Reggiana, un punto per sperare. Nel finale doppia beffa: 2 reti annullate
In una partita decisiva per la permanenza in serie B Reggiana la Reggiana ha dimostrato di saper vendere cara la pelle. Bella partita della squadra di Pierpaolo Bisoli al Mapei Stadium – Città del Tricolore, contro un avversario di livello, il Palermo, e con i granata beffati nel finale, quando due reti sono state annullate dal Var per fuori gioco di pochi centimetri, prima a Rover e poi a Girma. La Reggiana era passata in vantaggio al 21′ del primo tempo con una rete di Lambourde, raggiunta dopo 9 minuti da un gol di Palumbo. I granata anche nel secondo tempo hanno fornito una prova di carattere, creando occasioni e non perdendosi d’animo neppure dopo l’espulsione di Papetti. Poi nel finale le due reti annullate che avrebbero portato in casa granata 3 punti d’oro per la lotta alla salvezza.
Belle Époque. Splendida villa Gallinari, ma com’è triste il suo destino
Questa bellissima e prestigiosa villa in viale Montegrappa, una tra le più eleganti nel suo genere, era stata costruita negli anni trenta del Novecento, in piena epoca fascista, in uno stile che ricorda la Belle Époque.La dimora aristocratica sorge al civico 26 del viale alberato che cinge il centro storico. Fanno parte del complesso la casa del custode, la grande villa, e un giardino che oggi appare incolto e selvatico. A costruirla era stato un imprenditore facoltoso, Alfredo Gallinari, che assieme al fratello conduceva l’azienda vitivinicola “Fratelli Gallinari”. Alla morte di Alfredo Gallinari, avvenuta nel 1952, a 64 anni, la villa è ereditata dai figli Arnoldo, Paola e Alberto che la donarono a un ente religioso, che a sua volta la vendette all’industriale delle ceramiche Zannoni e ora di proprietà dei figli.
Via Filzi, verrà abbattuta la casa dove fu arrestato Paolo Davoli
Il prossimo anno l’Annibale Franzini SpA traslocherà dalla storica sede di via Fabio Filzi a Reggio Emilia. Con essa verranno perse, perché probabilmente demolite, le vecchie case comprese fra i civici 27-33 (nel video anche villa Cucchi, dove il dirigente comunista e partigiano venne torturato).Il n. 29 di via Filzi è memoria di un episodio accaduto il 2 dicembre 1944. Paolo Davoli, Sertorio, dirigente comunista e partigiano, rientrato da alcuni anni dall’esilio parigino, dopo l’8 settembre 1943, aveva continuato a svolgere, presso la sartoria dello zio Ennio Agnosi, in via Filzi 29 – sempre proseguendo nell’attività antifascista – il proprio lavoro di sarto. «Una sera di novembre – racconta Gianfranco Romani – si presentò a casa con i baffi rasati allo scopo di darsi una fisionomia diversa; sapendo quanto significato avessero i baffi per il figlio, la madre Giulia capì quanto fosse pericoloso il momento. Nelle settimane seguenti, per cercare…


