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Ospizio: in nome del bosco lo scontro tra due visioni politiche contrapposte
di Giacomo Scillia
Dopo la difesa del progetto da parte del vicesindaco Lanfranco De Franco, l’assessore Roberto Neulichedl prende le distanze: «Questi cittadini meritano di vedere un lieto fine». La vicenda del Bosco di Ospizio non divide più soltanto la città. Ora sembra aprire una crepa sempre più evidente anche all’interno della giunta guidata dal sindaco Marco Massari.
Dopo l’intervento del vicesindaco Lanfranco De Franco, che aveva definito giusto il principio della difesa del territorio ma “sbagliata” l’occasione scelta dai manifestanti, arrivano le parole dell’assessore alla Tutela ambientale Roberto Neulichedl. Parole molto diverse, che difficilmente possono essere considerate una semplice sfumatura.
Neulichedl riconosce il valore della protesta, invita Conad a compiere un passo indietro e afferma che i cittadini impegnati da giorni nel presidio meritano di vedere un lieto fine. Non parla soltanto del futuro o di generiche politiche ambientali: chiede che si cerchi ancora oggi una soluzione capace di salvaguardare almeno una parte maggiore del bosco.
È una presa di posizione politicamente significativa. Da una parte il vicesindaco difende il progetto di riqualificazione, ricordando i servizi pubblici previsti, le nuove alberature e un iter amministrativo ormai arrivato alla fase esecutiva. Dall’altra l’assessore che porta nella giunta proprio la delega alla tutela ambientale manifesta apertamente la propria vicinanza alle ragioni dei cittadini.
Neulichedl va ancora oltre quando affronta il tema delle eventuali dimissioni: «Tocca ai partiti di maggioranza andare in Consiglio e chiedermele». Una frase che pesa e che rivela quanto il confronto sia diventato delicato. L’assessore non sembra intenzionato a rinunciare alle proprie convinzioni per salvare soltanto l’apparenza di una giunta compatta.
Il problema politico, dunque, non può più essere nascosto. Come può un’amministrazione presentarsi come unita quando al proprio interno convivono posizioni così distanti su una questione simbolica per il futuro ambientale della città? E quale significato conserva la delega alla tutela ambientale se l’assessore competente non condivide pienamente la strada seguita? Il dissenso, come ricorda lo stesso Neulichedl, è un sano esercizio di democrazia. Ma il dissenso dentro una giunta deve produrre un confronto vero, non limitarsi a dichiarazioni sui giornali. Il sindaco Massari dovrebbe chiarire quale sia la posizione politica dell’amministrazione e se esista ancora uno spazio concreto per una mediazione.
I cittadini del presidio non chiedono incontri di facciata. Chiedono di fermare le ruspe e di discutere del progetto prima che gli alberi vengano abbattuti. Parlare quando tutto sarà concluso avrebbe il sapore amaro di una consultazione tardiva, buona soltanto a mettere a posto la coscienza della politica. Il Bosco di Ospizio è ormai molto più di un’area verde. È diventato il simbolo del rapporto tra cittadini, amministrazione e poteri economici. È anche la prova della coerenza di una maggioranza che ha fatto della sostenibilità uno dei punti centrali del proprio programma.
Le parole di Neulichedl meritano quindi una risposta politica chiara. Non bastano più i richiami agli atti amministrativi ereditati dal passato. Se persino l’assessore alla Tutela ambientale ritiene possibile e necessario cercare un lieto fine, la giunta ha il dovere di provarci fino all’ultimo. Altrimenti resterà una domanda difficile da cancellare: chi decide davvero il futuro della città, la politica eletta dai cittadini oppure la forza degli interessi economici e dei progetti ormai avviati?
Giacomo Scillia, per 20 anni segretario di Confesercenti, cofondatore della Caramella Buona Onlus, ex presidente del circolo Quaresimo, fondatore del Club delle Arti Reggiane, giornalista pubblicista collabora con diverse testate.