elemento della costrizione, come dalle dichiarazioni delle persone sentite a sommarie informazioni.
Il Gip ha quindi accolto la richiesta del PM ed ha pronunciato l’archiviazione del procedimento perchè “il fatto non sussiste”, nonostante l’opposizione di Conad Centro Nord. Secondo quanto emerge dal provvedimento di archiviazione, non sono stati ravvisati gli elementi necessari a configurare le ipotesi di reato contestate. In particolare, gli indagati sarebbero entrati nell’area attraverso un passaggio consentito, senza porre in essere condotte riconducibili a un danneggiamento. Non sarebbe inoltre emerso alcun comportamento idoneo a impedire o ostacolare i lavori di sfalcio, né risultano contestate minacce finalizzate a impedire l’esecuzione dei lavori con l’escavatrice. La vicenda, pertanto, si conclude con l’archiviazione della denuncia e con il riconoscimento, in sede giudiziaria, dell’assenza degli elementi costitutivi dei reati ipotizzati.
«Il provvedimento restituisce correttezza a una vicenda nella quale il mio assistito, insieme agli altri 8 indagati, era stato chiamato a rispondere di fatti che, all’esito degli accertamenti della Procura e della valutazione del Gip, non hanno trovato riscontro nella realtà dei fatti sotto il profilo penale – commenta l’avvocato Raffaella Pellini – È significativo che sia stato lo stesso pubblico ministero a chiedere l’archiviazione e che il Gip abbia disposto l’archiviazione in conformità, ritenendo che il fatto non sussista. Il mio assistito ritiene doveroso dare questa comunicazione anche ai mezzi di informazione che avevano riportato la notizia di una indagine in corso che coinvolgeva il professor Pellini in prima persona, dopo anni di insegnamento, di interventi a tutela del verde – pubblico e privato – e di partecipazione alla Consulta Verde, presso il Comune di Reggio Emilia».