La notizia me la da Erio al circolo: “E’ morto Guccini”.
Entro in casa e guardo mia moglie “Mi sento come se fosse morto un mio amico”.
Non ricordo l’anno, forse il 1978 e grazie a don Fabrizio che a 14 anni ci portò dai gradini della parrocchia di Ospizio al Parco Fola, festa dell’Unità lo vidi in concerto e mi piacque tanto.
Era ancora il Guccini solo con chitarra e bottiglione. Poi non era il mio genere. Noi “stronzetti” di quegli anni schifavamo i cantautori…c’era il punk. Però da li imparai una cosa. Non era un musicista.
Era, come mi ha detto giustamente Erio, un letterato. D’altronde uno che nel 1972, scrive un testo come “Incontro” roba che manco a 60 la puoi fare con un tale profondità, sei di un’altra categoria. “Siamo qualcosa che non resta frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno”. Anni, tanti anni dopo, nel 1996 organizzai in Sala Tricolore in occasione delle celebrazioni del Tricolore, una giornata sull’importanza della lingua italiana in musica. C’erano Vinicio Capossela, Federico Fiumani, Paolo Belli, Mario Venuti e altri. Provai nei giorni precedenti, il colpaccio. Prendo l’elenco telefonico di Bologna e trovo il numero. Non era difficile, era in via Paolo Fabbri 43. Guccini Francesco. Risponde lui, Restiamo al telefono cinque minuti buoni, e lui che mi dice guarda il tema è bellissimo, ma siete troppo giovani io sono un vecchio. “Comunque grazie per aver pensato a me”. “No guarda grazie a te che mi hai risposto… e comunque non sei vecchio, potresti dire tante cose…” “ Sono pigro…”.
Passano altri anni e una stretta di mano a Scandiano e due battute sulla Juve. Non mi passò nemmeno per l’anticamera un selfie… mi avrebbe mandato, giustamente, a cagare. A proposito di Juve, l’anno scorso a Propaganda Live, la scena dove davanti all’ultrà romanista Diego Bianchi se ne esce con un “sempre stato juventino” non ha prezzo. Grazie Maestro.

Alessandro Gandino. Da piccolo voleva suonare nei Clash o giocare nella Juve. Tramontate, incredibilmente entrambe le ipotesi, ha lavorato come giornalista e addetto stampa. Ha trasmesso per Krock per 12 anni. Poi ha anche scritto tre libri “Non ci vorrà molto” 2019 , “Lomagna Miia” 2021. “Il Bancone è oggettivo” 2024.
