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Cimitero monumentale: degrado e abbandono sono perdita di civiltà
Lettera aperta di Valeria Isacchini
Il cimitero monumentale, il camposanto più importante di Reggio Emilia, un complesso di valore spirituale e storico, dove riposano le spoglie ti tanti concittadini noti e meno noti, ne citiamo uno per tutti, Camillo Prampolini, il cui cippo solitario è posto sull’argine del Crostolo, protetto dall’ombra di una grande pianta, da lungo tempo è alle prese con problemi di sicurezza, furti a opera di sciacalli e degrado. Valeria Isacchini su questo tema ha scritto una lettera indirizzata al Comune che qui sotto pubblichiamo.
All’Assessore Roberto Neulichedl.
Allego alcune foto, scattate oggi domenica 4 ottobre, che testimoniano la situazione del cimitero monumentale. Si tratta ovviamente solo di pochi scorci, ma direi sufficienti a documentare, seppur parzialmente, lo stato di degrado ed abbandono del più importante ed antico camposanto della nostra città, che, curiosamente, risulta anche “meta turistica” per tour organizzati nell’ambito della Regione Emilia Romagna. Si tratta in effetti di un complesso architettonicamente assai valido e dotato (da luglio di quest’anno solo in parte, come Lei ben sa) di opere scultoree di pregio. Chissà che sorpresa, per i turisti che volessero eventualmente allontanarsi di pochi passi dalla guida, scoprire questi…angoli nascosti (mica tanto nascosti!).
Lei ha detto che ” il cimitero monumentale della nostra città è un luogo che ci sta molto a cuore e a cui dedichiamo da tempo la massima attenzione per quanto riguarda, in particolare, interventi di manutenzione di un’area di vaste dimensioni”. E mi rendo conto che “nel territorio comunale, oltre al Monumentale e al cimitero cittadino di Coviolo, ci sono altri 26 cimiteri dislocati nei quartieri e nelle frazioni che necessitano di continue manutenzioni”.
Mi scusi se mi permetto di contraddirla: sul tempo e sull’attenzione. So che quest’anno sono state fatte opere di consolidamento in seguito al terremoto, se non sbaglio del 2012 (ma potrei ricordare male). Bene. Ma quello che riguarda la manutenzione ordinaria, cioè la pulizia per consentire un minimo di decoro; l’allontanamento dei piccioni che con i loro escrementi rendono decisamente rivoltante camminare nei corridoi, soprattutto in estate, magari con sandali. Lo so che, purtroppo, sono considerati, assurdamente, fauna protetta, ma esistono sistemi legali e non eccessivamente costosi per provocarne l’allontanamento o, ancora meglio, la non prolificità.
Lei ha anche affermato che “Il furto che ha interessato nei giorni scorsi il cimitero monumentale di Reggio Emilia [è] gesto inqualificabile che va perseguito con la massima fermezza”. Invece di “perseguire con fermezza” dopo (si può immaginare con quali risultati), sarebbe stato meglio attivare qualche sistema anti-intrusione, anche relativamente semplice, prima. Da anni i cimiteri italiani, almeno quelli poco protetti, erano e sono oggetto di furti esecrabili. Anche in provincia, anche nel nostro comune. Si sapeva. Vabbè, ormai il danno è fatto e certo non rimediabile, nonostante la “fermezza”.
Da molti anni sono stati tolti sia la guardiania che gli uffici di Polizia Mortuaria, che proteggerebbero lo spazio almeno durante il giorno: vedo continuamente motorini, biciclette, monopattini che lo usano come scorciatoia per passare da via Beretti a via Guido da Baiso; auto che entrano e parcheggiano, senza contrassegno invalidi! Tanto nessuno controlla, quindi si può usarlo come comodo parcheggio vicino al centro. Anzi, la zona accanto all’ingresso principale è pure ombreggiata, il che in estate torna utile.
Augurandomi, senza eccessive speranze, un intervento per un poco di rispetto in più (non solo in concomitanza con il 2 novembre), saluto.