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Quelli di Ospizio non si arrendono: giù le mani dal Bosco urbano
C’è un “polmone verde urbano” a Reggio Emilia da tempo al centro di un contezioso ambientalista. È il cosiddetto “Bosco di Ospizio”, un’area verde spontanea di circa 4 ettari situata lungo la via Emilia in direzione Modena, un luogo che ospitava la casa di riposo per anziani (lo storico ex ospizio cittadino).
Il destino del “Bosco” è stato riportato al centro dell’attenzione cittadina con una manifestazione, organizzata, alcuni giorni fa, dal “Collettivo spontanee per Bosco di Ospizio”, partita da piazza Prampolini e arrivata nell’area che sembra destinata a scomparire. Al civico 91, di via Emilia Ospizio, nell’ambito del Circuito Off di Fotografia europea 2026, il Collettivo ha allestito una mostra sul tema.
L’area è al centro di un acceso dibattito pubblico a causa del progetto di riqualificazione urbanistica. Il “Bosco” è stato acquistato dal Conad Centro Nord e prevede la costruzione di un nuovo superstore; l’attivazione di servizi pubblici, quali una nuova biblioteca pubblica di quartiere, un polo per servizi sociali e una “Casa della salute”.
Secondo le associazioni ambientaliste l’intervento urbanistico porterebbe alla cementificazione di circa il 70% della superficie (oltre 30.000 mq tra edifici e parcheggi) «distruggendo un ecosistema già consolidato», composto da circa 492 alberi maturi e vegetazione arbustiva. Che avrebbe anche la funzione di rifrescare l’ambiente sottoposto, in questi ultimi, ad aumenti della temeperatura, di ridurre l’inquinamento e i rumori.
Recentemente sono stati rilasciati dal Comune di Reggio Emilia i permessi di costruzione.