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Bosco Ospizio: “Conad ci denuncia, ma la protesta non si ferma”
In un comunicato il Comitato di cittadini a salvaguradia di Bosco Ospizio, dopo avere appreso che Conad ha presentato denuncia contro gli attivisti che hanno bloccato i lavori per “violenza privata e invasione di area privata”, rende pubbliche le proprie ragioni.
Scrivono gli attivisti del bosco: “Apprendiamo dalla stampa locale che Conad Centro Nord ha depositato denuncia contro ignoti per violenza privata e invasione di area privata. Una denuncia di cui veniamo a conoscenza oggi, ma presentata già lunedì 3 agosto, nel corso della prima giornata che ha visto l’arrivo delle ruspe e il blocco lavori da parte di oltre cento cittadini. Un passaggio probabilmente passato inosservato ai più, ma che ci dice una cosa chiara: queste denunce non nascono da un disagio protratto per settimane, ma sono puro esercizio muscolare di Conad, che ha aspettato due settimane a darne notizia, mentre cerca di risollevarsi dalla bufera mediatica che lo ha investito e si prepara a far ripartire i lavori.
Accusano di violenza una protesta pacifica in uno spazio di attraversamento pubblico, con un presidio correttamente comunicato, e senza alcuna violenza o danno arrecato ai mezzi, alle cose e alle persone. Violenza che invece hanno esercitato Conad e i suoi appaltatori, recidendo con un flessibile un catenaccio a pochi centimetri dalle teste di cittadini e cittadine seduti per terra e avanzando a tratti con i trattori contro quelle stesse persone, in un atto chiaramente intimidatorio.
Ma se Conad parla con la repressione, noi rispondiamo con la responsabilità.
L’abbiamo già chiarito nella nostra risposta al vicesindaco: noi siamo pronti al dialogo, lo chiediamo da due anni e mezzo senza aver mai ricevuto risposta, ora non è più possibile nascondersi.
Abbiamo messo a punto una proposta alternativa, che è il prodotto di due anni di attività di assemblea e ricerca partecipata, che vogliamo discutere con i soggetti interessati. Abbiamo quindi depositato una richiesta alla prefettura, lo stesso organo che Conad ha invocato in un’istanza in cui chiede lo spostamento del presidio e lo stop delle proteste nonviolente. Chiediamo l’apertura di un tavolo tecnico di lavoro, consapevoli che non può essere un dialogo sul domani, perché la progettazione della città del futuro parte oggi e qui, a Bosco Ospizio.
L’assemblea del Bosco Ospizio e ora il partecipatissimo presidio permanente continuano, davanti all’incapacità pubblica e privata ad assumersi responsabilità ben oltre la propria competenza: quella della salute dei cittadini del quartiere, della qualità dell’aria, della biodiversità locale, della vivibilità presente e futura della città. Ci chiediamo, Conad e Comune saranno altrettanto responsabili?”.