Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Bosco Ospizio. “Manca la volontà politica per trovare una soluzione”
di Glauco Bertani
Con Dario De Lucia, consigliere comunale di Coalizione Civica, presente al presidio contro la costruzione del supermercato Conad, dove ora c’è un’area verde chiamata “bosco di Ospizio”, e dove prima ancora c’era il ricovero, facciamo il punto della situazione. Com’è noto la sentenza del Tar di Parma “ha negato la sospensione dei lavori – afferma il consigliere di Coalizione Civica – ma il ricorso non è stato ancora deciso nel merito”. E aggiunge: “Durante il presidio non ho visto il cartello di cantiere previsto dal Regolamento edilizio comunale. Potrebbe essermi sfuggito o essere collocato altrove: proprio per questo chiederò agli uffici di verificarne la corretta esposizione”.
De Lucia, lei era al presidio contro la costruzione del Conad che distruggerebbe il “bosco di Ospizio”. Ma prima di entrare nel merito, le chiedo: perché tanti supermercati e ipermercati a Reggio Emilia?
Già nel 2021 la ricognizione comunale per il Pug censiva 167 medie strutture di vendita e 10 grandi strutture: un’offerta decisamente ampia. Da diversi anni, inoltre, la popolazione oscilla attorno ai 170 mila abitanti. Abbiamo sostenuto questa battaglia in Consiglio comunale ed è coerente essere al presidio, insieme all’Assemblea del Bosco Ospizio e ai cittadini contrari all’ennesima cementificazione. Chi governa ora la città continua a utilizzare i supermercati come motore economico delle trasformazioni urbanistiche, penalizzando il commercio di vicinato e il territorio.
Perché tanta ostinazione nel volerlo costruire? Ce n’è proprio bisogno?
No, certamente. Nel quadrante est abbiamo già Coop Reggio Est, Eurospin, Quinzio, Rossetto e altri punti vendita come il discount di via Papa Giovanni XXIII: un nuovo supermercato non crea nuovi consumi, ma cerca di sottrarli agli altri.
Il progetto nasce nel 2006, durante l’amministrazione Delrio. Nel 2015 una variante al Poc lo modificò e lo ridimensionò; dopo la sentenza del Tar del 2022 il Comune riattivò l’iter, mentre il Pug approvato nel maggio 2023 recepì nuovamente la previsione. Conad non vuole rinunciare a diritti edificatori ormai consolidati, perché riottenerli in futuro non sarebbe affatto scontato. Così si continua a spingere un progetto vecchio di vent’anni, pensato per una città e una situazione climatica completamente diverse.
Quali potrebbero essere le “armi” in mano al Comune per bloccare la sua costruzione?
Dopo il rilascio dei permessi di costruire del 13 febbraio 2026, i margini giuridici sono molto stretti: promettere facili revoche significherebbe ignorare il rischio di contenziosi e risarcimenti. Resta però la strada politica: trattare con Conad una variante consensuale, ridurre o spostare la parte commerciale, valutare una permuta o l’acquisizione dell’area. Parlo di ciò che ci aspetteremmo da chi governa. Invece non è stata costruita nessuna vera alternativa. A mio giudizio, Conad è considerato un interlocutore economico troppo importante per essere scontentato e questa compiacenza politica impedisce di difendere fino in fondo l’interesse ambientale della città.
Come contropartita per l’abbattimento del bosco ci sarebbe l’apertura di servizi come la Casa della Comunità e la biblioteca. Che ne pensa?
Vogliamo il pane, ma anche le rose. Biblioteca e servizi sanitari sono necessari, ma non accetto il ricatto: “Se li volete, dovete prendervi anche il supermercato”. La convenzione prevede 1.100 metri quadrati ceduti al Comune come dotazione urbanistica, mentre altri 300 saranno presi in locazione, quindi pagando un affitto. L’operazione per riacquisire la gestione prima del tempo il parcheggio Zucchi, dal valore complessivo di 4,6 milioni, dimostra che quando esiste la volontà politica si possono trovare risorse e soluzioni. Con 4,6 milioni di euro secondo voi ci stava una biblioteca e una Casa della Salute?
Il Tar si è espresso esclusivamente sulla richiesta di sospensiva dei lavori avanzata da Legambiente, mentre le questioni urbanistiche e ambientali devono ancora essere esaminate. Quali possono essere le prossime mosse dei cittadini?
Esatto: il Tar ha negato la sospensione dei lavori, ma il ricorso non è stato ancora deciso nel merito. Spetta ai legali valutare la prosecuzione del giudizio e un eventuale appello cautelare al Consiglio di Stato; non faccio previsioni sull’esito. Sul piano politico, cittadini e associazioni possono continuare la mobilitazione pacifica, chiedere a Comune e Conad di attendere la sentenza definitiva, accedere agli atti e vigilare sul rispetto delle autorizzazioni. Durante il presidio, per esempio, non ho visto il cartello di cantiere previsto dal Regolamento edilizio comunale. Potrebbe essermi sfuggito o essere collocato altrove: proprio per questo chiederò agli uffici di verificarne la corretta esposizione.
L’area, in caso di successo, dovrebbe essere risanata. C’è un progetto in merito?
Non mi risulta che esista un progetto esecutivo pubblico alternativo già approvato. È uno scenario che l’Amministrazione non ha mai preso seriamente in considerazione, perché non ha mai voluto costruire una vera alternativa al progetto Conad. Nel gennaio 2025, invece, l’Assemblea del Bosco ha presentato il “Piano B”, con proposte alternative per realizzare la Casa della Comunità senza ulteriore consumo di suolo e ha chiesto un tavolo con Comune, Conad e Ausl. Non è ancora un progetto esecutivo, ma dimostra che alternative sono state avanzate. Trasformarle in uno studio pubblico, preservando il verde e mettendo in sicurezza i resti della vecchia struttura, sarebbe vera rigenerazione urbana.