Il centro che perde i pezzi. Chiude anche il Blanc Cafè di via Farini
Dopo 13 anni di attività chiude un altro pezzo di centro storico di Reggio Emilia. Stavolta la saracinesca si abbassa in via Farini ed è quella del Blan Cafè, un bel bar con distesa a pochi passi dalla Biblioteca Panizzi e dalla chiesa di San Giorgio. La musica che suona è sempre la stessa, Marzia Rossi, che gestisce il locale, ha spiegato che lascerà il 27 di giugno, dicendosi rammaricarta e amareggiata dallo stato di abbandono in cui ormai da anni si trova il centro storico, sempre più svuotato di attività e clienti e con problemi quotidiani di sicurezza anche nella stessa via Farini, una volta elegante strada del passeggio. Scrive in un post sui social Marzia Rossi annunciando la prossima chiusura: “Cara famiglia del Blanc Cafè ❤️ amici e clienti affezionati,scrivo questo post con il cuore davvero pesante e un’amarezza profonda che faccio fatica a nascondere.Il prossimo 27 giugno…
Berneri: anarchico e antifascista combattente, ucciso dai comunisti
“Ho conosciuto degli uomini che lottavano da un mezzo secoloE non erano stanchi.Ho conosciuto degli uomini che furono traditi e calunniatitutta la loro vita, e non disprezzavano gli uomini.E ad ogni incontro con queste anime giuste mi son dettoquesta intima preghiera: “fa di essere come loro, sempre”. (c: Berneri, I tempi nostri e noi in “Volontà”, anno I n. I, luglio 1946) L’anarchico Camillo Berneri Croce nacque a Lodi nel 1897 da Stefano e Adalgisa Fochi. Trascorse l’infanzia, seguendo la madre, maestra elementare e di idee socialiste, nei suoi incarichi a Palermo, Milano, Cesena, Forlì e Reggio Emilia.Ancora giovanissimo, nel 1912, entrò nella Federazione giovanile del Psi reggiano, dove si distinse subito per la sua capacità d’analisi politica. Essendo l’unico studente iscritto alla Fgsi, venne attentamente seguito e valorizzato dai dirigenti di partito, tra i quali Camillo Prampolini. Nel 1914 pubblicò su “L’Avanguardia” di Roma, organo della Fgsi, il suo…
Lucia Sarzi: la resistenza, i Cervi e il teatro. Da donna nomade a mito
Chi è davvero la primogenita di Francesco Sarzi e Linda Bozzi, Lucia Evelina Ofelia, con i suoi tre nomi che la collocano già nella grande famiglia del teatro? Che era nata l’8 novembre 1920 ad Acquanegra sul Chiese, nelle terre umide fra Mantova e Cremona, durante il giro di spettacoli che la compagnia minima della sua famiglia andava conducendo e che, trasfigurata in leggenda da viva, sarebbe entrata poi nell’immaginario popolare insieme ai fratelli Cervi? Il suo è un destino preannunciato. Sarà nomade. Capace di uscire dal tetto. Terrà le parole in altissimo conto. Vivrà con poco. Non avrà timore dei colpi di scena.Dopo avere dedicato diversi anni a tentare di ricostruire la sua biografia, mi sono risolta a intitolare il mio lavoro Storia delle storie di Lucia Sarzi. Tanto lei e la sua famiglia di attori girovaghi sfuggono agli strumenti ordinari della ricerca storica: pochissimi documenti, tracce leggere, racconti…
Un volto reggiano in tv su Rai 1 al quiz show l’Eredità
Enrico Zucchetti, volto conosciuto in città, già general manager di Rimini Social Club, rete di imprese appartenenti al mondo della ristorazione e del life style riminese, e poi per un periodo gestore della Polveriera Chiacchiere e Cucina, un tempo spazio ristorante all’ex Polveriera, è apparso l’altra sera in tv su Rai 1 nelle vesti di concorrente di un quiz show.Il reggiano ha partecipato all’Eredità, uno dei game più longevi della televisione italiana (24 stagioni), quello, per intenderci, del gioco “1, 2, 3…”, dove il concorrente, partendo da tre indizi, dovrà indovinare l’oggetto o l’argomento misterioso per continuare la sua avventura fino a conquistare l’accesso alla Ghigliottina. Qui l’aspirante campione di puntata ha l’occasione di aggiudicarsi il montepremi accumulato nella serata.Pare che Enrico Zucchetti, alla fine, non abbia superato la Ghigliottina, ricevendo però i complimenti per la sua prestazione anche sui social: “E’ stato un concorrente straordinario”.
