“Prendo le distanze dall’occupazione di Gaza e dalla violazione dei diritti dei bambini e degli esseri umani nei territori occupati, così come in ogni altro luogo del mondo”. Sarebbe questa la “ulteriore presa di distanza, esplicita, dalle politiche del governo Netanyahu” pretesa da Reggio Children nei confronti degli insegnanti di scuole dell’infanzia ebraiche, attesi dall’11 ottobre in visita agli asili reggiani. Richiesta che, come noto, ha portato oggi un centinaio di insegnanti di scuole ebraiche americane a rinunciare alla visita, confermata invece da 25 loro colleghi israeliani.
E’ quanto sostiene, citando uno screenshot ottenuto dal giornale, il Jewish Insider, testata giornalistica digitale fondata nel 2015 a Washington D.C., legata alla comunità ebraica. In un lungo e dettagliato articolo firmato da Haley Cohen – dal titolo “Jewish preschool educators forced to condemn Israel to attend Reggio Emilia conference” (Educatori di scuole materne ebraiche costretti a condannare Israele per partecipare alla conferenza di Reggio Emilia”) e con un occhiello in italiano “Arrivederci, Reggio”.
“Un viaggio di studio in Italia, programmato per circa 100 educatori ebrei della prima infanzia provenienti dagli Stati Uniti e da Israele, è stato annullato dopo che ai partecipanti è stato chiesto di firmare una dichiarazione di condanna delle azioni di Israele a Gaza; gli organizzatori hanno concluso che tale condizione politica rendeva il viaggio impraticabile”, scrive Haley Cohen.
Gli educatori — membri del “Paradigm Project“, con sede negli Stati Uniti — avrebbero dovuto recarsi a Reggio Emilia dall’11 al 16 ottobre. Il loro obiettivo era studiare il “Reggio Emilia Approach”, un metodo da tempo adottato dalle scuole materne ebraiche, e portare le conoscenze acquisite nelle proprie classi.
Tuttavia, prima della partenza, ai partecipanti è stato chiesto di firmare una dichiarazione in cui si affermava: “Prendo le distanze dall’occupazione di Gaza e dalla violazione dei diritti dei bambini e degli esseri umani nei territori occupati, così come in ogni altro luogo del mondo”, secondo quanto riportato in uno screenshot ottenuto da Jewish Insider.
La controversia è emersa pubblicamente a Reggio Emilia all’inizio del mese, quando alcuni genitori legati a Reggio Children — l’organizzazione che supervisiona l’approccio educativo e collaborava con Paradigm — hanno contestato l’arrivo della delegazione, sostenendo che i partecipanti sostenessero l’IDF (le forze di difesa israeliane).
Secondo i partecipanti previsti, era stata organizzata una protesta specifica contro la presenza del gruppo, basata sulla loro appartenenza religiosa e sul legame con Israele. A quanto pare, Reggio Children stava già lavorando a un documento per le delegazioni in visita, volto a sottolineare la necessità di tenere “la militarizzazione fuori dalle scuole”.

“Le nostre identità sono state rese pubbliche e i nostri profili social, sia personali che istituzionali, sono stati esaminati e interpretati come prova del nostro sostegno a Israele e all’IDF”, ha scritto alla sua comunità Pesha Kletenik (nella foto), preside della Manhattan Day School e una delle educatrici che avrebbero dovuto partecipare al viaggio.
In un’email inviata mercoledì a tutta la scuola, il preside di un istituto ebraico della regione del Mid-Atlantic — che aveva programmato di inviare tre insegnanti al viaggio — ha definito l’annullamento “una perdita, nell’immediato, per la nostra comunità: i nostri insegnanti e, di conseguenza, i loro studenti non potranno arricchirsi grazie a questa esperienza”. Ha definito la cancellazione un “effetto a catena dell’antisemitismo globale”. «Stiamo riflettendo su cosa ciò significhi per la nostra adesione di lunga data alla filosofia di Reggio», ha scritto.
L’Approccio Reggio Emilia, sviluppatosi nell’omonima città dell’Italia settentrionale dopo la Seconda Guerra Mondiale, è una filosofia educativa per la prima infanzia incentrata sul ruolo attivo dei bambini nel plasmare il proprio percorso formativo. Il metodo valorizza l’esplorazione pratica, la collaborazione, la creatività e l’attenta osservazione da parte degli insegnanti, con ambienti scolastici progettati per incoraggiare i bambini a scoprire i propri interessi anziché seguire un programma didattico prestabilito.
Molti educatori ebrei attivi nella prima infanzia hanno adottato questo approccio, riconoscendo una compatibilità tra i valori ebraici e l’enfasi posta dal metodo sul potenziale individuale del bambino, sulle relazioni e sulla comunità. La Jewish Early Childhood Education Initiative, che ha contribuito a introdurre l’educazione di ispirazione reggiana nelle scuole materne ebraiche degli Stati Uniti, descrive il proprio modello come una sintesi tra i principi di Reggio e le idee ebraiche; tale connubio risulta efficace grazie alla reputazione educativa del metodo reggiano e alla sua “coerenza filosofica con i valori ebraici”.

