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L’emergenza casa. Acer: entro la fine del 2027 pronti 250 appartamenti
di Glauco Bertani
Il governo, con il decreto del Primo Maggio, ha dato il via libera al Piano Casa. La dotazione iniziale è di circa 970 milioni di euro a cui verrebbero sommati 1,1 miliardi dai fondi di coesione, per un totale di circa 2,1 miliardi. “Il piano – si legge nel decreto – mira alla costruzione di 100.000 nuovi alloggi”. Inoltre saranno avviati interventi di recupero e ristrutturazione di circa 50.000 alloggi popolari che attualmente sono inagibili.
Sulla situazione abitativa pubblica a Reggio Emilia, abbiamo rivolto alcune domande a Federico Amico, 54 anni, presidente di Acer (Azienda Casa Emilia-Romagna).
Presidente, ci sono ricadute per Reggio Emilia?
È presto per prevedere una stima precisa sui territori, non ci sono ancora indicazioni sui meccanismi di riparto dei fondi, sappiamo che non saranno omogenei nelle varie aree del paese. Il piano del governo si articola su cinque anni e sulla base di calcoli non precisi, possiamo ipotizzare un recupero di 40 alloggi per il primo anno (116 milioni) e 70 nel secondo (216 milioni). È sicuramente positivo il fatto che la cabina di regia coinvolga direttamente gli enti locali che sono in gran parte proprietari degli immobili.
Acer ha appartamenti da recuperare o da ristrutturare?
Il recupero di questi alloggi è una priorità. Lo scorso anno è stato assegnato 1 milione di euro per il territorio provinciale di Reggio Emilia. Si tratta del quinto anno consecutivo di finanziamento e ha coinvolto 23 comuni beneficiari. Gli interventi dovranno essere realizzati nel corso del 2026 e consegnare gli alloggi agli assegnatari entro l’anno. Storicamente, questo importo ha permesso di rimettere in circolo circa 70 o 80 appartamenti l’anno, una boccata d’ossigeno vitale per le graduatorie comunali.
Quali saranno allora gli interventi più importanti per soddisfare l’emergenza casa?
Entro la fine del prossimo anno grazie alla Regione Emilia-Romagna tramite i fondi della Banca Europea per gli Investimenti saremo in grado di recuperare circa 250 appartamenti dislocati nella provincia di Reggio. In questo caso complessivamente si tratta di interventi per circa 300 milioni su cinque anni. Operiamo in un contesto dove il ripristino degli alloggi non è solo una necessità tecnica, ma un pilastro della strategia abitativa. Investire nel recupero del patrimonio significa in prima battuta contrastare l’esclusione sociale.
Recuperare alloggi non locati perché degradati permette di rimetterli immediatamente a disposizione dei Comuni per le assegnazioni e inoltre, un alloggio ripristinato consente una rotazione dei nuclei in base alle mutate esigenze (ad esempio, passare da un appartamento grande a uno piccolo per liberare spazio a famiglie numerose).
Quindi è fondamentale intervenire sulle ristrutturazioni.
Intervenire sul ripristino porta vantaggi immediati all’inquilino ma anche all’intera comunità. I Comuni e Acer si fanno carico del diritto all’abitare che non si limita al possesso di quattro mura, ma rappresenta un diritto fondamentale indispensabile per garantire la dignità e lo sviluppo della persona. Esso implica l’accesso a un alloggio che sia sicuro, salubre e sostenibile, integrato in un contesto sociale che offra servizi essenziali e opportunità. Per le istituzioni, tutelare questo diritto significa promuovere la coesione sociale e contrastare attivamente le disuguaglianze e l’emarginazione urbana.
Quanti sono gli appartamenti in convenzione?
Il patrimonio abitativo pubblico che Acer Reggio Emilia gestisce per conto dei Comuni è di 4.182 alloggi.