L’appello di un gruppo di cittadini di Ospizio: “Il futuro è nel bosco”
Da Ospizio arriva una lettera indirizzata alla città e a Conad (che qui sotto pubblichiamo integralmente con le firme dei sostenitori) da parte di un gruppo cittadini che risiedono nello storico quartiere cittadino del Villaggio Stranieri e che si dichiarano contrari al progetto di riqualificazione della zona boscosa, oggi resa invalicabile da sbarramenti e transenne. Nel frattempo continua a tenere banco la vicenda del bosco: con i manifestanti che presidiano la zona, accampati con le tende al Campo di Marte 2, la proprietà dell’area, Conad, che attende per iniziare i lavori e i cittadini e residenti del quartiere, divisi tra voci favorevoli al progetto e quelle contrarie. La lettera Siamo abitanti di Ospizio, alcuni di noi fanno parte dall’inizio dell’Assemblea permanente del Bosco, altri si sono avvicinati, consapevoli che il progressivo riscaldamento climatico rende anacronistica la scelta di sostituire una zona verde con un ipermercato, negozi e altri edifici. Non…
Otello, il comunista scomodo che con il ‘Chi sa parli’ infranse un tabù
Otello Montanari e il ‘Chi sa, parli’ Otello Montanari, ex partigiano, parlamentare, dirigente comunista reggiano e presidente dell’Istituto “A. Cervi”, nell’articolo“Rigore sugli atti di ‘Eros’ e Nizzoli”, pubblicato sul “Resto del Carlino Reggio” il 29 agosto 1990 – che si chiude con l’appello divenuto celebre “Chi sa, parli” – ricostruisce le vicende dei delitti che insanguinarono il Reggiano tra il 1945 e il 1947, in particolarequello dell’ingegnere Arnaldo Vischi, direttore tecnico delle Officine Reggiane, e delle responsabilità che li permisero o li tollerarono. Il 31 agosto 1990 sarebbero stati esattamente quarantacinque anni dall’assassinio dell’ingegnere Vischi, «Il primo e più grave delitto del dopoguerra». Il cadavere fu rinvenuto la mattina del 1° settembre 1945. Montanari infranse un primo tabù: il delitto Vischi non fu un delitto fascista come dichiarò l’allora segretario comunista Arrigo Nizzoli, ma fu commesso da «persone iscritte al Pci». Un argomento, la violenza, che il periodico di allora…
Bosco Ospizio. “La riqualificazione serve per rendere sicuro il quartiere”
Continua il presidio dei manifestanti a difesa di Bosco Ospizio (area di proprietà di Conad che ha pronto un progetto di riqualificazione della zona), gli ecologisti sono accampati al Campo di Marte 2 almeno sino al 6 settembre prossimo.Al confine con il presidio, divisi da una rete, i campi della società calcistica Reggio United, circa 200 bambini, e i volontari che organizzano le attività sportive.Il presidente della Reggio United, Franco Camellini (a sinistra), e l’ingegner Luigi Starace, ingegnere e volontario (allenatore di baby calciatori), ci spiegano perché loro sono a favore della riqualificazione del bosco, che oggi è una zona invalicabile, recintata o con gli accessi bloccati da pannelli.“Noi chiediamo la riqualificazione per rendere più sicuro il nostro quartiere”. Questo in sintesi il loro pensiero.
Cantarelli, anarchico reggiano accusato di attentato a Mussolini (3)
La terza e conclusiva puntata sulla storia di Vittorio Cantarelli, anarchico reggiano nato a Castelnovo di Sotto (RE) il 16 ottobre 1882 che fu accusato di avere attentato alla vita del Duce, Benito Mussolini. La sua attività tuttavia cessò bruscamente il 9 febbraio 1941, quando venne arrestato dai nazisti e consegnato al Brennero alla polizia fascista. Al suo arrivo in Italia fu subito rinchiuso prima nel carcere di Reggio Emilia e poi il mese successivo, il 22 marzo, in quello di Civitavecchia (matricola n. 9717) per scontare la condanna del 1932. Durante l’interrogatorio al quale venne sottoposto in carcere dal Procuratore Generale Giuseppe Montalto, a specifica domanda dichiarò: “Non ho mai conosciuto Tarchiani Alberto né ho avuto altrimenti rapporti, neppure indiretti, con lui. Col Recchioni non ho avuto rapporti diretti se non dopo la condanna di Angelo Sbardellotto nei sensi che ora specificherò. Il Recchioni mi scrisse a Bruxelles, ove…
Omicidio Vischi (e altri 4), omertà e depistaggi nelle carte del Pci
Il 29 agosto del 2026 (36 anni fa, era il 1990) cade l’anniversario della lettera al Carlino Reggio di Otello Montanari, ex partigiano, dirigente del Pci e deputato, comunista scomodo che aprì la pagina dei delitti del dopoguerra. Quel primo scritto volle ricordare il caso di Arnaldo Vischi, il direttore delle Officine Reggiane, sequestrato e ucciso il 31 agosto del 1945, 81 anni sono trascorsi. Negli anni Novanta la vicenda destò clamore e si trasformò in aspro scontro politico, allargandosi ad altre storie di omicidi. Non va dimenticato, però, che grazie a quella pagina di storia che divenne anche inchiesta giudiziaria fu appurata la verità su Germano Nicolini (caso don Pessina) e su Egidio Baraldi (caso Mirotti), due ex partigiani che subirono ingiustamente il carcere, proclamandosi innocenti.In un’ultima istanza, registriamo e aggiungiamo, come ci ha detto Marco Eboli in una recente intervista, che per la destra reggiana il “Chi sa…
Cantarelli, anarchico reggiano accusato di attentato a Mussolini (2)