Di fronte alle pressioni ricevute, Paradigm (nella foto qui sopra, tratta da loro sito, alcuni educatori) ha infine annullato il viaggio, comunicando la decisione a Reggio Children.
In una dichiarazione rivolta agli educatori mercoledì — nel terzo anniversario degli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023 in Israele — Paradigm ha reso noto che il viaggio non si sarebbe svolto come previsto. “Il Paradigm Project è una rete di formazione professionale per educatori della prima infanzia provenienti da tutti gli Stati Uniti. Hanno organizzato questo viaggio con un unico obiettivo: apprendere dall’Approccio Reggio Emilia e trasferire le conoscenze acquisite ai bambini delle loro classi”.
L’organizzazione ha sottolineato che tale apprendimento “richiede un contesto sereno e aperto” e che, “nell’attuale clima, riteniamo che i nostri educatori non potrebbero vivere l’esperienza che il programma intende offrire”.
Paradigm ha espresso la speranza che il rapporto non sia stato “irrimediabilmente compromesso” e ha manifestato l’intenzione di avviare un ulteriore dialogo per riprogettare l’esperienza e, possibilmente, collaborare nell’apprendimento in futuro.
Questo l’articolo in lingua originale del Jewish Insider
di Haley Cohen
A planned study trip to Italy for some 100 Jewish early childhood educators from the U.S. and Israel was canceled after participants were required to sign a statement condemning Israel’s actions in Gaza, prompting organizers to conclude that the trip’s political litmus test made such a trip untenable.
The educators — members of the U.S.-based Paradigm Project — were scheduled to travel to Reggio Emilia, Italy, from Oct. 11–16. Their goal was to study the Reggio Emilia Approach to early childhood education, a method long embraced by Jewish preschools, and bring those insights back to their classrooms.
But ahead of the trip, participants were asked to sign a statement declaring, “I distance myself from the occupation of Gaza and the violation of children’s and human beings’ rights in the occupied territories as well as in every places [sic] in the world,” according to a screenshot obtained by Jewish Insider.
The dispute began publicly in Reggio Emilia earlier this month when parents affiliated with Reggio Children, an organization that oversees the educational approach and had been working with Paradigm, objected to the delegation’s arrival over claims that participants supported the IDF.
According to the intended attendees, a protest had been organized specifically against the group’s participation based on their religious affiliation and connection to Israel. Reggio Children was also reportedly already working on a document for visiting delegations that would emphasize keeping “militarization out of schools.”
“Our identities were made public, and our personal and institutional social media profiles were reviewed and characterized as demonstrating our support for Israel and the IDF,” Pesha Kletenik, head of Manhattan Day School and one of the educators who had planned to attend, wrote to her community.
In a school-wide email on Wednesday, the principal of a Jewish day school in the mid-Altantic, which had planned to send three teachers on the trip, called the cancellation “a loss for our community in the near term — our teachers, and in turn, their students will not be enriched by this experience.” They attributed the cancellation to “the ripple effects of global antisemitism.”
“We are sitting with what this means for our longstanding alignment to the Reggio philosophy,” they wrote.
The Reggio Emilia Approach, developed in the northern Italian city after World War II, is an early childhood education philosophy centered on children helping to shape their own education. It emphasizes hands-on exploration, collaboration, creativity and close observation by teachers, with classrooms designed to encourage children to discover their interests rather than follow a determined curriculum.
Many Jewish early childhood educators have embraced the approach in part because they see its emphasis on children’s individual potential, relationships and community as compatible with Jewish values. The Jewish Early Childhood Education Initiative, which helped bring Reggio-inspired education to Jewish preschools in the U.S., describes its model as a combination of Reggio principles and Jewish ideas, saying the pairing works because of Reggio’s educational reputation and its “philosophic consistency with Jewish values.”
Responding to the pressure, the Paradigm ultimately canceled the trip and informed Reggio Children.
Paradigm said in a statement to educators on Wednesday, the third anniversary of the Oct. 7, 2023, terrorist attacks in Israel, that the trip would not go on as planned. “The Paradigm Project is a professional learning network for early childhood educators from across the United States. They planned this trip for one reason: to learn from the Reggio Emilia Approach and bring what they learned back to the young children in their classrooms.”
It said that such learning “requires a calm, open setting” and that, “in the current climate, we do not believe our educators could have the experience the program is meant to offer.”
Paradigm said it remains hopeful that the relationship has not been “irreparably harmed” and that it intends to engage in further dialogue about redesigning the experience and potentially learning together in the future.
