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Delitto in pizzeria, l’Asl: l’assassino era seguito, poi se ne andò. Dalla politica non solo speculazioni
“A precisazione delle notizie uscite in queste ore, la Direzione dell’Azienda Usl Irccs informa che il signor A.P. è stato seguito in modo continuativo dai Servizi di Salute mentale territoriali, per poi scegliere autonomamente altre opzioni terapeutiche assistenziali al di fuori del servizio sanitario pubblico”.
Con questa stringata nota, l’Ausl ha confermato quanto emerso già ieri sui problemi non solo di droga, ma anche e soprattutto psichici di Andrea Pellati, il presunto assassino (anche se gli inquirenti, grazie alle videocamere, hanno ben pochi dubbi) del titolare della pizzeria Yoghi, Raffaele Stipa.
Intanto dalla politica, che ieri ha dato il peggio di se con l’assurda polemica contro l’uomo nero di Lega e sovranisti (a cui ha fatto seguito un’altrettanto triste polemica a distanza sullo sciacallaggio tra l’assessora Marwa Mahmoud del Pd e il capogruppo di FdI Cristian Paglialonga), inizia a giungere qualche segnale incoraggiante.
Perché il tema – più che con “le regole chiare, le esulsioni e le pene certe” invocate da Paglialonga (Pellati, come noto, è nato e cresciuto alla Rosta…) – ha a che fare con il disagio psichico di cui purtroppo sempre più persone soffrono, con disperazione loro e delle loro famiglie e, purtroppo, anche con drammatiche conseguenze per altri, come nel caso della tragedia di via Gran Sasso d’Italia.
Su questo, si sono soffermati ad esempio la segretaria di Cisl Emilia Centrale, Rosamaria Papaleo, e il consigliere comunale del Pd, nonché segretario del Circolo 5 (quello delle zone coinvolte nella vicenda), Federico Macchi.
“Reggio ha visto troppi segnali di fragilità esplosa: persone fuori controllo in strada, disagio psichico, dipendenze nel limbo, solitudini, aggressività crescente, anche tra giovanissimi – ha commentato tra l’altro Papaleo –. Alcuni non sono fenomeni solo reggiani, ma interrogano un sistema che arriva dopo la crisi e dopo il danno. Dobbiamo mettere i servizi nelle condizioni di intercettare prima le fragilità, prenderle in carico, non perderle nei passaggi tra sanità, sociale, dipendenze, salute mentale e sicurezza. Le competenze straordinarie ci sono: possono proteggere la città, se messe davvero in rete. Una rete che potrebbe ispirare modifiche normative al legislatore nazionale, peraltro”.
Per la leader della Cisl, occorre anche ripensare il ruolo della polizia locale “come forza di relazione quotidiana con i quartieri, antenna capace di intercettare i segnali prima dell’emergenza: su questo bisogna investire: organici, formazione, strumenti, coordinamento con Stato e servizi” Infine, Papaleo, “non possiamo ignorare i danni dei social quando diventano arma di propaganda. Dopo l’omicidio abbiamo visto messaggi costruiti per incendiare, non per capire. In poche ore si è passati da ‘il killer è straniero, quindi remigrazione’ a ‘non era straniero, era italiano, ma abbiamo seguito i giornali’. No, non funziona così. La libertà di parola è sacra, ma chi parla a migliaia di persone ha una responsabilità. I giornali verificano e correggono. La propaganda prende una notizia incompleta e la usa per grattare gli istinti più bassi. Tutelare i giornalisti e la qualità dell’informazione è una sfida che oggi tocca anche Reggio. Perché non abbiamo bisogno di paura organizzata e da questa storia drammatica possiamo uscire cercando di essere migliori”.
Martedì è giustamente stato il giorno del cordoglio e del silenzio, per onorare la memoria di Raffaele ed esprimere vicinanza a sua sorella Antonella a cui auguriamo una guarigione che sicuramente sarà più semplice nel fisico che nell’anima, ma ciò che è successo deve spingerci ora a riflettere e soprattutto ad agire in modo che il sacrificio di Raffaele non sia vano – afferma invece l’esponente del Pd, Federico Macchi – Le ricostruzioni di queste ore sui problemi psicologici e di dipendenza del presunto assassino, se confermate, ci ricordano una volta in più le due grandi sfide a cui tutti siamo chiamato: la salute mentale e la lotta alle dipendenze, che spesso vanno purtroppo a braccetto.
Dall’ultima Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze del 2025, emerge come ogni giorno in Italia vengano consumate in media 11 dosi di cocaina e suoi derivati – tra cui il terribile crack, vera piaga tra le nuove droghe – ogni 1.000 abitanti. Sul piano della salute mentale, i dati sono forse ancora più preoccupanti: come riporta l’Istat circa 16 milioni di persone in Italia soffrono di disturbi mentali di media e grave entità, un dato in crescita da prima del Covid, poi ulteriormente peggiorato.
Nella nostra provincia, il numero di utenti in carico ai Servizi di Salute mentale è aumentato del 16% dal 2019, con attualmente circa 24.000 pazienti all’attivo. Il dato più preoccupante è sui minori – tra i quali l’aumento negli ultimi 6 anni è del 23% – e che rappresentano il 50% degli utenti dei Servizi, pur costituendo solo il 16% della popolazione complessiva”.
Dopo aver ricordato l’impegno del Comune su questo fronte, Macchi chiede “ancora più risorse nazionali per la salute mentale e i SerD, a partire dal sottodimensionato Fondo per la non autosufficienza, perché non è il momento di interventi sporadici: l’intero Welfare nazionale è in costante affanno, e servono interventi strutturali per ripensare tutto il sistema, a partire da una nuova riflessione sugli esiti della Legge Basaglia, che ha giustamente eliminato il degradante approccio del manicomi del tempo, ma la cui successiva organizzazione dei servizi di salute mentale appare ora aver bisogno di una rinnovata riflessione”.
“In una delle sue poesie più celebri, Walt Whitman ci ricorda come le tragedie si ripetano spesso tristemente simili, ma che ogni persona può contribuire a cambiare le cose attraverso il proprio verso. Le tante testimonianze di questi giorni dimostrano che Raffaele il suo verso l’ha scritto, ora tocca a noi scrivere il nostro”, conclude il consigliere comunale del Pd.