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Flop Arena, il Pd: presidente C.Volo dovrebbe andare in Commissione
Dopo la cancellazione dell’intero cartellone estivo 2026, prima i concerti di Kanye West e di Travis Scott, e poi anche degli spettacoli del mese di luglio, si è aperto il dibattito sul futuro della Rfc Arena: sui disagi causati a chi aveva già aderito agli spettacoli, sul danno di immagine arrecato alla struttura e alla città, sugli errori di programmazione e le possibili ricadute economiche.
A rinfocolare la polemica, poi, è giunta la notizia che Andrea Cattini (Coopservice), presidente della società C.Volo, non si presenterà il prossimo venerdì in audizione in Commissione Consiliare. Sull’intera vicenda abbiamo chiesto un parere al segretario provinciale del Partito democratico, Massimo Gazza.
Che cosa pensa di questa vicenda della Rcf Arena?
Ci sono due profili: uno privato e l’altro pubblico. Rispetto al primo riteniamo che debbano essere tutelati al 100% i consumatori, chi ha acquistato i biglietti, speso i propri risparmi per venire a Reggio a seguire questi eventi.
Quanto al dibattito che si è sviluppato in queste ore, condivido il fatto, che emerge dalle posizioni anche molto diverse fra loro che si stanno leggendo sui media, che l’Arena è un’opportunità e una grande polo strategico per la città. Questo richiederà, una volta esauritesi le fisiologiche polemiche della prima ora, un di più di riflessione organica a 360 gradi come opinione pubblica, per far sì che l’occasione di cui disponiamo possa tradursi in opportunità per tutto il territorio.
Secondo lei ci sono stati degli errori nella programmazione degli eventi?
A questa domanda devono rispondere gli organizzatori che nel tempo si sono succeduti. Molto può essere chiesto alla politica, ma non sappiamo quali accordi commerciali ci fossero, quali garanzie, quali margini di rischio di impresa. Dunque, ritengo doveroso e opportuno che rivolga certi quesiti all’interlocutore più proprio, che non sono il Comune, né tantomeno il Pd.
E’ stato giusto puntare su artisti discussi come Kanye West e Travis Scott?
Apparteniamo a una cultura politica che non crede alla censura, e non intendo entrare nel merito delle esternazioni di singoli artisti che prima hanno detto cose assolutamente esecrabili e da condannare, e poi le hanno ritrattate adducendo motivi di salute mentale.
Rimane un fatto che ribadisco con forza. L’Italia è un Paese la cui Costituzione è antifascista, e l’apologia del nazismo è qualcosa davanti alla quale non ci troverete mai insensibili o deboli. Abbiamo sempre detto – sempre sottolineo, non oggi – che chi esibisce svastiche e fa dichiarazioni fra il delirante e il criminale non ha nulla che vedere con la storia di Reggio. Credo di essere stato abbastanza chiaro.
Il progetto della Rcf Arena andrà ripensato o crede possa ancora funzionare così com’è?
L’Rcf Arena è stata realizzata con fondi privati, con un progetto di project financing e dunque va da sé che perché possa essere ripensata serva la disponibilità di chi ha “le chiavi dell’Arena”. Se c’è questa disponibilità, io penso che si possa trovare assieme, non solo a Reggio, ma a livello regionale, il modo per individuare strade percorribili per realizzare buone cose. Ormai nel confronto fra persone, partiti, maggioranza e opposizione, non esiste più quella che, nel buddismo, viene chiamata “la giusta via di mezzo”: o ci si esalta quando le cose vanno bene, o si tende a distruggere tutto quando vanno male. Ma non è, non può essere così. E’ la vita stessa di ognuno a dirci che si tratta di una dinamica malata. Le imprese si costruiscono un passo alla volta, con pazienza, discernimento, saggezza e capacità di fare le scelte giuste al momento giusto. La domanda che mi pongo è, guardano a certe prese di posizione in città molto chiassose in questi giorni, c’è qualcuno che fa il tifo perché l’Arena vada male? Mi piacerebbe saperlo, perché è troppo facile dire che si ha a cuore Reggio e poi ogni volta che qualcosa si complica mettersi quasi a esultare, in cerca di capri espiatori facili e demagogici.
