Fa discutere anche la proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di porre un tetto alla presenza di alunni stranieri in classe definendola. La premier l’ha definita una misura di buonsenso.
A Reggio c’è chi dice sì e chi dice no. L’ex parlamentare reggiano di area catto-dem Pierluigi Castagnetti su Facebook ha commentato: “Forse la maggioranza si sta rendendo conto di avere sbagliato sul provvedimento della percentuale di immigrati in classe. Forse”.
E continua: “Non tanto perché è stato annunciato nei giorni in cui un ragazzo bianco e italiano accoltella un’insegnante e un altro ragazzo italiano di provenienza congolese la salva.

E nemmeno perché il problema di una proporzione ragionevole di presenza in una classe fra bambini che capiscono e parlano bene l’italiano e altri che debbono completare la fase del suo apprendimento non esista, al punto che il legislatore l’aveva già affrontato con provvedimento efficace qualche anno fa, provvedimento che deve solo essere applicato ove esista la necessità.
Ma semplicemente perché quello del governo Meloni rivela, fors’anche inconsapevolmente, un pregiudizio razzista che prevedibilmente prelude ad altre decisioni dello stesso segno. Se risaliamo con la memoria sappiamo che Orban ha cominciato esattamente cosi.
È evidente che la spina Vannacci ogni giorno che passa diventa sempre più dolorosa, ma è un’insidia che andrebbe affrontata da parte del governo con intelligenza e razionalità, a meno che la si voglia assumere come il pretesto tanto atteso per rivelare a chi lo è ciò che nel profondo è, perché non ha mai smesso di esserlo: fascista.
E vedere l’effetto che fa”.
Di parere opposto Marco Eboli, area Fratelli d’Italia e presidente dell’Associazione culturale Balder, che sostiene: “La proposta del premier Giorgia Meloni di porre un limite alla presenza degli alunni stranieri nelle classi, ha sollevato un polverone politico ingiustificato, da parte di assessori e deputati del Pd, con accuse di razzismo nei confronti del Premier e del centrodestra.
Nulla di più falso.

Ricordo per rinfrescare la memoria e riportare sulla terra gli esponenti della sinistra l’art.45 del DPR del 1999, presidente del Consiglio Massimo D’Alema e ministro della Pubblica istruzione Luigi Berlinguer, entrambi esponenti di sinistra .
Ecco cosa dice il succitato DPR che è legge dello Stato dal 1999: “L’equa distribuzione degli alunni stranieri serve per favorire l’apprendimento della nostra lingua e facilitare l’integrazione”.
È questo l’intento di Giorgia Meloni e del governo di centrodestra, specificando che per stranieri non si intendono gli italofoni, ossia gli studenti di seconda e terza generazione e tutti coloro che posseggono il passaporto della Comunità Europea”.
Conclude Marco Eboli: “Il provvedimento, che intende attuare il governo Meloni, non ha quindi nulla di discriminatorio o razzista, ma vuole facilitare l’apprendimento scolastico e la reale integrazione (perché le classi a prevalente presenza di studenti stranieri, queste sì, sono ghetti) sia degli studenti italiani sia degli studenti stranieri, con buona pace degli smemorati della sinistra che contestano un provvedimento voluto dal loro ex leader nazionale Massimo D’Alema”.