C’era due volte il barone Franchetti: temerario esploratore e agente segreto
La famiglia dei baroni Franchetti era una stirpe di energici commercianti, imprenditori, possidenti, che avevano creato una delle fortune economiche più vaste d’Europa.Raimondo Franchetti senior, conosciuto all’epoca come l’uomo più ricco d’Italia, possedeva in tutta l’Italia settentrionale immense proprietà agricole, allevamenti e attività industriali. Seguiva quella visione filantropica ed illuminata che caratterizzò molti esponenti dell’imprenditorialità italiana di fine secolo. Energico, attivissimo, volitivo, costruì o riattò residenze in ognuno dei tanti luoghi in cui aveva attività ed interessi. A Reggio Emilia aveva costruito il palazzo in via Emilia Santo Stefano, attualmente sede della Scuola Media “Alessandro Manzoni”, ed aveva acquistato tutta la collina del Cavazzone, erigendovi la ben nota villa ed azienda agricola. Dal matrimonio con l’austriaca Luisa Rothschild, della famiglia dei finanzieri più potenti d’Europa, ebbe un figlio, Giorgio, proprietario e restauratore della Ca’d’Oro, che ancora vede raccolta a Venezia la sua collezione di eccezionali opere d’arte. L’altro figlio, Alberto,…
Morto Tiziano Rinaldini. Una vita per la Cgil di Reggio e nazionale
E’ morto mercoledì sera Tiziano Rinaldini, 79 anni, figura del sindacalismo reggiano e nazionale che ha attraversato quarant’anni di battaglie sociali del Paese.Nato nel 1947 a Reggio Emilia è stato funzionario della Fgci reggiana dal 1966 al 1969 quando entra a far parte della Fiom Cgil sotto la guida di Silvano Consolini diventando poi segretario provinciale dei metalmeccanici. Nel 1974 la Fiom nazionale gli chiede di spostarsi a Varese dove ricoprirà il ruolo di segretario della categoria fino al 1976 quando andrà a Roma seguendo per la Fiom nazionale il settore dell’auto insieme a Claudio Sabattini.In pensione dal 2014, ha scritto negli anni numerosi saggi e interventi per Il Manifesto, Alternative per il socialismo e la rivista Inchiesta. “Perdiamo una delle voci più lucide e autorevoli dell’intero movimento sindacale italiano – sottolinea Cristian Sesena, Segretario generale della Camera del Lavoro di Reggio Emilia – Tiziano ha attraversato la storia della…
Meuccio Ruini, un padre costituente cancellato dalla storia di Reggio
Nel 2027 ricorrerà il 150° anniversario della nascita di Meuccio Ruini, uomo politico, tecnico della pubblica amministrazione e scrittore di storia, tanto attivo nella politica nazionale e fecondo nella produzione saggistica, quanto poco noto al grande pubblico.L’attualità della sua figura non è data solo dal prossimo anniversario, ma anche dal dibattito che negli scorsi mesi ha coinvolto la politica e l’opinione pubblica in merito al referendum confermativo della riforma costituzionale inerente gli organi di governo e di controllo della magistratura e la separazione delle carriere fra magistrati giudicanti e requirenti. Da qui l’interesse per uno dei maggiori padri costituenti dell’Italia, originario della nostra città. Meuccio Ruini nasce infatti a Reggio Emilia il 14 dicembre 1877 da Antonio, maestro elementare ex garibaldino, e da Anna Buccella. Suo nome di battesimo era Bartolomeo, ma usò sempre il diminutivo Meuccio, che gli sarà riconosciuto legalmente nel 1946.Dopo gli studi classici a Reggio Emilia,…
