SpazioReggio

E’ morta Emma Bonino. Storica esponente e leader del Partito radicale, aveva 78 anni. Pochi giorni era stata ricoverata d’urgenza a Roma, ma poi era uscita dalla terapia intensiva ed era stata dimessa dall’ospedale Santo Spirito. Emma Bonino ha vissuto a pieno, a tutto tondo, la vita politica: attivista, parlamentare, ministra e anche commissaria europea. Il tutto con spirito libero e radicale. Innumerevoli le sue battaglie per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri delle perseone, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere. Così come si è sempre battuta l’Europa unita, democratica e federale. Grande il suo impegno contro tutto quel che limita o che nega la libertà: l’aborto clandestino, la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro lautoritarismo.

Pubblichiamo qui sotto la seconda parte della storia della rivoluzionaria che attentò alla vita di Lenin, ferendo gravemente a colpi di pistola il capo della rivoluzione bolscevica. Al termine dell’articolo il link alla prima puntata del racconto. (…) Per diversi giorni la vita di Lenin rimase dunque sospesa e si temette, in caso di decesso, una vera e propria crisi di Stato. Secondo la versione allora più accreditata l’attentatrice, venne immediatamente fermata dagli operai della fabbrica, consegnata agli agenti della Ceka e da questi portata alla Lubjanka. Al momento del fermo non era in possesso di nessuna arma, che fu trovata solo qualche giorno dopo la sua morte. Anche sull’ora esatta del fatto esistono diverse versioni: si parlò delle ore 20:00, la Pravda delle 21:00, mentre l’autista ricordò le 23:00. Il secondo giorno, per ordine di Jakov Sverdlov, braccio destro di Lenin e poi presidente del Comitato Centrale, venne trasportata…

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Quasi mille firme. Per la precisione 978. Non sono numeri raccolti per una battaglia astratta, ma la voce concreta di commercianti e residenti di via Emilia San Pietro, stanchi di convivere con bivacchi, spaccio, furti, danneggiamenti, liti, bottiglie lanciate e degrado quotidiano. Il Comitato San Pietro ha fatto ciò che avrebbero dovuto fare da tempo altri: ascoltare, mobilitare, documentare e infine presentare un esposto alle autorità. I cittadini si sono assunti la responsabilità di difendere il proprio quartiere. Ma attorno a loro regna un silenzio assordante. Dove sono le associazioni di categoria? Quelle che dovrebbero rappresentare i commercianti, tutelarne il lavoro e battere i pugni sui tavoli istituzionali? Davanti a quasi mille firme ci si sarebbe aspettati una presa di posizione forte, pubblica e inequivocabile. Invece, ancora una volta, prevalgono la prudenza, i comunicati di circostanza e il timore di disturbare chi amministra. Una latitanza assoluta, tanto più grave perché…

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Proseguono i lavori per il sottopasso di Santa Croce. La circonvallazione a una sola corsia di marcia crea un imbuto, una strozzatura, da cui si snoda una lunga coda di auto. L’onda verde dovrebbe riaprire la parte di carreggiata al termine di settembre. Il caos in questi giorni è sicuramente destinato ad aumentare con l’apertura delle scuole di lunedì prossimo e il ritorno degli studenti al polo scolastico di via Makallè.

Papaleo Cisl

Il sindaco Massari, nel firmare in Regione Emilia-Romagna ‘Il Patto per il lavoro, per il clima e per l’economia sociale’, ha affermato che “è un accordo di rilevanza strategica sottoscritto tra gli altri da amministrazioni pubbliche, sindacati, associazioni imprenditoriali e professionali, enti del terzo settore, università, ufficio scolastico regionale”. Uno strumento politico-programmatico che parte dalla premessa “di contrastare l’inverno demografico, di essere più attrattivi per le persone e per le imprese, investendo in educazione e formazione di qualità, nei poli di ricerca e innovazione”. Il “Patto” individua gli obiettivi: “lavoro di qualità, educazione e formazione, sviluppo sostenibile, contrasto delle diseguaglianze (economiche, sociali, territoriali, di genere, generazionali), la casa, transizione energetica ed ecologica, cambiamenti climatici, trasformazione digitale, salute e welfare”. “Il sistema Reggio – prosegue Massari – da Reggio Children all’Università, passando per il Parco Innovazione, che continua ad essere attrattore di talenti e imprese, ha ben presente quale sia la…

