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Il graffio. Palestina dal fiume al mare
Un paio di centinaia di giovani si sono radunati di fronte al municipio per solidarizzare coi marinai della flotilla 2 che avviandosi verso Israele sono stati fermati dalle autorità israeliane. L’iniziativa è ad un tempo, per loro stessa ammissione, umanitaria e politica. Una ragazza al microfono l’ha addirittura definita un pretesto. Un pretesto per sensibilizzare il mondo sulle azioni, da loro definite terroristiche, di Israele. Fin qui poche obiezioni. Ma sono andati oltre. Innanzitutto hanno scandito il famigerato slogan “Palestina dal fiume fino al mare”, che significa eliminazione di Israele che tra il Giordano e le acque del mare è collocata in mezzo.
D’altronde una ragazza ha dichiarato che il problema non è Netanyahu, ma ottant’anni di presenza di Israele in Palestina. E poi la misura del terrorismo. Terrorista è solo Israele e i suoi alleati. Addirittura terrorista è il governo Meloni ma anche la Farmacia municipale di piazza Prampolini, secondo una giovane manifestante, perché non scrive da chi vengono comprati i farmaci. Forse dalla terrorista Israele? Di Hamas, Hezbollah, Houthi nemmeno una parola. Poi i giovani si sono dissolti, dopo aver tentato un improbabile corteo sventolando le bandiere della Palestina e del nuovo Movimento studentesco. Ah, dimenticavo. Secondo uno studente che è intervenuto è tutta colpa del sistema capitalistico e dei suoi interessi economici. Qui il nuovo movimento studentesco ha perso originalità papagallando quello vecchio, quando sosteneva che anche un’insufficienza a scuola era colpa del sistema.