Rosta Nuova, via Popolo d’Israele cancellata dalla toponomastica
Alla Rosta Nuova, storico quartiere a due passi dal centro di Reggio Emilia, è stata cancellata dalla toponomastica via Popolo d’Israele. Vandalizzata la targa che indica la strada.
‘W Reggio Democratica, W l’Italia libera’, soffia il vento della Liberazione
Lacrime di gioia segnano i volti di chi, in quei giorni di fine aprile 1945, vede finalmente le schiene dei tedeschi e dei fascisti fuggire da Reggio.I reggiani leggono il proclama diffuso dal Comitato provinciale di liberazione nazionale: «Popolo reggiano, i gloriosi Eserciti Alleati liberatori avanzano sulla via Emilia e già si trovano alle porte della città… I Gap e le Sap attaccano i tedeschi in fuga e li fanno prigionieri a centinaia, liberando un paese dopo l’altro. I partigiani avanzano combattendo sulla città, da Scandiano, Quattro Castella e Cavriago, già liberata… W i Volontari della Libertà! W gli Eserciti alleati Liberatori! W Reggio Democratica! W l’Italia libera e indipendente!». Ma ancora il 22 aprile soldati tedeschi affiggono manifesti incitanti i «cittadini all’ordine e alla disciplina…». Dietro di essi, però, sappisti e cittadini strappano i fogli nemici «sotto gli occhi … degli attacchini germanici, alquanto depressi, a dire il vero,…
Il calcio italiano senza coraggio alla periferia dell’impero
di Alessandro Bassi «C’è un buco nero nel sistema calcio italiano che è ben localizzato ormai da tempo, tra ilcampionato Primavera e i tornei professionistici». Avere coraggioIn certe curve della storia occorre avere coraggio. Avere il coraggio di abbandonare rendite di posizione e sparigliare le carte, rimescolare il mazzo e cambiare schemi. Più facile a dirsi che a farsi, soprattutto se chi è chiamato al coraggio da oltre un quarto di secolo si è accoccolato su un’idea di sé che ormai appartiene solo ai libri di storia.Il calcio italiano non è più il centro dell’universo calcistico europeo e mondiale. Non lo è più perché prima affiancato e quindi superato da altre realtà che hanno investito risorse, attuato riforme strutturali e “scommesso” in visioni a medio-lungo termine. In altre parole: hanno avuto coraggio.Dal 2018 (tre edizioni) la Nazionale italiana non si qualifica alla Coppa del mondo, e per quel che concerne…
“Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”
Francesco Guccini, nato a Modena nel giugno del 1940, poi bolognese d’adozione, è un personaggio eclettico, poeta della canzone italiana, amato da più generazioni, oggi scrittore di gialli di successo, ambientati nel luogo in cui ha scelto di vivere, Pàavana, Appennino pistoiese, al confine il territorio di Bologna, paese dei nonni paterni, dove trascorse l’infanzia. Reggio Emilia, dal 18 aprile al 18 ottobre 2026, allo Spazio Gerra, ospita la mostra a lui dedicata: “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, un progetto espositivo dedicato a uno dei più importanti protagonisti della canzone d’autore italiana. Il progetto, che prende il titolo dal verso “Canterò soltanto il tempo” del brano “Il tema” (1970), riassume uno dei nuclei della poetica di Francesco Guccini: il rapporto tra parola, memoria e lo scorrere del tempo.
Col cuore triste, il saluto a un amico: ciao Pier
E’ con molta tristezza che dobbiamo salutare un amico. In un attimo, venerdì, se n’è andato Piergiorgio Soliani, per tutti solo Pier. La notizia si è subito diffusa e sono piovuti i messaggi sui social. Come quando si spegne la luce e in una frazione di tempo impercettibile arriva il buio, gli amici sono rimasti attoniti, senza parole, per una mancanza inaspettata e ingiusta. Pier è scomparso all’improvviso a pochi giorni dal suo 60esimo compleanno. Per una vita aveva lavorato nella ditta di famiglia, grossisti di vini e liquori, mentre oggi gestiva l’enoteca Il Grappolino, in via Adua. E di vini ne sapeva parecchio, era un vero intenditore. Perché Pier era una persona che sapeva vivere le proprie passioni in modo totale, a volte fino ad arrivare al manicale. Quando era ragazzino, quella per la musica, per i dischi. Ne aveva a migliaia, tanto che gli era stato imposto di…
Fotografia 2026: ‘Fantasmi del quotidiano’
Fotografia Europea si prepara a celebrare la sua ventunesima edizione, in programma dal 30 aprile al 14 giugno 2026, con un lungo viaggio nei territori del visibile e dell’invisibile.Il tema scelto per questa edizione —“Fantasmi del quotidiano”— invita artisti e pubblico a esplorare ciò che permane oltre l’apparenza, ciò che insiste nella memoria e continua a generare nuove visioni. Promosso da Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia, il festival aprirà con quattro giorni inaugurali di eventi, mostre e incontri dal 30 aprile al 3 maggio 2026, per poi continuare ad animare la città con esposizioni diffuse fino al 14 giugno.
