Erano 8 i reggiani che presero parte all’Assemblea Costituente (556 deputati) che si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946 a Palazzo Montecitorio con il compito specifico di redigere una nuova Costituzione per lo Stato.
Ripercorriamo qui sotto la loro vita con delle brevi schede. La quarta riguarda riguarda Alberto Simonini, socialista massimalista, poi riformista nel Psi e infine leader nel Psdi di Giuseppe Saragat.
Alberto Simonini (Reggio Emilia 19 febbraio 1896 – Strasburgo 7 luglio 1960)
Nasce a Reggio Emilia il 19 febbraio 1896. Trascorre l’infanzia a Piacenza, dove il padre è costretto a trasferirsi per motivi di lavoro. Qui termina le scuole elementari e trova un’occupazione come meccanico. Si sposta successivamente a Brescia, dove nel 1912 aderisce alla federazione giovanile socialista, di cui diventerà segretario l’anno successivo. Partecipa alle proteste contro la guerra di Libia, per le quali viene condannato a tre giorni di carcere.
Nell’agosto del 1914, torna a Reggio Emilia. Eletto segretario provinciale dei giovani socialisti, si fa promotore di un orientamento massimalista, proponendo lo sciopero generale contro l’intervento nella Grande guerra. Si dimette dalla carica nel 1915, in seguito alla sconfitta della sua mozione.
Nel 1916 riceve la chiamata alle armi, ma viene deferito per un tentativo di diserzione.
Nel 1919 riprende l’attività politica come dirigente sindacale. In questi anni matura la sua conversione alla corrente riformista del partito, insieme alla quale esce dal Psi nel 1922.
Nel 1924 gli viene affidata la segreteria del comitato elettorale per l’Emilia Romagna, poi si trasferisce a Torino, dove continua l’impegno politico politica nella federazione degli edili. Dopo lo scioglimento dell’organizzazione nel 1926, si ritira dalla vita politica, dedicandosi esclusivamente all’attività di agente di commercio.
Nel settembre del 1943 partecipa alla prima riunione del Cln provinciale di Reggio Emilia, in rappresentanza dei socialisti. In questa occasione disapprova la scelta della lotta armata. Per questo motivo, viene presto sostituito dai vertici del partito.
Dopo la Liberazione, diventa segretario provinciale del Psiup. Nel 1946 è eletto deputato all’assemblea costituente. In seguito alla scissione di Palazzo Barberini del 1947, aderisce al PSLI di Saragat, diventandone segretario nazionale tra il 1948 e il 1949.
Deputato nelle prime tre legislature repubblicane, assume incarichi in diversi governi: il ministero della Marina mercantile negli anni 1950-51, quello delle Poste e delle telecomunicazioni nel 1958.
Eletto membro del Consiglio europeo di Strasburgo, muore improvvisamente nella città francese il 7 luglio del 1960.
(Si ringrazia Marco Marzi, autore delle schede).
(4 continua)
Costituenti reggiani (3). Marconi: il bianco che tenne a bada i rossi
Costituenti reggiani (2) Nilde Iotti: due volte compagna, nel Pci e del Migliore
Costituenti reggiani (1), don Dossetti: partigiano, leader Dc, e poi sacerdote
