Come ogni anno, come ogni volta, su pagine frequentare da boomer certificati come la peperonata, si ripropone la questione “Come era bella la Reggio degli anni 80”. Molto spesso, anzi sempre, chi scrive sono gentili signore e gentili signori rispettivamente in menopausa ed andropausa che la fine dei settanta ed i primi ottanta evidentemente li avevano passati a Beverly Hills e non in Via Compagnoni, Villaggio Stranieri, Ospizio e San Maurizio. Siccome c’ero, cavolo se c’ero alcune precisazioni sono d’obbligo. I fighi si bucavano, gli sfigati si facevano le canne. Diversi fighi non ci sono più, tantissimi sfigati sono qui, vivi. Le divisioni politiche erano più aspre, molto di più. Le BR non erano percepite, ma le divisioni si. Tanto. Meglio? Peggio? La risposta la so ma la tengo per me.

Le autoradio, ma anche le giacche, borse e cassette, si musicassette cotte dal sole, venivano automaticamente “ciulate” tramite spaccata. Le bici ed i motorini idem. Anzi i motorini, in assenza di targa, molto di più. I Giardini e la via Emilia registravano le scorribande della banda dei puffi.
Il Marabù, elevato a tempio dei bei tempi che furono, cosa che in effetti mi fa un po ribrezzo visto che per questioni musicali frequentavo altri posti, non era propriamente un posto per seminaristi…ma evidentemente vi piaceva.
Conosco un discreto numero di ragazze pesantemente molestate in quei meravigliosi anni, ma ovviamente è tutta roba andata in prescrizione. Ci siamo beccati per anni le parola “bella gente” e “gente giusta” ve ne rendete conto??? Erano quelli gli anni, dove un buttafuori sottoculturato non vi faceva entrare perché avevi le scarpe da ginnastica. Oggi magari è la regola ma tutto è partito da lì. Non dimenticatelo.

Ma soprattutto il nostalgico medio delle paginette cloaca scrive un bel temino, pieno di cose che la maestra vuole sentire e magari citando la fontanella pisciatoio, a volte sfidando ogni legge addirittura con la punteggiatura giusta e in bella calligrafia ma nel finale non dice mai l’unica verità che ci voleva enunciare…
“Non c’erano negri!!!”

Alessandro Gandino. Da piccolo voleva suonare nei Clash o giocare nella Juve. Tramontate, incredibilmente entrambe le ipotesi, ha lavorato come giornalista e addetto stampa. Ha trasmesso per Krock per 12 anni. Poi ha anche scritto tre libri “Non ci vorrà molto” 2019 , “Lomagna Miia” 2021. “Il Bancone è oggettivo” 2024.
