Fare la storia del Partito comunista di Reggio Emilia è scrivere la storia generale di questo territorio da un punto di vista monografico, ponendone in risalto un aspetto particolare.
“Comunisti reggiani (1921-1991) – Strumenti e apparati”, volume edito da Panozzo, curato da Glauco Bertani, Mirco Carrattieri e Tiziana Fontanesi, nato da un progetto di ricerca coordinato da Istoreco – con il contributo di Fondazione Reggio Tricolore e Unipol Assicoop – riunisce per la prima volta in un unico volume gli strumenti necessari per studiare la storia del Partito comunista italiano nella provincia di Reggio Emilia.
Attraverso biografie, dati, fotografie, mappe, tabelle e una ricca bibliografia il volume si propone di fornire gli strumenti fondamentali per approntare, finalmente, la storia dei comunisti reggiani dal 1921 al 1991, con particolare riferimento alla stagione “di governo” del dopoguerra. “Comunisti reggiani (1921-1991)”, è un ampio repertorio documentario e di consultazione. Il lettore può seguire persone, incarichi, luoghi ed eventi lungo settant’anni di storia.
Un lettore non specialista – è il suggerimento di Mirco Carrattieri, uno dei curatori e docente di Storia contemporanea all’Università di Bergamo – può aprire il libro al capitolo delle ‘Biografie’ “dove sono presenti persone molto note, che hanno avuto un rilievo nazionale, pensiamo a Nilde Iotti a Valdo Magnani, a cui probabilmente i nomi almeno sono stati almeno sentiti. Da lì poi ci si può avventurare proprio con i diversi rimandi ai nomi, trovando tutto un reticolo di personaggi: i segretari del partito, i funzionari, ma anche i militanti di base, i giovani della FGCI, le donne dell’UDI e della Commissione femminile. Uno spettro molto vasto con vicende, alcune drammatiche ma anche per certi versi eroiche che rendono l’idea del mosaico di questo partito.
Oggi, la parola comunista, nel dibattito pubblico nazionale, ha un significato per lo più dispregiativo legato al fatto che il comunismo è identificato come uno dei totalitarismi del XX secolo. Qui stiamo parlando, invece, di un popolo comunista che rappresenta la base di questo partito in un contesto molto particolare, una regione che era, all’inizio del secolo, una zona depressa e che attraverso i sacrifici di molte persone e anche le scelte di molti decisori è diventato oggi uno dei luoghi più sviluppati del nostro paese. Non c’è ovviamente un intento giustificativo, una retorica celebrativa, ma non c’è neanche un astio polemico, c’è il tentativo di ricostruire storicamente una vicenda corale, appunto in cui tanti reggiani possono leggere alcune delle proprie radici, credo utilmente.
“Senza nostalgie, né polemiche, – concludono i curatori – il libro è un caso di studio che illumina l’identità locale ma affronta anche i grandi problemi nazionali”.
“Comunisti reggiani (1921-1991) – Strumenti e apparati”, volume edito da Panozzo, curato da Glauco Bertani, Mirco Carrattieri e Tiziana Fontanesi.






















Foto. Tessera del Pci del 1945. 2) ottobre 1951, comizio in piazza della Vittoria al termine dell’occupazione delle Reggiane, al microfono il segretario generale della CGIL Giuseppe Di Vittorio. Si riconoscono in prima fila, primo a destra l’on. Walter Sacchetti, terzo da destra Onder Boni, segretario provinciale del PCI. 3) Aldo Magnani. 4) Corso Cairoli, ex sede del PCI, manifestazione in occasione dell’attentato a Palmiro Togliatti, 14 luglio 1948. 5) Piazza della Vittoria, manifestazione del partito comunista italiano, si riconosce la bandiera della sezione di Baiso. 6) Manifestanti si recano al palasport per assistere ad un comizio di Enrico Berlinguer, 6 aprile 1970. 7) Vincenzo Bertolini, segretario del Pci di Reggio Emilia e consigliere regionale. 8) Un milione di persone per Enrico Berlinguer al Campovolo. 9) XVI congresso provinciale del PCI, 1970. Si riconoscono secondo da destra Alessandro Carri, terzo Otello Montanari, terzo da sinistra Antonio Bernardi. 10) Giuseppe Di Vittorio, segretario. 11) generale della CGIL. 12) Il sindaco della Liberazione Cesare Campioli a un seggio elettorale. 13) Manifesto del XIV congresso provinciale del PCI, 1972. 14) Sfilata della federazione giovanile comunista, piazza della Vittoria. 15) Folla riunita presso la sede del PCI in via Toschi, palazzo Masdoni dopo la morte di Enrico Berlinguer. 16 Palazzo Masdoni, morte Berlinguer. 17) Funzionari del PCI ascoltano i notiziari sulla salute di Enrico Berlinguer, all’interno della sede del partito, 1984. 18) Nilde Iotti e Antonella Spaggiari. 19) Arrigo Nizzoli, primo segretario provinciale del PCI dopo la Liberazione, alla sua sinistra Onder Boni. 20) Bandiera rossa con falce e martello esposti ad una festa de l’Unità. 21) Giovani della FGCI manifestano in favore degli studenti di piazza Tien An Men, presso piazza del Monte, 4 giugno 1989. 22) L’onorevole Carmen Zanti.

