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Si è conclusa nel peggiore dei modi la serata di follia che domenica scorsa, 27 settembre, ha visto protagonista al distributore Ego di via Martiri di Cervarolo Mena Istafanous, 26enne in cura al Centro di salute mentale. Il giovane, che aveva aggredito e ferito tre persone, si è infatti ucciso impiccandosi nella sua cella in carcere nelle serata di ieri, venerdì. Mena Istafanous, nato a Reggio da famiglia di origini egiziane, verso le 19 di domenica era sceso dalla sua auto e aveva colpito una donna a lui sconosciuta con un cacciavite, investendo poi due persone che avevano tentato di soccorrerla. Il giovane – che era stato arrestato dopo un’ora dalla fuga – era figlio di una coppia di egiziani perfettamente integrata che frequentava la chiesa cristiana copto-ortodossa di San Raffaele Arcangelo, in via San Domenico.Diplomatosi al Bus, a pochi passi dalla questura, aveva frequentato per due anni Ingegneria. Dal…

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E’ morto Paolo Bizzocchi dello storico negozio di via Vittorio Veneto, sotto le mura del vescovado, Bizzocchi (a Reggio Emilia dal 1893), articoli religiosi e libreria. Paolo Bizzocchi era il fratello di Gianni Bizzocchi, editore dello storico calendario il “Pescatore Reggiano”, anche lui scomparso nello scorso marzo. I funerali si sono già svolti nella giornata di giovedì. Paolo Bizzocchi lascia la moglie Romana, i figli Nicola e Chiara e i numerosi nipoti.

A Bosco Ospizio, tra polizia, vigili urbani e agenti in assetto antisommossa, la presenza dello Stato si vede eccome. Le ruspe entrano, il cantiere del nuovo Conad prende avvio e il dispiegamento delle forze dell’ordine accompagna l’operazione. Uno spettacolo che suggerisce una domanda molto semplice: se una presenza altrettanto incisiva fosse garantita nelle zone della città dove i cittadini chiedono sicurezza, quanto cambierebbe la loro vita? (ilrestodelcarlino.it) Perché il punto è questo. Vedere tanti uomini concentrati in un solo luogo fa venire voglia di chiedere lo stesso impegno per chi torna a casa la sera, per chi tiene aperto un negozio, per chi vorrebbe attraversare il proprio quartiere senza sentirsi abbandonato.Non occorre una laurea in strategia militare per capire che una presenza regolare e visibile può scoraggiare comportamenti criminali e consentire interventi più tempestivi. Non risolve tutto, certamente. Ma sarebbe già qualcosa di più concreto dell’ennesimo discorso sulla sicurezza, pronunciato…

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L’appello di una cittadina, Daniela Camuncoli su Instagram: “Chiediamo più sicurezza in centro storico”.

Nel Bosco di Ospizio, dopo tre giorni di lavori, abbattuti circa 100 alberi. La spianata vista dal Circolo Villagio Stranieri nel video di Glauco Bertani. I manifestanti hanno sapere che la protesta continua, e restano accampati al Campo di Marte 2, mentre le ingenti forze di polizia controllano e scortano i mezzi al lavoro per la riqualificazione dell’area verde, presidiando l’accesso da via Primo Maggio.

«Siamo 350». È l’urlo che si è levato alle 20:21 di ieri sera, 1° ottobre, in piazza Prampolini dal nutrito gruppo di partecipanti all’assemblea pubblica di Bosco Ospizio, convocata davanti al municipio al termine di una giornata difficile. In mattinata alcuni attivisti erano entrati nel cantiere e saliti su una ruspa per fermarne l’attività, dopo un sit-in che aveva chiuso la via Emilia per un paio d’ore. Diciassette persone sono state portate in questura e quattro ne sono uscite con un foglio di via con divieto di accesso in città per tre anni. Tra le tante lacrime per l’abbattimento di alcune piante e la rimozione del sottobosco nell’area interessata, anche l’invito a non abbassare la guardia e ad aumentare la presenza degli ambientalisti in tutti i progetti della provincia che, secondo l’Assemblea, non tengono abbastanza conto del patrimonio verde e sono pronti a sacrificarlo per una riconversione speculativa. «Saremo in…

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La vicenda di Ospizio travalica i confini di Reggio Emilia. Il famoso attore Alessandro Gassmann posta sul suo profilo Instagram un messaggio in favore del bosco. La foto usata nel messaggio non è quella dell’area verde sulla via Emilia sulla quale sono stati avviati da due giorni i lavori di riqualificazione. Scrive l’attore: “A Reggio Emilia, bosco Ospizio viene abbattuto per costruire un altro supermercato. Un oasi verde per tutti, con alberi di alto fusto, viene sacrificata per creare il profitto dei privati. L’amministrazione locale? Vi vergognate? Avete da dire qualcosa?”. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Alessandro Gassmann Official (@alessandro_gassmann_official)

Alessia Busani, portavoce dell’Assemblea di Bosco Ospizio, a metà mattinata (erano circa le 10), ha fatto sapere: “I manifestanti in presidio hanno bloccato la via Emilia, mentre alcuni sono entrati nel bosco e saliti sulla ruspa e sono state portate in Questura”.

Tra i manifestanti per il bosco di Ospizio Luciano Gobbi, storico ambientalista reggiano ed ex assessore in Comune e Provincia, intervistato da Glauco Bertani, commenta: “Il progetto sbagliato nel posto sbagliato: anacronistico e anti-storico”. Intervista a Simona Messori, esponente del presidio di bosco Ospizio: “Disagi per i bimbi della scuola La Villetta tra polizia e ruspe”.

Secondo giorno di schieramento delle forze di polizia sulla via Emilia e in via Primo Maggio in prossimità del bosco di Ospizio, dove ieri, mercoledì 30 settembre, sull’area verde di Conad sono entrate le ruspe per dare il via ai lavori di riqualificazione fermi dal 3 agosto scorso, data in cui era iniziato il presidio ecologista. Mercoledì l’Assemblea di Bosco Ospizio aveva comunicato di essere stata colta alla sprovvista dall’arrivo di polizia, carabinieri, polizia locale ed esercito che hanno di fatto sgomberato i manifestanti (tenuti alla larga) e fatto entrare i mezzi nell’area recintata. Gli ecologisti hanno poi redatto un comunicato nel quale hanno confermato che il loro presidio continua. E oggi alla buon ora hanno postato sulla pagina Facebook: “I nostri hanno bloccato la ruspa”. Poi i mezzi hanno ripreso regolarmente i lavori, mentre i manifestanti sempre in presidio mantengono le tende al Campo di Marte 2. Dall’altra parte…

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