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Ai Giardini pubblici o Parco del Popolo che dir si voglia, operazione di ripulitura sull’aiuola della bella e pregiata fontana intitolata all’abate Bonini, inaugurata nel 1885, quando il nobile Ulderico Levi decise di regalare l’acquedotto a Reggio. Sfalciata l’erba alta attorno al monumento che appare più ordinato, e speriamo che prima o poi venga ripulita anche la vasca vuota, spettacolo indecoroso per quel pattume che ci viene gettato dentro.

Secondo giorno di occupazione al liceo artistico Gaetano Chierici di via Nobili, in centro storico. Studenti con il sacco a pelo si sono impossessati delle aule e hanno iniziato le attività autogestite. La scuola ha oltre mille ragazzi iscritti, nella sede decentrata di via Filippo Re, ci dicono invece che le lezioni si svolgono regolarmente. Fuori dall’istituto occupato sono stati appesi alcuni striscioni che recitano: “Chierici occupato”. E: “La rivoluzione parte dalle scuole, creiamo conflitto”. Per capire di più, abbiamo chiesto ai giovani, tutti maggiorenni, quali sono le ragioni che li hanno spinti alla protesta. In rappresentanza degli studenti hanno parlato Cesare Spina e Olimpia Ruberti.

“Quando gli studenti rivendicano il diritto costituzionale a una scuola pubblica che funzioni, parlano di un problema di tutti, che il sindacato combatte ogni giorno e da anni: edifici inadeguati, organici insufficienti, una supplentite cronica che lascia troppi insegnanti senza stabilità. E la precarietà non riguarda solo i contratti, perché mette in discussione la continuità educativa e il futuro di chi lavora nella scuola”. Così Ciro Fiore, segretario generale aggiunto della Cisl Scuola Emilia Centrale, commenta l’occupazione del liceo Chierici. Quanto alle notizie circolate di possibili infortuni che avrebbero coinvolto due collaboratrici scolastiche, precisa: “Qualora fossero accertati comportamenti aggressivi verso il personale, li condanniamo con fermezza. Al momento non c’è riscontro, a parte la paura provata dalle due collaboratrici per quanto accaduto improvvisamente. In generale, vale la pena ricordare che la protesta deve sempre contribuire alla ricerca di soluzioni e non spostare l’attenzione dalle richieste, indebolendone il significato”. “La scuola…

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Prima di discutere di parcheggi, proviamo a metterci nei panni di chi li usa. Una persona anziana che cammina con fatica. Una donna che torna alla macchina dopo il teatro. Un lavoratore che ha mezz’ora per una commissione. Un commerciante che apre il negozio e spera che qualcuno entri. Per loro il centro storico comincia molto prima della vetrina o del tavolino di un bar: comincia dal posto in cui lasciano l’auto e dalla strada che devono percorrere per arrivarci. È da questa vita normale, spesso trascurata nei dibattiti sulla mobilità, che bisognerebbe partire per parlare di Park Zucchi, dell’ex Gasometro e dei box sotto piazza della Vittoria. Tre situazioni diverse, una domanda comune: quanto conta, nelle scelte della città, la fatica concreta delle persone? Sul Park Zucchi le critiche hanno basi precise. Il 20 settembre la Gazzetta di Reggio descriveva buche, sporcizia e carenze di illuminazione. Una segnalazione pesante…

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“Per il settimo anno consecutivo Reggio Emilia si colloca ai vertici della classifica Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente e Il Sole 24 Ore, conquistando il quinto posto a livello nazionale e il primo in Emilia-Romagna. È un risultato importante, che riconosce il lavoro portato avanti dalla città e la capacità di mantenere nel tempo una direzione chiara sulle politiche ambientali. Tra i risultati più significativi ci sono quelli legati al verde urbano: Reggio Emilia è quarta in Italia per verde accessibile, con 43,4 metri quadrati per abitante, più del doppio della media delle città analizzate, ed è quinta per numero di alberi nelle aree pubbliche, con 61 alberi ogni 100 abitanti. A questi dati si aggiunge il primato nazionale nella disponibilità di piste ciclabili, con 44,8 metri equivalenti ogni 100 abitanti, insieme a una raccolta differenziata che raggiunge l’85%. Sono indicatori che raccontano scelte concrete per favorire una mobilità…

