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La stazione Porta d’Oriente: “Viale IV Novembre Chinatown”
Dopo lo scioglimento del Comitato IV Novembre, martedì sono stati i cittadini di Rete Residenti Quartiere Stazione a incontrare i rappresentanti del Comune di Reggio Emilia per discutere delle problematiche che affliggono la zona ormai da tempo sotto i riflettori della cronaca per situazioni di degrado e criminalità. Al termine della riunione sono stati gli stessi residenti ad affidare le loro impressioni a un comunicato poi girato alla stampa.
Ribaltando lo scritto e partendo dalla fine, il Comitato ha espresso “il disappunto dei cittadini per la mortificazione inflittagli dalla decisione della giunta di presentare la porta di accesso alla città come una via di China-Town”.
Precisando che le “contestate luminarie con lanterne cinesi non verranno a loro dire (si intende il Comune) più rimosse. Questo causa proteste perché si sta mettendo in atto una discriminazione nei confronti dei residenti di origine Italiana”.
Nel corso della riunione sono stati affrontati e ribaditi “i gravi problemi legati alla marginalità, degrado sociale e criminalità legata allo spaccio. I partecipanti all’incontro in rappresentanza dei residenti, principalmente di Viale 4 Novembre, hanno evidenziato nuovamente che la principale causa dei problemi dell’area sono lo spaccio e il bivacco incontrollato di persone disagiate, anche a causa della dipendenza da stupefacenti” e la costante presenza di spacciatori che li riforniscono”.
“La gravità della situazione – aggiungono – è testimoniata dal fatto che i residenti non possono neppure entrare nei portoni condominiali o transitare dopo certi orari, perché la zona è considerata territorio esclusivo di queste persone che aggrediscono chiunque li disturbi”.
I rappresentanti dei residenti hanno poi definito “sbagliata” la scelta di “attivare in zona stazione una serie di servizi di assistenza, come la distribuzione pasti, servizi medici, servizi di ascolto, servizi sanitari”. Hanno rimarcato come non si critichi la “decisione di creare questi servizi, ma la loro concentrazione nel quartiere”, che di fatto rende la zona un punto di ritrovo di persone legate alla marginalità che arrivano nel quartiere da altre zone di Reggio e anche da altre città.
“Il risultato, sotto gli occhi della cittadinanza e di chi è costretto a transitare per il viale e andare in stazione, è stato un aumento della concentrazione di persone senza fissa dimora che alla fine bivaccano qui, in particolare in via 4 Novembre”.
Concludono i cittadini: “Da parte dei rappresentanti del Comune ci è stato indicato:
1) Come siano in corso azioni per alleggerire la pressione di persone disagiate nella zona. E’ ipotizzata la creazione di presidi in zone diverse.
2) Verranno chiusi i centri di assistenza attivi nel quartiere, sia in via 4 Novembre sia nel resto del quartiere
3) Sono previste attività di rifacimento degli asfalti sia in via 4 Novembre e in via Eritrea.
4) Sono in corso potenziamenti dell’illuminazione in via 4 Novembre, Eritrea e Pirondi”.
Il Comitato fa infine sapere che un nuovo incontro si terrà il prossimo giugno per verificare l’evolversi della situazione.