Non è troppo grande un’Arena da 100mila posti per Reggio? Una domanda che aggiunge anche un altro punto interrogativo sulla sua origine: è un progetto con tutte le carte in regola per le ambizioni manifestate?
E’ sufficiente guardare ai fatti di questi 30 anni per scoprire che molte volte Reggio Emilia si è cimentata con grandi eventi, uscendone sempre benissimo, anche concerti con una capienza di molto superiore alle 100mila presenze. Bastino gli esempi degli U2, di Luciano Ligabue e di Harry Styles per tutti. Veri e propri successi di gestione dentro e fuori l’arena, dal punto di vista artistico, della sicurezza, della viabilità.
Dopodiché dobbiamo fare tutti uno sforzo e tornare a quanto venne detto in occasione dell’inaugurazione di questa infrastruttura. Nessuno prospettò 10 concerti l’anno da 100mila persone. Non c’è città in Italia in grado di sostenerli, nemmeno Milano o Roma. Si parlò invece chiaramente di un paio di grandi eventi del genere ogni 12 mesi e di una serie di show da 30, 40, massimo 50mila persone, come lo furono le bellissime serate di Zucchero Sugar Fornaciari, con gli spettatori seduti. La struttura dell’Arena stessa è stata realizzata come modulabile, proprio per assecondare tale prospettiva. Personalmente ritengo che l’orizzonte deve tornare a essere questo. Il gigantismo di certe visioni che leggo nel dibattito di queste ore non appartiene alla storia di Reggio. Sappiamo fare e sappiamo fare bene anche le imprese enormi, ma vogliamo sempre coniugarle con la vivibilità del quartiere e della città, con la capacità di integrare gli eventi col tessuto del centro storico e degli altri quartieri, con la capacità di accoglienza.
Il presidente di C.Volo Andrea Cattini non si presenterà in Commissione consiliare per dare spiegazioni. Che cosa ne pensa?
Le notizie su questo punto sono ancora incerte, in ogni caso non è mia abitudine commentare rumors e indiscrezioni (la notizia della mancata partecipazione del presidente C.Volo Andrea Cattini (Coopservice) è poi diventata ufficiale, ndr). Vedremo cosa succederà venerdì (poi è arrivato il dietrofront di C.Volo), e peraltro nel dettaglio non conosco gli accordi che erano stati presi nelle settimane scorse fra C.Volo e la Commissione. In linea di principio se c’era un assenso alla partecipazione dei vertici di C.Volo credo che, in assenza di motivi di ordine superiore, sarebbe bene confermarlo. Una Commissione consiliare è un luogo di democrazia, in cui portare le proprie ragioni e le proprie ricostruzioni. La polemica e il dissenso politico sono naturali, e fanno parte della dialettica, purché non si scada in attacchi personali e in affermazioni che trascendano il buon gusto e l’educazione. C’è poi un tema di senso del ridicolo, che taluni tendono a sfidare con affermazioni roboanti per ottenere un titolo su un quotidiano. Invito tutte le parti in causa a non confondere Reggio Emilia con l’Arena. Reggio è una città di oltre 170mila abitanti ben più grande di tutte le sue infrastrutture, anche le più significative, che ogni mattina si sveglia, produce, va a scuola, fa funzionare i servizi essenziali, vive di volontariato, realizza tante cose in diversi settori, ben oltre l’enterteiment. Lo ricordo a me stesso ovviamente, ma anche a chi ad ogni stormir di fronda corre a scrivere che bisogna ignorare e ribaltare il risultato di una consultazione popolare quali furono le amministrative del 2024.
(Ferruccio Del Bue e Glauco Bertani)