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Un ispettore della Polizia penitenziaria, il 31 luglio, è stato ferito all’addome con un’arma rudimentale lunga circa 12 centimetri durante un’aggressione avvenuta nel carcere di Reggio Emilia, che gli ha procurato una lesione superficiale. La ferita non ha richiesto il ricovero in ospedale dell’ispettore. Secondo Ivano Maltoni, responsabile della Fns Cisl Emilia-Romagna: “La situazione nel reparto Antares del carcere è oggettivamente fuori controllo”.Il reparto Antares è un’ala speciale del carcere di Reggio Emilia, “La Pulce”, riservata principalmente alla gestione di detenuti sottoposti al regime di sorveglianza particolare ex articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario, una misura restrittiva applicata ai detenuti che mettono a rischio la sicurezza, turbano l’ordine o usano violenza in carcere.Secondo la ricostruzione del sindacato, il fatto sarebbe accaduto intorno alle 12.30, quando un detenuto di circa 30 anni, straniero, sottoposto all’articolo, è stato accompagnato nella sala dei video colloqui, dove era programmato un collegamento con la famiglia. L’uomo ha…

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Dopo i recenti lavori davanti al Teatro Municipale Romolo Valli, il Fontanone in piazza della Vittoria ha ripreso a zampillare acqua. Un’immagine di refrigerio nell’immensa landa del bandolero stanco, dove la desertificazione di alberi e di ombra esalta la pavimentazione rovente esposta ai raggi verticali del solleone agostano che in questi giorni sfiora i 40 gradi.

E’ morto Franco Baresi, aveva 66 anni. Bandiera del Milan, della Nazionale e campione per tutto il calcio italiano. Franco Baresi era nato a Travagliato (Brescia) l’8 maggio 1960. Tutta la sua carriera calcistica è stata legata ai colori rossoneri, anche nelle stagioni più difficili per il Diavolo, quelli della retrocessione in serie B. In questa foto Franco Baresi a contrasto con Alberto Di Chiara (campionato serie B 1982/1983 affronta al Mirabello la Reggiana, la partita finì 3 a 2 per il Milan).

Il traffico per l’esodo del primo agosto in Emilia-Romagna è da bollino nero al mattino di sabato 1° agosto e bollino rosso nei pomeriggi di sabato e domenica 2 agosto, con oltre 26 milioni di veicoli in viaggio in tutta Italia e flussi molto alti sulle arterie locali.Il divieto di transito dei veicoli pesanti è in vigore da venerdì 31 luglio, dalle ore 16 alle 22, sabato primo agosto, dalle 8 alle 22, e domenica 2 agosto, dalle 7.00 alle 22.00.Lo comunica Anas che, in vista dell’aumento degli spostamenti nel secondo fine settimana di partenze, ha potenziato l’impegno del personale su tutto il territorio nazionale e ha ridimensionato la presenza dei cantieri. Fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi (1.414).

La Reggiana ha acquistato dal Lecco l’attaccante Leon Sipos, che firma in granata fino al 30 giugno 2028.Croato, classe 2000, è cresciuto nelle giovanili della Dinamo Zagabria, realizzando 6 gol in 15 presenze nella Youth League per poi esordire in prima squadra. Le esperienze con l’NK Istra e lo Spartaks anticipano il suo arrivo in Italia, dove gioca con le maglie di Catania, Fidelis Andria e Trento, prima dell’arrivo a Lecco. In bluceleste, nelle passate due stagioni, ha fatto 74 presenze, 25 gol e 11 assist tra campionato, playoff e Coppa Italia.

