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La statua dell’aviatore Cantarelli ha preso il volo dal Cimitero Monumentale tra la notte di domenica 12 e lunedì 13 luglio. I fantasmi del quotidiano, tema dell’edizione 2026 di Fotografia Europea, si sono a quanto pare materializzati.La statua rubata dell’aviatore Giovanni Cantarelli era di dimensioni di tutto rispetto. Una statua in bronzo a figura intera alta due metri realizzata, nel 1930, dalla scultrice Carmela Adani (Modena,1899-Correggio, 1965) in onore della memoria per la tragica scomparsa del giovane ufficiale pilota, morto durante il servizio militare nei primi decenni del Novecento. Il piedistallo della statua è stato danneggiato nel corso del furto.Di notte il cimitero non è aperto al pubblico. I ladri con che mezzo saranno entrati? Forse con la macchina volante e il mantello che rende invisibile di Harry Potter? O entrando dal cancello con un fisicissimo furgonato? Le indagini lo stabiliranno.I ladri si sono portati via rame e bronzo anche…

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Operazione dei carabinieri reggiani contro il traffico internazionale di cocaina purissima tra la Spagna e l’Italia. E’ stata sgominata una banda composta da cittadini di origine dominicana e su richiesta della Procura di Reggio Emilia, il gip ha disposto 6 misure cautelari: tre uomini di 30, 32 e 37 anni sono stati arrestati e condotti in carcere, due donne di 24 e 31 anni sono finite ai domiciliari con braccialetto elettronico. Il sesto indagato, ritenuto la mente dell’operazione, è ancora ricercato in Spagna.L’indagine, partita nel 2025, ha scoperto la rete con base a Reggio che importava cocaina purissima. Gli investigatori avevano già sequestrato 21,5 chili di cocaina e seguito altri 22 chili nelle varie cessioni, oltre 43 chili di droga con principio attivo vicino all’80%.Tra le operazioni svolte anche il maxi-sequestro di 12 kg di cocaina (10 panetti) abilmente occultati nel doppiofondo di una Renault Espace condotta da un 26enne…

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Dopo la grave crisi che ha scosso alle fondamenta il gruppo Realco, con bilanci da sprofondo rosso, per i punti vendita ECU non rientrati nelle cessioni già concluse la chiusura non sarà più temporanea, ma definitiva. Gli scaffali sempre più vuoti, i punti vendita vanno all’esaurimento delle scorte e poi dal 23 di luglio inizieranno le chiusure dei negozi. Lo dice una comunicazione aziendale che spiega come si procederà all’inventario e al completamento delle pratiche burocratiche e infine tutto il personale coinvolto sarà collocato in cassa integrazione. Anche al punto vendita Ecu di via Manara tocca lo stesso destino, la chiusura è fissata per la prossima settimana.Questa l’inequivocabile conversazione raccolta ieri tra una addetta del supermarcato e alcuni clienti in fila alla cassa. «Dov’è l’acqua?», chiede un cliente. «Non c’è». «Quando arriva?» «Non arriva più». «Perché?». «Andiamo a esaurimento di tutta la merce, la settimana prossima chiudiamo» «Riaprirete?», chiede un…

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Ci sono imposte che i cittadini pagano con rassegnazione e altre che finiscono per diventare il simbolo di un malessere più profondo. La Tari appartiene ormai a questa seconda categoria.Non è soltanto una tassa destinata a finanziare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Per migliaia di famiglie rappresenta una delle tante spese che, sommate tra loro, rendono ogni mese sempre più difficile arrivare alla fine. Bollette di luce e gas, mutui, affitti, spese sanitarie, carburanti, alimentari, assicurazioni, addizionali, imposte locali. In questo contesto la Tari continua a crescere o, comunque, a mantenersi su livelli che molti cittadini considerano ormai eccessivi. Il problema non è soltanto l’importo finale. Il problema è il rapporto tra ciò che si paga e ciò che si percepisce di ricevere. Ogni amministrazione sostiene che il servizio ha costi elevati, che esistono obblighi ambientali, che aumentano le spese di conferimento e che la normativa nazionale…

