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Il Graffio. Reggio val bene un Viaggio della Memoria, Kanye West
Questa storia di Kanye West alla Rcf Arena del Campovolo è un’altra bella gatta da pelare. Il trapper nero che si definisce un nazista, e già solo per questo si capisce che se si limitasse a cantare sarebbe meglio per tutti, in particolare per i suoi fan, è prossimo a venire nella città Medaglia d’oro della resistenza. Qualcuno, poi, suggerisce che la trovata del nazismo sia un colpo di marketing che ha messo il personaggio costantemente al centro delle cronache internazionali. Fosse così, ancora peggio. E’ un fatto eticamente inaccettabile che una persona possa arricchirsi o farsi pubblicità su una tragedia che non ha tempo ed eguali.
Il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari dice: “Chiederemo la disponibilità a costruire insieme un momento di confronto tra l’artista e le componenti del nostro tessuto sociale che si ritrovano nei valori dell’antifascismo”. Un Kanye West che chiede scusa all’Anpi. Troppo poco. Cioè, se fosse l’Anpi del 1945, presidente Didimo Ferrari (comandante partigiano Eros), sarebbe tutta un’altra storia. E forse in quel caso Ye ci avrebbe pensato meglio prima di dire certe cose. Quella era gente che ti prendeva sul serio, scherzava poco. L’Anpi di adesso però (degnissima Associazione che testimonia un prezioso passato) è un’altra cosa. Tra l’altro, una gran parte dei giovani di oggi ne ignora l’esistenza. E invece tutti conoscono West, persino quelli che non lo apprezzano. Un confronto che non avrebbe un adeguato significato, ammesso che ci possa mai essere. E allora suggeriamo questa soluzione: visto che Reggio è la città in cui si organizzano i Viaggi della Memoria, se West vuole venire a cantare all’Arena, terminato il concerto, gli si prenoti il biglietto e lo si accompagni al pullman destinazione Polonia, fermata Auschwitz. Una volta terminata la vista al campo, a ragion veduta, chiederà scusa.
sr