Dopo una ristrutturazione del PalaBigi, la casa del basket reggiano, costata oltre 5 milioni di euro, ora emerge che nell’impianto di via Guasco c’è un problema di climatizzazione che, come spiega il Comune, “interessa la maggior parte degli impianti che non sono di ultima generazione”.
Fatto sta, è notizia di notizia di questi giorni, per via del caldo la Pallacanestro Reggiana, per ultimare la preparazione, è stata costretta a cercare refrigerio nelle strutture sportive di Guastalla.
Qui la precisazione da parte dell’amministrazione comunale a seguito della decisione di spostare la preparazione atletica in un altro impianto sportivo.
“L’Amministrazione comunale di Reggio Emilia interviene in merito alla decisione della Pallacanestro Reggiana di trasferire temporaneamente gli allenamenti presso il palasport di Guastalla.
La questione del raffrescamento degli impianti sportivi non riguarda solo il PalaBigi ma interessa la maggior parte degli impianti che non sono di ultima generazione, a maggior ragione a fronte del cambiamento climatico e di temperature estive sempre più calde.
Negli ultimi anni il PalaBigi è stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione complessivo che ha consentito di restituire alla città e allo sport reggiano un impianto moderno e più funzionale, anche grazie al rifacimento complessivo del sistema di ventilazione interno. Questo intervento ha sicuramente migliorato le prestazioni del palazzetto ma si è rivelato insufficiente a far fronte a temperature particolarmente elevate registrate in questa fase della stagione.
Nei prossimi giorni convocheremo la società per valutare insieme come affrontare le criticità emerse e le possibili soluzioni.
È certamente innegabile che le temperature sempre più alte pongano in maniera sempre più urgente il tema della climatizzazione e della gestione delle temperature negli impianti sportivi e non solo: si tratta di un tema su cui l’amministrazione comunale lavorerà nei prossimi mesi al fine di garantire quanto più possibile l’agibilità delle strutture e il loro utilizzo da parte delle società anche d’estate”.