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Dal rapporto Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente, realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore presentato il 26 ottobre 2026, risulta che Reggio Emilia è una delle città con più verdi d’Italia. Con 43,4 metri quadrati per abitante (la media nazionale 21,3) è infatti quarta per il verde accessibile in area urbana e quinta con 61 alberi (media 23) per ogni cento abitanti. Se però analizziamo con attenzione questi valori scopriamo che, come spesso avviene, le statistiche non sempre fotografano correttamente la realtà. Se li confrontiamo con quelli di trenta anni anni fa vediamo che questi valori si sono più che triplicati. Buona parte di questo verde pubblico è stato infatti acquisito dal Comune in cambio dei diritti edificatori su terreni privati. Un’area verde di un privato non è considerata tale; se invece ci si costruisce sopra il Comune ne acquisisce una parte, che questa sì viene…

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La protesta studentesca arriva nel cuore di Reggio Emilia, da questo lunedì 26 ottobre un gruppo di giovani ha occupato il liceo artistico Gaetano Chierici di via Nobili.Striscioni alle finestre con la scritta “Chierici occupato”, ragazzi dentro e fuori l’istituto, abbiamo chiesto a un ragazzo impegnato nel presidio, Cesare Spina, le ragioni della mobilitazione. “Sentiamo che questa scuola non ci appartiene”, ha detto, tra le altre cose, a Glauco Bertani.

Da questa mattina di lunedì 26 ottobre è in corso in via Nobili, centro storico di Reggio Emilia, l’occupazione studentesca del liceo artistico Gaetano Chierici. I ragazzi si sono presentati nei corridoi della scuola verso le 8 con gli striscioni “Chierici occupato” che hanno poi esposto dalle finestre. Una parte degli studenti, quelli che hanno dato il via alla protesta che potrebbe durare 4 giorni, sono entrati nell’edificio con i sacchi a pelo sotto il braccio, altri ragazzi sono rimasti invece fuori dalla sede. Sul posto presente la polizia locale che ha contornato il perimetro della scuola e anche personale della Digos.

Il ministero dell’Università e della Ricerca ha dato il via libera al finanziamento per la trasformazione della storica “Palazzina M” delle ex Officine Reggiane in una residenza universitaria da 80 posti letto. Il progetto, promosso da Comune, Acer e Stu Reggiane, si inserisce nel percorso di rigenerazione del Parco Innovazione e amplia l’offerta abitativa per gli studenti universitari a Reggio Emilia. Il commento del Sindaco «Il finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca dà valore a un progetto significativo per la nostra città, che tiene insieme due obiettivi importanti: la rigenerazione di uno spazio storico come quello delle ex Officine Meccaniche Reggiane e la risposta a un bisogno concreto, quello di garantire maggiori opportunità abitative agli studenti universitari. La nuova residenza da 80 posti letto, di cui 48 riservati a studenti capaci e meritevoli privi di mezzi, contribuirà a rendere Reggio Emilia più accessibile e attrattiva per chi sceglie di…

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Rianimare, ridare vita e smalto al centro storico, questa è l’idea alla base della bella iniziativa di venerdì pomeriggio, quando La Casa del Busto (di Lorena e Silvia, le titolari) di via Guidelli e la profumeria Olphatto (di Virginia) hanno organizzato nella storica e prestigiosa cornice di palazzo Fontanelli Sacrati, una delle più affascinanti dimore rinascimentali di Reggio, una partecipata sfilata di intimo e intimo notte. Davanti a una nutrita platea, modelli e modelle hanno sfilato indossando i capi della Casa del Busto, mentre il pubblico ha potuto provare i profumi della profumeria Olphatto.

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