Stazione, sbandati e città dormitorio: bella Reggio non ti riconosco più
Il Comitato dei residenti del quartiere della stazione di Reggio Emilia, nonostante l’invito del Comune, che aveva chiesto loro un incontro e un ripensamento, non tornerà sui suoi passi. Dopo 13 anni di impegno per migliorare le condizioni di vita di una delle zone più degradate della città, il Comitato IV Novembre, poco tempo fa ha infatti deciso di gettare la spugna: oggi il quartiere – sostengono – è addirittura peggiorato.L’impressione che emerge annusando l’aria che tira in piazzale Marconi e ascoltando i racconti di chi ci vive è di una generale rassegnazione. Come se regnasse ormai la convinzione di lottare contro un male inarrestabile, senza rimedio. L’impressione è che in alcune zone sensibili della città con il degrado ci si debba fare i conti, e più che combatterlo, vada contenuto, arginato, ma anche tollerato.Dice Gianni Felici, presidente del disciolto Comitato: “Al tempo della prima giunta di Luca Vecchi, si…
Seminario con vista: infilata di campanili
Suggestiva foto scattata dal tetto del Seminario di Reggio Emilia che mostra un curioso gioco di prospettiva, probabilmente del tutto casuale, in cui un’infilata di campanili e torri civiche giocano a nascondino, sovrapponendosi l’una all’altra.
L’ex sede della banca d’Italia sarà la nuova casa dei carabinieri
Il palazzo dell’ex Banca d’Italia, in piazza Martiri del 7 Luglio (ex piazza Cavour), nel cuore del centro storico di Reggio Emilia è stato costruito tra il 1919 e il 1920. L’edificio è un importante esempio di architettura di pregio del primo Novecento nel cuore della città. La filiale della Banca ha chiuso nel 2015. Così, dopo anni di inattività, il palazzo storico è stato acquistato, nell’agosto 2022, dall’imprenditore friulano Edoardo Onofri (Penta Investments) per essere riqualificato. Negli anni seguenti ha aperto al pubblico solo in particolari occasioni, come quelle organizzate dal Fai. Di questi giorni la notizia, dopo una riunione in Prefettura tra le autorità cittadine, che lo stabile diventerà la nuova casa del comando provinciale dei carabinieri. Resterà da stabilire quale futuro avrà l’attuale caserma Leone Carmana dei militari in corso Cairoli.









Caro centro storico ti hanno messo in liquidazione
La parola d’ordine dalla fine degli anni Settanta è stata decentrare qualsiasi cosa: dalla caserma dei soldati, al tribunale, dalla scuola di polizia, costruendo come contraltare i grandi centri commerciali nelle periferie, anche uno accanto all’altro. Ed è così che oggi il centro di Reggio appare per quello che è: una città museo svuotata, o la rappresentazione tridimensionale di una natura morta. Magari, per il futuro, ci vorrebbe qualcuno che pensasse strategicamente a ri-centrare qualche attività, tanto per porre un freno alla desertificazione del commercio che avanza incontrastata. Quella che i reggiani chiamavano la ‘vasca’, la passeggiata del sabato pomeriggio da via Emilia San Pietro, fino a Santo Stefano, è un lungo cimitero disseminato di vetrine vuote e negozi sfitti.Coalizione Civica aveva contato qualche tempo fa 424 attività commerciali vuote all’interno dell’esagono, e di queste oltre 270 con affaccio sulla via Emilia.Certo avrà inciso anche la globalizzazione e l’e-commerce su…
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