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Prima di invitare i cittadini a tornare in centro, aiutiamoli a parcheggiare
di Giacomo Scillia
Prima di discutere di parcheggi, proviamo a metterci nei panni di chi li usa. Una persona anziana che cammina con fatica. Una donna che torna alla macchina dopo il teatro. Un lavoratore che ha mezz’ora per una commissione. Un commerciante che apre il negozio e spera che qualcuno entri. Per loro il centro storico comincia molto prima della vetrina o del tavolino di un bar: comincia dal posto in cui lasciano l’auto e dalla strada che devono percorrere per arrivarci.
È da questa vita normale, spesso trascurata nei dibattiti sulla mobilità, che bisognerebbe partire per parlare di Park Zucchi, dell’ex Gasometro e dei box sotto piazza della Vittoria. Tre situazioni diverse, una domanda comune: quanto conta, nelle scelte della città, la fatica concreta delle persone?
Sul Park Zucchi le critiche hanno basi precise. Il 20 settembre la Gazzetta di Reggio descriveva buche, sporcizia e carenze di illuminazione. Una segnalazione pesante per un’area che dovrebbe accompagnare l’ingresso nel cuore di Reggio. Chi paga per lasciare l’automobile ha diritto a una manutenzione dignitosa. Chiedere una superficie curata, luce e pulizia dovrebbe essere perfino banale. Doverlo rivendicare è già un’umiliazione per una città che pretende, giustamente, puntualità quando presenta un conto.
Provi un amministratore a fare quel tragitto con chi usa un bastone, magari sotto la pioggia. Lo ascolti mentre spiega perché un fondo sconnesso o un percorso poco illuminato gli complichino la giornata. Sono dettagli soltanto per chi può permettersi di ignorarli.
Intanto c’è il capitolo dei soldi. Il 27 luglio il Consiglio comunale ha approvato la risoluzione consensuale della concessione di Zucchi e Park Vittoria. Il Comune indica un valore complessivo dell’operazione di 4,628 milioni di euro, Iva inclusa; 4,114 milioni riguardano l’indennizzo per la risoluzione. L’amministrazione sostiene che l’operazione sia conveniente e consenta una gestione più coordinata della sosta.
Una cifra così merita più dell’aggettivo «strategico». Quali vantaggi riceveranno gli utenti? Quali spese saranno necessarie per sistemare le strutture? Con quali entrate si sosterrà la gestione? In quanto tempo si prevede di recuperare l’investimento? Chi amministra deve rendere queste risposte comprensibili anche al pensionato che controlla lo scontrino della spesa. Quei milioni riguardano anche lui. La precisione che si pretende da chi deve pagare una multa va usata anche quando si spendono i suoi soldi.
C’è poi la distanza fra l’approvazione e l’attuazione. Il 6 ottobre Reggionline riferiva che il perfezionamento dell’accordo era ancora da completare. È una fotografia di quella data: proprio per questo serve un aggiornamento pubblico sullo stato dell’operazione, sugli eventuali passaggi rimasti e sui tempi della gestione. I cittadini devono poter seguire una decisione così rilevante senza ricostruirla attraverso notizie sparse.
Sotto piazza della Vittoria, inoltre, ci sono box con una storia e una disciplina specifiche. Il Comune ricorda che ne furono realizzati 230, con un diritto di superficie di novant’anni, e che l’operazione approvata a luglio comprende 63 box rimasti invenduti. Sono elementi essenziali per discutere seriamente del loro futuro.
Giacomo Scillia, per 20 anni segretario di Confesercenti, cofondatore della Caramella Buona Onlus, ex presidente del circolo Quaresimo, fondatore del Club delle Arti Reggiane, giornalista pubblicista collabora con diverse testate.