Gli indizi, a volte, corrono veloci sui social con lo scrollare dello smartphone. E ai più acuti osservatori, ieri, non sarà sfuggito il rilancio su Facebook da parte di Pierluigi Castagnetti della bella lettera aperta scritta dal segretario provinciale del Pd, Massimo Gazza, sul Reggiochildrengate.
Nel condividere proprio l’intervento di Gazza pubblicato da SpazioReggio, il padre nobile della Dc prima e del Pd poi, ha commentato: “Una lettera semplicemente perfetta ed esemplare di come debbono essere trattate queste tematiche”.
Né ieri, né nei giorni precedenti di questo calvario che sta rischiando di minare l’aura di Reggiochildren e imbarazzando l’intera città, che qualcuno ha perfino avuto l’ardire di paragonare al Terzo Reich, Castagnetti aveva condiviso – e tantomeno sposato in toto – qualche post del sindaco Massari o reel dell’assessore Mahmoud.
Che, evidentemente, non avevano trattato in maniera altrettanto “esemplare” queste tematiche. Queste, al plurale. Perché nel suo accorato intervento, il segretario provinciale del Pd non si è limitato a prendere le distanze da come è stata gestita la storiaccia Reggiochildren. Ma ha detto anche molto altro, prendendosela con “chi, sbagliando, ha occupato lo spazio davanti ai cancelli del Centro Internazionale Malaguzzi”, con “chi dimentico di epoche buie ha sostenuto che bisognerebbe monitorare con attenzione il profilo di chi arriva in città (su quali basi? I social network?)”, con “chi nei Consigli Infanzia Città ha voluto politicizzare il confronto interno nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, facendoli diventare altro da ciò per cui sono nati e per cui esistono: luoghi di dialogo sull’infanzia come bene supremo, a partire da quanto ci insegnò anche Carla Rinaldi, persino con chi la pensa diversamente da noi, di inclusione nel senso più alto del termine”.
E facendo un esplicito riferimento anche alle prossime elezioni: “Sappiano quanti pensano di sfruttare questa situazione per i propri meri interessi elettorali, o di parte, o di qualche movimento nascente che vuole occupare spazi comunicativi oggi, con finalità altre domani, che troveranno in noi un avversario gentile, ma duro e inflessibile quando si toccano i diritti dei più piccoli”.
Una serie di messaggi forti e chiari a chi trama tra i cespugli dell’estrema sinistra; a chi, tra genitori e educatori degli asili, ha provato a riesumare le assemblee studentesca sessantottine nel Consiglio Infanzia e città; alla Cgil che è arrivata a chiedere l’annullamento della visita degli insegnanti ebraici o israeliani, a prescindere da eventuali condivisioni di sacrosanti valori di Carte ufficiali o da irricevibili abiure politiche. Ma indirettamente anche a Massari e al suo staff, apparsi troppo sensibili e accondiscendenti verso questo humus politico, forse capace di risvegliare in loro gli antichi bollori della Fgci pre-caduta Muro di Berlino.
Proprio in ragione di questo sguardo rivolte alle prossime tornate elettorali, più che delle prese di distanza da Gaza, Massari dovrebbe preoccuparsi della presa di distanze di Gazza nei suoi confronti. E, per interposto… post, di quella di Castagnetti, nume tutelare di quell’area cattodem che pure ha contribuito in maniera determinante alla sua candidatura a sindaco anche attraverso Graziano Delrio. E chissà quanto potrà aver gradito anche lui il Reggiochildrengate, alla vigilia del passaggio alla Camera, dopo il via libera del Senato, del tormentato disegno di legge sul contrasto all’antisemitismo…
Se la lettera aperta di Gazza è il primo indizio e la condivisione di Castagnetti il secondo, per trovare il terzo in grado di provare la fine della luna di miele tra il Pd reggiano e il sindaco Massari, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Dal “commissariamento” (evidentemente fallito) dell’ufficio di gabinetto attraverso la nomina di Gianluca Cantergiani, alle tensioni originate dalle troppe polemiche che hanno caratterizzato questa prima parte di mandato: dal cosiddetto polo della moda alla Rcf Arena, dal bosco Ospizio al Reggiochildrengate, passando per quel “massimo storico di distanza tra il mondo dell’industria e l’amministrazione” schiaffato in faccia al sindaco dalla presidente di Confindustria.
Anche una nostra attenta lettrice, Francesca Veroni, tra gli oltre 150 commenti al nostro post su Facebook sull’intervento di Gazza ha scritto: “Ennesima ciambella di salvataggio lanciata alla giunta di Reggio Emilia: speriamo che questa volta abbiano almeno l’intelligenza politica (non dico l’intelligenza tout court) di aggrapparsi aĺ salvagente buttato nel mare in tempesta. Riconosco a Gazza ed ai suoi collaboratori di aver scritto ovviamente un testo con “un colpo al cerchio ed un colpo alla botte”, ma dei colpi al suo cerchio, neanche troppo sottintesi, ne ha dati. Signori è il momento di rientrare nelle righe, non credo vi verranno scontati ulteriori errori, ma non dall’opposizione: dai vostri”.
Massari farà bene ad aggrapparsi con forza a questo salvagente se vuole provare a scongiurare la crisi col partito che, col quasi il 40% dei voti, ha contribuito in maniera detereminante al suo successo. Una crisia arrivata non al settimo anno, ma con le sette braccia della Menorah, la lampada ad olio simbolo del mondo ebraico. (s.r.)
