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Sicurezza, basta rimpalli: il governo intervenga e il Comune faccia il suo
di Giacomo Scillia
Ci sono momenti in cui la politica deve smettere di parlarsi addosso e iniziare a governare. La sicurezza è uno di questi. Per questo lascia perplessi assistere all’ennesimo rimpallo di responsabilità tra amministrazione comunale e Governo, come se il problema riguardasse sempre qualcun altro.
È evidente che lo Stato debba fare la sua parte. Più uomini, più mezzi, più risorse per Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sono indispensabili. Nessuno può negare che gli organici siano spesso insufficienti rispetto alle esigenze di un territorio complesso come quello reggiano.
Ma fermarsi qui significa raccontare solo metà della verità.
Un sindaco non può limitarsi a chiedere rinforzi a Roma ogni volta che esplode un’emergenza. È certamente legittimo sollecitare il Governo, ma amministrare una città significa anche assumersi fino in fondo le responsabilità che competono al Comune. Altrimenti il rischio è quello di trasformare ogni conferenza stampa in una richiesta di aiuto, senza mai spiegare cosa si sta facendo concretamente sul territorio.
La sicurezza urbana non dipende esclusivamente dal numero delle divise. Dipende anche dall’illuminazione delle strade, dal decoro urbano, dalla videosorveglianza, dal presidio degli spazi pubblici, dalle politiche sociali, dalla collaborazione costante con la Prefettura e con le forze dell’ordine, dalla capacità di intervenire tempestivamente nelle aree più degradate.
Quando i cittadini percepiscono insicurezza, non chiedono di assistere a un confronto politico tra Palazzo Municipale e Palazzo Chigi. Chiedono risultati.
Gli episodi degli ultimi mesi dimostrano che il tema non può più essere affrontato con slogan o dichiarazioni ad effetto. Servono decisioni, investimenti e una strategia condivisa. Se manca uno di questi elementi, il problema continuerà a ripresentarsi.
La politica dovrebbe avere il coraggio di dire una cosa semplice: la sicurezza è una responsabilità condivisa. Lo Stato garantisce l’ordine pubblico, ma il Comune deve creare le condizioni affinché una città sia vivibile, presidiata e curata. Le due funzioni non si sostituiscono: si completano.
Continuare a contrapporre Comune e Governo significa offrire ai cittadini un alibi reciproco, non una soluzione. E questo, dopo anni di discussioni, sta diventando francamente insopportabile.
I reggiani non chiedono polemiche. Chiedono di poter passeggiare serenamente per le proprie strade, frequentare il centro storico, utilizzare i parchi e vivere i quartieri senza paura.
La sicurezza non può essere materia di propaganda permanente. È un diritto dei cittadini e un dovere delle istituzioni, di tutte le istituzioni. Chi governa, a qualsiasi livello, ha l’obbligo di fare la propria parte. Senza scaricare il peso sugli altri. Perché quando si cercano soltanto responsabilità altrui, spesso significa che nessuno vuole assumersi fino in fondo le proprie.
Giacomo Scillia, per 20 anni segretario di Confesercenti, cofondatore della Caramella Buona Onlus, ex presidente del circolo Quaresimo, fondatore del Club delle Arti Reggiane, giornalista pubblicista collabora con diverse testate.