Erano 8 i reggiani che presero parte all’Assemblea Costituente (556 deputati) che si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946 a Palazzo Montecitorio con il compito specifico di redigere una nuova Costituzione per lo Stato.
Ripercorriamo qui sotto la loro vita con delle brevi schede. La prima riguarda don Giuseppe Dossetti: partigiano prima, poi leader Dc capace di lasciare la politica e infine sacerdote.
Dossetti Giuseppe (Genova 13 febbraio 1913 – Bologna 15 dicembre 1997)
Nasce il 13 febbraio 1913 a Genova, ma si trasferisce poco dopo a Reggio Emilia. Qui frequenta la scuola fino al conseguimento, nel 1930, della maturità classica. Prosegue gli studi all’Università di Bologna, dove si laurea in giurisprudenza nel 1934. Nel novembre dello stesso anno viene scelto come perfezionando in diritto romano all’Università cattolica del Sacro Cuore.
Nel 1942, diventa docente di diritto ecclesiastico presso l’Università di Modena.
Dopo l’8 settembre del 1943, aderisce alla Resistenza, entrando prima a far parte del CLN di Cavriago (RE) e poi, nel dicembre 1944, nel CLN provinciale di Reggio Emilia, di cui è eletto presidente. È stato rappresentante proposto dal CLN reggiano nella Consulta, prima della Costituente.
Al termine del conflitto, entra nella segreteria nazionale della DC, assumendo l’incarico di vice segretario fino al 1951. Figura di riferimento per la corrente di sinistra del partito, sostiene un vasto e radicale progetto di riforme sociali. Eletto deputato all’assemblea costituente nel 1946, dove fu relatore tra gli altri degli articoli 7 e 11 della Costituzione. Nel 1948 entra alla Camera dei deputati nel 1948 e si pone frequentemente in contrasto con De Gasperi, criticandone l’indirizzo politico impresso al partito.
Nel settembre del 1951, sceglie di ritirarsi dalla vita politica, in polemica con le scelte del segretario della DC. L’anno successivo fonda il Centro di formazione spirituale e ricerca storico-religiosa a Bologna.
Alla fine del 1955 fonda una comunità monastica, la Piccola famiglia dell’Annunziata, manifestando il desiderio di essere ordinato sacerdote. Nel 1956 torna ad occuparsi di politica per un breve periodo, candidandosi alle elezioni comunali di Bologna. Sconfitto, ma comunque eletto consigliere comunale, si dimette due anni dopo.
Libero da ogni impegno politico e accademico, il 6 gennaio 1959 è ordinato sacerdote e si ritira a Monteveglio. È stato perito consultore della presidenza del Concilio Vaticano II, poi provicario del card. Lercaro arcivescovo di Bologna.
Nell’estate del 1972 si trasferisce a Gerico con un gruppo di fratelli della sua comunità. All’inizio degli anni Ottanta si stabilisce a Casaglia di Montesole, presso Marzabotto, dove muore il 15 dicembre 1996.
(Si ringrazia Marco Marzi, autore delle schede).
(1 continua)
