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Conad spiega il progetto di riqualificazione di bosco Ospizio con un sito
Da alcuni giorni è consultabile online il sito web prodotto da Conad Centro Nord Emilia in cui è illustrato il progetto relativo all’area Emilia Ospizio, il terreno sui cui verranno costruiti, oltre a un nuovo punto vendita della catena commerciale, anche una casa della comunità Reggio Est, la biblioteca e un polo territoriale.
“L’intervento di riqualificazione dell’area ex Ospizio – si legge sulla home page –, promosso da Conad Centro Nord e approvato da Comune e Provincia di Reggio Emilia, interessa un’area oggi dismessa e non fruibile dalla comunità di circa 45.000 metri quadrati. Il progetto integra funzioni commerciali, culturali, socio sanitarie e territoriali con verde a fruizione pubblica e nuove connessioni ciclopedonali”.
Per intenderci l’area non fruibile è la superficie che gli ambientalisti, e non solo, chiamano ‘Bosco Ospizio’ e che presidiano dal 3 agosto scorso per impedire la costruzione del nuovo supermercato.
Al di là di come la si pensi in merito, però, il sito è molto ben fatto. Non solo illustra il progetto, anche con l’ausilio di un video, ma le voci del menù vorrebbero rispondere alle domande e alle critiche che gli avvenimenti di questi ultimi mesi hanno fatto circolare nell’opinione pubblica reggiane e in quella fuori provincia.
Così, per esempio, alla voce “domande frequenti”, che sono 12 e divise per argomenti, abbiamo scelto (solo come esempio) uno degli argomenti più dibattuti, quello relativo alla vegetazione:
“Come sono state valutate le alberature e le caratteristiche ambientali dell’area?” Risposta: “Il valore della vegetazione e i servizi ecosistemici dell’area sono stati analizzati attraverso un’indagine condotta dallo Studio Minelli con il contributo del CNR-IBE di Bologna. Lo studio ha considerato, tra gli altri elementi, la permeabilità del terreno a disposizione della vegetazione, struttura e varietà della vegetazione, disponibilità di habitat e capacità del verde di mitigare il microclima e ridurre l’inquinamento. Dalle verifiche fitosanitarie svolte nel 2023 è emerso che oltre due terzi delle alberature attuali presenta una marcata senescenza o significative criticità strutturali. La pianificazione prevede quindi di preservare e valorizzare gli esemplari maturi in buone condizioni e di affiancarli con nuove piante giovani”.