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A Reggio Emilia il caro-casa corre molto più veloce degli stipendi
di Giacomo Scillia
A Reggio Emilia trovare una casa a prezzi sostenibili sta diventando sempre più difficile. Comprare costa, affittare costa e gli stipendi, nel frattempo, non crescono con la stessa velocità.
Il prezzo medio richiesto per acquistare un’abitazione in città si aggira ormai attorno ai 2.000 euro al metro quadrato, con zone dove si superano i 2.300 euro. Significa che per un appartamento di 80 metri quadrati possono servire circa 160-165 mila euro, mentre per 100 metri quadrati si arriva facilmente a 200 mila euro e oltre. E al prezzo dell’immobile bisogna aggiungere notaio, imposte, eventuale agenzia e spesso anche lavori di ristrutturazione.
Tra una zona e l’altra le differenze sono notevoli. Nei quartieri più richiesti si possono superare i 2.300 euro al metro quadrato, mentre nelle aree periferiche si può scendere verso i 1.600 euro. Ma anche 1.600 euro al metro significano 128 mila euro per appena 80 metri quadrati.
Sul fronte degli affitti la situazione non è migliore. Con valori che ruotano mediamente attorno ai 10 euro al metro quadrato al mese, per 60 metri si possono spendere circa 600 euro, per 80 metri circa 800 euro e per 100 metri anche 1.000 euro mensili.
Poi arrivano le altre spese: condominio, luce, gas, acqua, riscaldamento. Una famiglia che paga 800 o 900 euro di affitto può facilmente superare i 1.000 euro al mese soltanto per avere e mantenere un tetto sopra la testa.
Il problema diventa evidente quando si confrontano queste cifre con gli stipendi. Un lavoratore che porta a casa 1.400, 1.500 o 1.600 euro mensili rischia di destinare metà del proprio reddito, o persino di più, alla casa. E se vive da solo il conto diventa ancora più pesante.
Per i giovani significa rimandare l’uscita dalla famiglia. Per una coppia significa impiegare anni per mettere insieme l’anticipo necessario per un mutuo. Per molti pensionati, soprattutto se soli, anche un normale affitto può trasformarsi in una spesa difficile da sostenere.
Il caro casa, inoltre, non riguarda soltanto chi compra o affitta. Se una famiglia deve destinare 800, 900 o 1.000 euro al mese all’abitazione, avrà inevitabilmente meno denaro da spendere nei negozi, nei ristoranti, per l’abbigliamento, la cultura o il tempo libero. E alla fine ne risente tutta l’economia cittadina.
A Reggio Emilia esistono però anche appartamenti vuoti, immobili da recuperare e fabbricati che potrebbero tornare sul mercato. Bisognerebbe lavorare molto di più sul recupero dell’esistente e trovare strumenti capaci di garantire sia chi affitta sia chi cerca una casa.
Perché quando un normale appartamento da 80 metri arriva a costare 160 mila euro e un affitto può avvicinarsi agli 800-900 euro mensili, la casa non è più soltanto un problema immobiliare. Diventa una questione sociale.
E allora la domanda è inevitabile: se il costo delle abitazioni continua a crescere più degli stipendi, quanto ancora potranno permettersi di vivere a Reggio Emilia giovani, lavoratori, famiglie e pensionati?
Giacomo Scillia, per 20 anni segretario di Confesercenti, cofondatore della Caramella Buona Onlus, ex presidente del circolo Quaresimo, fondatore del Club delle Arti Reggiane, giornalista pubblicista collabora con diverse testate.