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Chierici occupato, Cisl: “Rispetto per chi vuol fare lezione e per chi lavora”
“Quando gli studenti rivendicano il diritto costituzionale a una scuola pubblica che funzioni, parlano di un problema di tutti, che il sindacato combatte ogni giorno e da anni: edifici inadeguati, organici insufficienti, una supplentite cronica che lascia troppi insegnanti senza stabilità. E la precarietà non riguarda solo i contratti, perché mette in discussione la continuità educativa e il futuro di chi lavora nella scuola”.
Così Ciro Fiore, segretario generale aggiunto della Cisl Scuola Emilia Centrale, commenta l’occupazione del liceo Chierici. Quanto alle notizie circolate di possibili infortuni che avrebbero coinvolto due collaboratrici scolastiche, precisa: “Qualora fossero accertati comportamenti aggressivi verso il personale, li condanniamo con fermezza. Al momento non c’è riscontro, a parte la paura provata dalle due collaboratrici per quanto accaduto improvvisamente. In generale, vale la pena ricordare che la protesta deve sempre contribuire alla ricerca di soluzioni e non spostare l’attenzione dalle richieste, indebolendone il significato”.
“La scuola vive degli studenti e del lavoro di docenti, collaboratori e personale amministrativo. Ed è, per sua natura, uno spazio aperto. Aperto alle persone, al confronto. Aperto al dissenso – prosegue Fiore –. Un’occupazione che chiude la scuola e ne blocca il funzionamento può essere l’unica risposta? Noi preferiamo dire che, per chiedere una scuola di qualità, la sfida non è chiudere le porte della scuola ma aprire le porte dei luoghi dove, anche a Reggio, si prendono le decisioni. È discutere insieme, anche quando non si condividono le modalità della protesta: la libertà di esprimere le proprie idee deve accompagnarsi, infatti, al diritto degli altri studenti di frequentare le lezioni e di docenti e personale Ata di poter lavorare”.
Per Fiore, c’è già un terreno concreto di confronto: “Da mesi abbiamo denunciato aule trasformate in forni, con temperature incompatibili con la dignità dello studio e del lavoro. Cisl Scuola ha posto con forza il problema e continua a chiedere interventi concreti. Riteniamo importante coinvolgere anche gli studenti nel percorso di confronto. Abbiamo chiesto alla Provincia di uscire dalla logica dell’emergenza e mappare, edificio per edificio, criticità, interventi e costi”. Un’analisi per capire cosa il territorio può fare con le proprie risorse e per cosa chiamare il Governo alle sue responsabilità. La Provincia ha avviato il lavoro e si è impegnata a concluderlo entro fine anno.
Da qui la proposta del sindacato di “invitare una rappresentanza degli studenti reggiani a venire con noi in Provincia a dicembre, quando saranno presentati i risultati di questo studio. Sarebbe un’occasione per confrontarci su ciò che serve alle nostre scuole e su come ottenerlo”.
Fiore considera importante la voce degli studenti a quel tavolo, insieme a quella dei lavoratori rappresentati dal sindacato: “Ragazzi, non vi chiediamo di rinunciare alla protesta, ma di darle anche la forza di incidere sulle scelte e sulle risorse. La scuola migliore, la scuola aperta, si costruisce insieme. E credetemi, non è uno slogan. È un metodo di lavoro”, conclude Cisl Scuola.