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Discoland, 62 anni di storia in centro: “I negozi cadono come birilli”
La video-intervista di Glauco Bertani
Visita alla Discoland, storico negozio di via Migliorati, nel cuore del centro storico di Reggio Emilia. Il titolare Paride Bonetta, nei giorni scorsi aveva scritto un post sui social (che qui sotto riportiamo) sulla situazione del commercio e la moria dei negozi all’interno dell’esagono. La video intervista di Glauco Bertani.
Il post sul centro storico. “Quando cercate di dare una spiegazione alle chiusure dei negozi in centro storico avete tutti ragione.
Tutti perchè i motivi sono tanti.
Ognuno di voi pensa di avere la risposta al problema e che quella sia l’unica risposta possibile, ma così non è.
I problemi sono tanti e le conseguenti risposte che si devono cercare sono altrettante.
Centri commerciali accattivanti per parcheggio e facilitazioni;
e-commerce;
difficoltà di raggiungere il centro;
parcheggi scomodi o insufficienti;
percezione di insicurezza;
incompetenza degli organi politici deputati a dare risposte;
crisi economica della nostra città;
incapacità dei commercianti di adeguarsi ad un mercato dinamico e moderno;
crollo di interesse per alcuni settori merceologici;
la folle corsa al ribasso dei prezzi;
spostamento fuori dal centro di uffici strategici;
ricambio generazionale fallito;
affitti fuori mercato;
spostamento della vita cittadina nei quartieri fuori dal centro;
inesperienza delle nuove generazioni di commercianti;
etc…
etc…
Tutte cose verissime che, però, si sommano.
Trovare la soluzione mi pare evidente che sia molto difficile.
E…sinceramente pensare che persone che mai hanno avuto a che fare con una attività imprenditoriale possano trovare una soluzione, mi pare, improbabile.
Negli anni ci hanno provato, ma senza alcun risultato.
In aggiunta io metterei anche la straordinaria abilità che hanno i reggiani nel parlare male della città nella quale vivono.
Parlarne male e poi parlarne male e poi ancora ed ancora ed alla fine…. ….
Sta di fatto che i negozi stanno cadendo come birilli e mi pare che la situazione, al momento, sia irreversibile.
Lunga vita, quindi, a quelle attività che ogni mattina aprono la porta del negozio con un ottimismo che è quasi eroico.
PS quante persone incontro che mi dicono ” mi raccomando non chiuda, il suo negozio è un presidio culturale ed economico della città”, ed io nella mia testa mi interrogo a quando è stata l’ultima volta che queste persone sono entrate nel mio negozio”.