La seconda puntata sulla storia di Vittorio Cantarelli, anarchico reggiano nato a Castelnovo di Sotto (RE) il 16 ottobre 1882 che fu accusato di avere attentato alla vita del Duce, Benito Mussolini. In Belgio risiedevano o erano transitati molti libertari tra i quali i più noti erano Camillo Berneri, Torquato Gobbi, Luigi Fabbri, Corrado e Mario Perissimo, Mario Mantovani, Giuseppe Bifolchi, Enrico Zambonini, Bruno Gualandi, Hem Day e G. Damiani. Le riunioni del gruppo libertario italiano avvenivano tutti i sabati sera al caffè “Au roi”. In una sua testimonianza, rilasciata nel 1959, Ugo Fedeli racconta: “Allora, il Belgio rappresentava un punto di ritrovo e di attività, anche perché colà si rifugiavano numerosi quelli che, dopo aver lasciato l’Italia e la Spagna, e che in Francia avevano creduto di poter trovare una possibilità di vita, presto disillusi, d’espulsione in espulsione, mutando nome e non poche volte anche nazionalità, cercavano asilo in…
Via Emilia Porta Santo Stefano, l’ingresso di Reggio è da rifare
Usiamo le parole che tutti a Reggio dicono ma che nessuno scrive. L’ingresso della via Emilia da ovest, zona Santo Stefano, fa schifo. E mi meraviglio che il Comune non abbia posto rimedio alla realizzazione di un progetto strampalato e offensivo della sensibilità dei reggiani. Quello che urta di meno è la scultura di Gerra, che hanno fatto diventare un grande scultore mentre era un pittore bravo ma non di livello nazionale. Ma le generose donazioni della moglie di lui valgono un qualche riconoscimento nella provincia di Mazzacurati. A Parma l’ingresso del centro storico è anticipato da una tradizionale fontana. A Reggio siamo più avanti. E procediamo con la modernità.Immeditamente dopo ci si imbattte in due muraglioni in cemento sporchi assai e in uno con inserimento di un bagno pubblico. Che serve, ma all’ingresso della città servirebbero più i monumenti storici delle latrine che non sono una nostra esclusiva. Se…
Cantarelli, anarchico reggiano accusato di attentato a Mussolini (1)
La sorte di Benito Mussolini poteva essere decisa a Bruxelles la sera del 19 marzo 1931. La storia d’Italia e quella del mondo sarebbe, forse, cambiata se fosse stato realizzato il sogno di un giovane minatore piemontese. Appena un mese prima il Duce era sfuggito al mancato attentato dell’anarchico Michele Schirru, e già c’era chi si proponeva per vendicare il libertario sardo e portare a termine il suo piano. Ritentare l’impresa era sicuramente un azzardo e – considerati i precedenti, Schirru era stato fucilato – occorreva preparare tutto con cura e non tralasciare alcun particolare.Occorrevano un volontario abile e coraggioso, i mezzi economici e una rete di sostegno politico. A questo pensò il reggiano Vittorio Cantarelli, il fiduciario degli anarchici italiani in Belgio e segretario del Soccorso rosso internazionale.Vittorio era un uomo di cinquantuno anni, magro, alto circa un metro e settanta, dai capelli castani e una gran capacità organizzativa.…
Ospizio. Capossela: solidarietà a chi difende il bosco. “Yes we can”
Anche il cantante Vinicio Capossela si schiera in favore dei manifestanti e della salvaguardia del bosco di Ospizio, area verde in cui è prevista la costruzione di un nuovo supermercato Conad. Proprio nella giornata di venerdì 21 agosto è stato annunciato un incontro tra il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, e una delegazione di ambientalisti per un confronto su quel che sarà il futuro dell’area. Scrive il cantate scandianese Vinicio Capossela: “Oggi alziamo un po’ gli occhi dal nostro Sponz Im-Bosck in costruzione per esprimere, a proposito di bosco, tutta la nostra solidarietà alla battaglia civile che stanno sostenendo i cittadini reggiani e di ogni parte d’Italia, stringendosi fisicamente in difesa del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, presidiato giorno e notte dal 3 agosto. Non è solo una battaglia per il bene comune, ma per il comune bene.La piana “ipermercata”, insieme a una grande storia civile, si porta dietro…









Reggio United: torneo nel nome di Henry, 15enne annegato nel Crostolo
In ricordo di Henry Kojo Tawia, 15 anni, scomparso il 30 maggio scorso in un tragico incidente nel torrente Crostolo, l’ASD Reggio United ha organizzato, per domenica 6 settembre, il primo torneo Memorial “Amici di Henry”. Il giovane portiere giocava da anni per la Reggio United ed aveva appena terminato il campionato U15 CSI 2011.La manifestazione, patrocinata dalla Fondazione dello Sport e dal Comune di Reggio Emilia, prenderà il via alle 10.00 presso il campo sportivo Primo Maggio, sito in via don Luigi Sturzo, 5, Reggio Emilia (zona Villaggio Stranieri).Al torneo, rivolto alla categoria U16 CSI, organizzato in onore di Henry Kojo Tawia, parteciperanno oltre alla stessa Reggio United, cinque società di Reggio Emilia e provincia: Santos, Tricolore Reggiana, Fides, Polisportiva Virtus Correggio, Saxum United. Le partite dureranno 30 minuti e saranno dirette da arbitri ufficiali CSI. Il programma della manifestazione prevede quattro gare la mattina, poi la pausa pranzo…
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