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Riceviamo e pubblichiamo qui sotto questo scritto-descrizione delle specie floreali e arboree presenti nell’area del bosco di Ospizio firmato dal Collettivo Ecosistemico Reggiano (Marco Ferrari, Davide Mattioli, Ugo Pellini, Stefano Sturloni). Nella consulenza tecnica della dott. Benedetta Bortoluzzi, disposta sull’area Ospizio dal PM Isabella Chiesi, si legge che “la vegetazione è di tipo ruderale, ovvero composta da piante pioniere o colonizzatrici ad alta resilienza e basso fabbisogno pedologico come, ad esempio: ortica comune, graminacee foraggere selvatiche, grespino comune”. Premesso che la presenza delle specie citate dalla Bertoluzza non pregiudica affatto la biodiversità, ma ne è testimonianza, riteniamo sia impossibile, con un solo sopralluogo per di più in febbraio (tra i mesi meno indicati per le fioriture), individuare tutte le specie presenti e latenti in un’area di 45.000 metri quadrati. In occasione di alcuni sopralluoghi del Collettivo Ecosistemico Reggiano, avvenuti negli scorsi anni, sono state individuate 165 specie diverse. Tra le…

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La band musicale genovese ex Otago sul palco di FestaReggio ha lanciato un messaggio in favore della difesa del bosco di Ospizio e di appoggio ai manifestanti che da oltre un mese si battono contro il progetto di riqualificazione del quartiere.Il gruppo ha preso le difese dell’area verde alla festa del Partito democratico che ha invece difeso il progetto che prevede la realizzazione nella zona di un nuovo supermercato con parcheggi e servizi per la comunità (video Giulio Saragoni).

Lo scrittore famoso e di successo Massimo Carlotto con un messaggio a SpazioReggio si schiera a difesa del bosco di Ospizio e dei manifestanti che dal 3 agosto presidiano l’area e che vivono accampati nelle tende al Campo di Marte 2. Massimo Carlotto, scrittore, drammaturgo, giornalista, saggista, fumettista e sceneggiatore italiano, aveva già aderitto alla protesta degli ecologisti apprezzando dei post sui nostri social e oggi ci scrive: “Il consumo di suolo, di aree verdi di fondamentale importanza per le città, è un fenomeno diffuso e intollerabile. Come è intollerabile l’atteggiamento di Conad. La crisi climatica impone un nuovo punto di vista sulla tutela del territorio. Ritengo la mobilitazione non solo giusta e fondamentale, ma un modello da riprodurre ovunque”.

Tutti sappiamo che la strada intrapresa per salvare i negozi di vicinato, da sola, non porta lontano. Le raccolte di firme servono a richiamare l’attenzione e a mostrare che il problema esiste, ma non possono diventare l’ennesimo modo per prendere tempo mentre le serrande continuano ad abbassarsi. La proposta delle Zone economiche speciali per il commercio di prossimità contiene principi condivisibili: agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative, incentivi per chi apre o resiste nei centri storici e nei quartieri. Ma tra una firma raccolta in piazza e una legge approvata dal Parlamento c’è un abisso. E dentro quell’abisso rischiano di cadere altre migliaia di imprese. I numeri parlano chiaro: in pochi anni sono scomparsi migliaia di negozi e decine di milioni di euro di ricchezza sono stati sottratti ai territori. Non sono soltanto esercizi commerciali che chiudono. Sono famiglie che perdono il proprio reddito, lavoratori che restano a casa, strade che diventano…

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«Il blackout out di Internet essendo un problema che impatta sui Comuni di Toano, Villa Minozzo e Castelnovo ne’ Monti, e che coinvolge lavoratori residenti anche nel modenese, chiediamo alla Provincia di Reggio Emilia e alla Regione Emilia-Romagna di intervenire direttamente, convocando i soggetti responsabili dell’infrastruttura e pretendendo un piano concreto per garantire la continuità del servizio». Il gestore ha fatto sapere che il problema è un guasto tecnico diffuso in più comuni per cui è previsto l’intervento di operatori sul posto. L’ultima volta è accaduto lo scorso 17 marzo . Oggi, a meno di sei mesi dal grave disservizio denunciato pubblicamente, l’area produttiva di Fora di Cavola è nuovamente priva, come a Valestra e altre località dell’appennino, di connessione Internet da oltre 24 ore. Si tratta di uno dei poli produttivi più importanti dell’Appennino reggiano, situato di fronte al versante modenese, con oltre 200 persone impiegate in circa 10…

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