Esattamente 60 anni fa lunga e diritta correva la strada, l’auto veloce correva, la dolce estate era già cominciata… Era il 2 agosto 1966 quando a circa 10 km dal casello di Reggio Emilia, una Rover 2000 TC su cui viaggiava una coppia di fidanzati emiliani poco più che ventenni, improvvisamente scavalcò l’aiuola spartitraffico piombando sulla corsia di senso opposto e scontrandosi frontalmente con la Fiat 1500 di due bolognesi, che morirono sul colpo. Dei due fidanzatini, l’unico a salvarsi – nonostante ferite gravissime – fu il ragazzo che guidava la Rover 2000 TC, il 21enne modenese Augusto Artioli: tre ore dopo, all’ospedale Santa Maria Nuova, morirà infatti anche la sua ragazza.
Lei era Silvana Fontana, aveva 24 anni ed era originaria di Castellarano. E a lei Francesco Guccini dedicherà una delle più belle e struggenti canzoni della musica italiana, “In morte di S.F.”, poi diventata – pare su pressione dell’Anas, che pochi anni prima aveva inaugurato l’Autosole – “Canzone per un’amica” e portata al successo anche dai Nomadi di Augusto Daolio.
Silvana era una ragazza che frequentava la compagnia del bar Grande Italia di Modena, insieme anche a Franco Ceccarelli, tra i fondatori dell’Equipe 84, di cui Guccini era collaboratore: «Eravamo alla Festa nazionale dell’Unità a Ferrara – racconterà Ceccarelli – Pochi minuti prima di salire sul palco, qualcuno ci venne a dire che Silvana, una della compagnia del bar Grande Italia, era appena morta in un incidente stradale. Ma davanti a noi c’erano circa cinquantamila persone che ci aspettavano, e non sapevano che Silvana era una nostra cara amica, e che se n’era andata».

La notizia arrivò alle orecchie di Guccini mentre stava finendo di registrare le canzoni del suo album di esordio Folk beat n. 1 a Milano. Tornato a Pavana, con gli accordi del chitarrista Deponti, scrisse di getto un brano in onore della ragazza e lo inserì all’ultimo minuto nell’album. Una struggente ballata con chitarre, tamburello e armonica, che è in pratica il resoconto giornalistico della tragedia avvenuta sull’autostrada in provincia di Reggio Emilia.

Con quel brano, Guccini inizierà ogni suo concerto a partire dal suo debutto sul palco, il 30 dicembre 1968 nella Cittadella di Assisi. E quel brano, sarà successivamente dedicato anche a tanti altri amici scomparsi troppo presto, come il 14 giugno 1979 quando – durante il famoso concerto-omaggio organizzato per Demetrio Stratos degli Area, morto il giorno prima – Guccini canterà il brano in memoria dell’artista.

La canzone dedicata a Silvana piacque così tanto anche ad Augusto Daolio che la volle incidere l’anno successivo con i Nomadi, inserendola nell’album che porta il nome della storica band di Novellara, contribuendo a sua volta al successo di questo bellissimo brano. Dal 1992, dopo la scomparsa sempre in un incidente stradale di Dante Pergreffi, in ogni concerto i Nomadi dedicano la canzone al loro bassista.
Canzone per un’amica (In morte di S.F.)
Lunga e diritta correva la strada
L’auto veloce correva
La dolce estate era già cominciata
Vicino lui sorrideva
Vicino lui sorrideva.
Forte la mano teneva il volante
Forte il motore cantava
Non lo sapevi che c’era la morte
Quel giorno che ti aspettava
Quel giorno che ti aspettava
Non lo sapevi ma cosa hai provato
Quando la strada è impazzita
Quando la macchina è uscita di lato
E sopra un’altra è finita
E sopra un’altra è finita.
Non lo sapevi ma cosa hai sentito
Quando lo schianto ti ha uccisa
Quando anche il cielo di sopra è crollato
Quando la vita è fuggita
Quando la vita è fuggita.
Vorrei sapere a cosa è servito
Vivere, amare, soffrire
Spendere tutti i tuoi giorni passati
Se così presto hai dovuto partire
Se presto hai dovuto partire.
Voglio però ricordarti com’eri
Pensare che ancora vivi
Voglio pensare che ancora mi ascolti
E come allora sorridi
Che come allora sorridi
