Scardina, Uil Reggio Emilia: “La lotta all’evasione fiscale è la madre di tutte le battaglie per la giustizia sociale: se vogliamo ristabilire un patto di equità e fiducia tra i cittadini e le istituzioni, dobbiamo mettere i comuni nelle condizioni reali di recuperare ciò che spetta alla collettività”
Dall’ultimo studio nazionale della UIL su dati elaborati dal ministero dell’Interno relativo ai contributi erogati ai Comuni per la partecipazione all’attività di accertamento e recupero dell’evasione fiscale – sebbene ai Comuni sia attribuita una quota incentivante pari al 50% delle maggiori somme riscosse relative ai tributi erariali, come ad esempio IRPEF e IVA – risulta “che ai territori della provincia di Reggio Emilia nel 2025, in virtù degli accertamenti del 2024, siano stati erogati 70.436,52 euro complessivi, a fronte di un magazzino nazionale dei crediti fiscali stimato in 25 miliardi di euro”.
I dati certificati dal Ministero – prosegue la nota della Uil – “mostrano una realtà fatta di cifre microscopiche. Questa totale inefficienza, che a livello generale relega il recupero comunale a una percentuale infinitesimale dello 0,02% rispetto alle potenzialità teoriche, trova infatti una puntuale e negativa conferma anche nei territori della provincia di Reggio Emilia, delineando un’azione frammentata, debole e insufficiente”.
I dati provinciali
Analizzando i dati nel dettaglio provinciale “emerge come siano solo 12, su 42 comuni, le realtà che cercano di impegnarsi sul tema. Purtroppo però il rendimento anche di questi 12 appare scarso. Se il capoluogo Reggio Emilia si attesta su poco più di 31.900 euro e Guastalla supera i 19.300 euro, la situazione cambia radicalmente muovendosi negli altri centri del territorio. Troviamo infatti realtà come Rubiera e Casalgrande che si aggirano intorno ai 5.400 euro, Reggiolo con circa 4.400 euro, Correggio con 1.768 euro e Sant’Ilario d’Enza poco sopra i mille euro. Il quadro si fa ancor più emblematico e sconfortante scendendo verso le cifre inferiori, dove comuni importanti come Boretto si fermano a 465 euro, Castellarano a 282 euro, Poviglio a 250 euro, per arrivare ai casi limite di Castelnovo ne’ Monti, fermo a 57 euro, e Scandiano, secondo comune della nostra provincia, dove il recupero si riduce alla cifra simbolica e beffarda di appena 44,28 euro”.
“I dati che fotografiamo oggi nella nostra provincia – afferma Alex Scardina, coordinatore della UIL di Reggio Emilia – non sono una colpa dei singoli Comuni, ma la spia evidente di un sistema che non funziona e che lascia gli enti locali totalmente disarmati. Parlare di recupero dell’evasione quando ci ritroviamo con importanti realtà territoriali che incassano poche decine o centinaia di euro all’anno significa fotografare un fallimento amministrativo e politico. Le amministrazioni locali sono strangolate dalla cronica carenza di personale qualificato, dalla ridotta capacità amministrativa e dalla complessità delle procedure”.
Per il sindacato, il mancato recupero dell’evasione locale – prosegue la Uil provinciale – “si traduce in un danno diretto per l’intera comunità reggiana, sottraendo risorse preziose che potrebbero essere investite in servizi essenziali come la sanità territoriale, il welfare, le scuole, i trasporti pubblici, la sicurezza e le politiche abitative. Un drenaggio di risorse che pesa interamente sulle spalle di chi le tasse le paga fino all’ultimo centesimo”.
“A pagare il prezzo di questa inefficienza – prosegue Scardina – sono sempre i soliti noti, ovvero i lavoratori dipendenti, i pensionati e le famiglie reggiane che subiscono un carico fiscale sproporzionato proprio a causa di chi evade”.
Sarebbe necessario, secondo il Sindacato, “un investimento strutturale e coraggioso che deve certamente partire dal livello nazionale, ma su cui i Comuni, a livello locale, devono fare massa critica nel chiedere un cambio di passo”.
Motivi per i quali conclude Scardina: “ Chiediamo anche un potenziamento radicale degli uffici tributari dei nostri Comuni, puntando con decisione sulla digitalizzazione, sulla formazione professionale avanzata e sulla gestione associata delle funzioni tra enti. È inoltre fondamentale garantire un supporto tecnico e operativo costante da parte dell’Agenzia delle Entrate. La lotta all’evasione fiscale è la madre di tutte le battaglie per la giustizia sociale: se vogliamo ristabilire un patto di equità e fiducia tra i cittadini e le istituzioni, dobbiamo mettere i comuni nelle condizioni reali di recuperare ciò che spetta alla collettività”.