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Nei controviale di viale dei Mille, nei pressi della casa cantoniera, si vede una larga copertura in lamiera zincata che nasconde una cisterna che testimonia la presenza del Canale di Secchia che entra da sotto il bastione, ancora visibile all’incrocio tra via Bellelli e viale Montegrappa. La facciata del bastione rivolta alla città, il «Casone», che nel suo prolungamento su viale Montegrappa in direzione San Pietro, consente ancora oggi di vedere le ultime mura erette alla fine del secolo XII, «con il taglio sulle medesime nella svolta su via Belloli, dove è visibile anche una diversa tamponatura muraria tracciata in corrispondenza di una antica postazione di una cannoniera previ- sta a scopo difensivo». Sul frontespizio del baluardo è visibile l’arco ogivale originario del 1226 in cotto, con alcune parti in pietra. Nel 1985, dall’architetto Maria Cristina Costa, furono effettuati gli ultimi rilevanti lavori di restauro che hanno valorizzato molti aspetti…

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In piazza Prampolini, alle 17, hanno manifestato i lavoratori di Realco, preoccupati per la crisi in cui versa il gruppo. Sono scesi in piazza per incontrare i lavoratori, accompagnati dalle rappresentanze sindacali con tanto di bandiere e qualche fischietto, il sindaco Marco Massari, il presidente della Provincia, Giorgio Zanni e il vicensindaco, Lanfranco De Franco.

Dal Quadrumvirato a Vandelli (1969/70 – 1987/88) (5) È l’estate del 1969, l’estate dei piccoli e grandi passi sulla Luna e dei sogni immensi nel fango di Woodstock. Tutto è possibile in quella irripetibile estate, anche sognare la Serie A a Reggio Emilia. Dalle stelle alle stalle. E ritorno. Sfumata la Serie A per un punto, la Reggiana non cambia i piani e punta decisa al paradiso. I granata nel campionato 1969/70 partono tra i favoriti, ma il copione che ha in serbo il destino è ben diverso dai precedenti. La Reggiana fatica, l’ambiente perde entusiasmo e ben presto i sogni di gloria svaniscono al cospetto della terribile realtà di dover rimboccarsi le maniche per difendere la categoria. Se nel giugno del 1969 un punto non aveva permesso alla Reggiana di conquistare la promozione in serie A, dodici mesi dopo è sempre un punto che si intromette tra i granata…

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Da giovedì 16 luglio vita più difficile per i monopattini elettrici e in molti pensano già che il fenomeno sia destinato a passare di moda. Oltre alla targa e al casco per chi sale sul mezzo entra in vigore anche l’obbligo dell’assicurazione, una vera Rc auto. In città non è facile sapere quanti privati abbiamo un monopattino elettrico, un censimento vero e proprio non c’è. Ma ci sono due società che gestiscono il noleggio, si chiamano Voi e Dot, e possiedono in tutto circa 400 mezzi. E ovviamente anche questi dovranno mettersi a norma, riducendo con le spese i margini di guadagno, a meno che non aumentino i prezzi dell’affitto. Non sarà facile pensare che da giovedì tutti i monopattini saranno in regola, ma nel frattempo il prefetto di Reggio Emilia Salvatore Angieri ha già chiesto alle forze dell’ordine di intensificare i controlli.

Alla Rosta Nuova l’addio a Raffaele Stipa. Oggi si sono svolti i funerali di Raffaele Stipa, 67 anni, il piazzaiolo ucciso con 7 coltellate il 29 giugno scorso nel suo locale, la pizzeria Yoghi di via Gran Sasso d’Italia.Commozione nella chiesa di San Luigi Gonzaga nel corso della messa celebrata da don Roberto. Tante le persone che hanno voluto stringersi ai figli Jennifer e Alan, alla nuora Melissa, i numerosi fratelli e la sorella Antonella (rimasta ferita nel tentativo di difendere il fratello Raffaele). Anche la città di Reggio Emilia ha partecipato alla cerimonia funebra con la presenza del sindaco Marco Massari, dell’assessore Stefania Bondavalli e del prefetto della città Salvatore Angieri.

A Reggio Emilia il centro storico continua a essere trattato come un problema a pezzi: una via, una piazza, un mercato, un comitato, una protesta, una lamentela, una riunione. Tutto vero, tutto legittimo, tutto comprensibile. Ma una città non si governa a pezzi. E soprattutto non si difende a pezzi. I comitati dei cittadini e dei commercianti fanno quello che possono. Spesso nascono dalla fatica quotidiana: una vetrina spenta, una strada vuota, un angolo degradato, una serranda che si abbassa, una piazza che non porta più gente ma solo problemi. Sono presìdi importanti, perché vedono la realtà prima dei comunicati ufficiali. Però hanno un limite naturale: rappresentano pezzi di città, non l’intero disegno urbano. Un comitato può difendere una via. Può denunciare un problema. Può chiedere più sicurezza, più pulizia, più luce, più attenzione. Ma non può sedersi da solo al tavolo con una giunta e ridisegnare la funzione del…

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