Venire dal Marocco per morire in un garage di via Turri, a 41 anni.Una donna, con cittadinanza italiana, la cui famiglia ha lasciato il Paese d’origine nella speranza di trovare una nuova vita e un futuro migliore, e invece è morta da sola, senza affetti, tra la sporcizia e il degrado di via Turri, nel quartiere della stazione storica di Reggio Emilia. L’hanno trovata in una di quelle cantine dove ormai neppure i residenti si attentano più ad andare per la paura di quel che ci si può trovare davanti.Interi condomini i cui sotterranei sono diventati un disperato ricovero per vagabondi e gente senza niente, spogliata anche della propria dignità, sfamata per la strada da associazioni di volontari generosi, e poi costretta a tornare nelle catacombe di un sottomondo. Ricordiamo che già 20 anni fa per un fatto di sangue, come cronisti, entrammo in un palazzo di via Turri, la…

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Dal Campovolo, via dell’Areonautica, la porta d’ingresso al Parco Innovazione delle ex Officine Reggiane di Reggio Emilia, ecco come si presenta il viale delle Officine Meccaniche Reggiane.

La caserma di viale Allegri, intitolata a Carlo Zucchi, generale della Grande armata di Napoleone Bonaparte e condottiero dei primi moti del Risorgimento, divenne poi la sede del 3° reggimento di artiglieria dell’esercito italiano che si oppose all’attacco nazista nella notte fra l’8 e il 9 settembre 1943.Altri scontri in quelle giornate vi furono fra le truppe italiane e tedesche e si accesero alla Prefettura di corso Garibaldi e all’aeroporto (5 morti e 11 feriti in totale). Durante la Rsi vi furono alloggiate truppe fasciste e vi venne fucilato, il 13 gennaio 1945, Angelo Zanti, la cui lapide commemorativa venne poi collocata sul muro della caserma che guarda la Cavallerizza. Mentre un altro cippo, anch’esso posto all’esterno, ricorda la resistenza dell’esercito italiano ai nazisti.Dopo la guerra divenne per qualche tempo un campo profughi. Negli anni seguenti, poi, Settanta e Ottanta, la si ricorda come rimessa degli autobus o come luogo…

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Prima parte. Qualche giorno fa, su queste pagine, Giacomo Scillia ha analizzato lucidamente alcune cause che concorrono allo svuotamento del centro storico di Reggio Emilia: sicurezza carente, desertificazione commerciale, perdita di residenti e servizi, mobilità complicata, mancanza di identità commerciale e di una regia politica stabile. Nello scenario attuale, ammesso che si trovino soluzioni per questi annosi problemi, la via Emilia avrebbe davvero qualche possibilità di riprendersi? E soprattutto chi dovrebbe tornare a comprare in centro? Non è una domanda retorica. È una domanda demografica ed economica.Chi ha vissuto il centro reggiano negli anni Settanta-Novanta ricorda un pubblico preciso: famiglie che facevano la spesa settimanale nelle botteghe, ragazzi che passavano il sabato pomeriggio tra i negozi di dischi e le vetrine dei punti vendita di abbigliamento, un viavai che si autoalimentava. Quel pubblico esisteva perché esisteva un’economia che lo sosteneva: stipendi stabili, orari di lavoro compatibili con gli orari dei…

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Ancora una volta la Canalina è finita sulle pagine della cronaca. Ancora una volta per la violenza. Nel tardo pomeriggio di sabato 25 luglio, in via Colonna, davanti a un supermercato e sotto gli occhi di numerosi cittadini, una lite è degenerata in una violenta rissa. Sono comparsi coltelli e, secondo quanto riferito da testimoni e riportato dalle prime ricostruzioni, anche un machete; sono state inoltre rinvenute pistole poi ritenute, in una prima fase degli accertamenti, non autentiche. Il bilancio è di persone ferite e di una comunità sconvolta. Ma il vero problema non è soltanto ciò che è accaduto sabato. Il vero problema è che episodi come questo non possono più essere considerati eccezioni. Quando in un quartiere si combatte con coltelli e altre armi in mezzo alla strada, davanti a famiglie e bambini, significa che qualcosa si è spezzato. I residenti della Canalina non chiedono privilegi. Chiedono ciò…

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