Mario Monducci, un amico di Reggio che la sua città ha già dimenticato
Mario Monducci è nato a Reggio Emilia il 2 maggio 1950, in una famiglia segnata da cultura civile, lavoro e Resistenza.Il padre Elio fu tra i primi commercialisti della città, lo zio Glauco “Gordon” Monducci fu comandante partigiano della brigata “Gufo Nero”.Laureato in Giurisprudenza a Modena, aprì giovane uno studio da commercialista in via Roma.Per decenni fu professionista rigoroso, preciso, onesto, capace di ascoltare prima ancora di parlare. Diceva che il denaro era utile, ma il rispetto necessario, e spesso antepose l’umanità al compenso.Negli anni Ottanta entrò in consiglio comunale con il Partito Repubblicano Italiano.Nel 1983 fu eletto deputato alla Camera, ma nel 1986 si dimise per coerenza, non riconoscendosi più in quel Parlamento.Tornato a Reggio, sostenne battaglie radicali sulla giustizia, la laicità e i diritti dei cittadini. Fu poi presidente provinciale del PDS, portando uno stile severo, libero, poco incline ai compromessi.Nel 2005 fondò la lista civica Gente di…
Morto Montecchi: dalla pescheria Broletto, al comunismo libertario
Maurizio Montecchi è deceduto, lunedì 4 maggio, all’età di 73 anni. Per chi ha vissuto la vita politica reggiana a partire dagli anni Settanta del Novecento quella di Montecchi è una figura nota. Comunista libertario ha aderito giovanissimo alle idee anarchiche, partecipando alle attività di diverse organizzazioni anarchiche reggiane.A metà anni 70 ha dato vita alla Organizzazione comunista libertaria (Ocl), che troverà sede in viale Ramazzini 12, a Santa Croce, gli stessi locali in cui, nel 1978, nascerà Radio Tupac.Ha collaborato con alcune riviste del mondo sindacale e anarchico, intervenendo in particolare su temi economici e politici. Ricordiamo anche che ha gestito una pescheria di famiglia, ora scomparsa, sotto Broletto a Reggio Emilia. “Ho passato con Maurizio Montecchi – scrive Gino Caraffi in un post su Fb – i miei primi anni di attività politica tra il 1970 e il 1977. Erano i tempi del Gruppo comunista anarchico che aveva…









Otello, il comunista scomodo che col ‘Chi sa parli’ sfidò il silenzio
Cento anni fa nasceva a Reggio Emilia Otello Montanari, figura storica della vita pubblica reggiana, comunista scomodo che sfidò il silenzio sugli omicidi commessi da alcuni ex partigiani. Otello, noto in tutto il mondo come l’uomo del ‘Chi sa parli’, a tal punto da finire con tanto di foto sulle Parole Crociate, nacque infatti il 10 maggio del 1926 a Reggio Emilia. Studente di ragioneria e alunno della professoressa Nilde Iotti (poi compagna del Migliore, Palmiro Togliatti, e storica presidente della Camera dei deputati), forse anche per quell’influenza si iscrisse molto giovane al Pci. Il ragazzo Montanari prese parte alla guerra di Liberazione, fu partigiano e militò nelle fila delle Gap (Gruppi d’azione patriottica), rimanendo ferito in azione in modo grave, durante un conflitto a fuoco con i fascisti sulla via Emilia, alle porte di Reggio. I proiettili che gli si conficcarono nelle gambe, lo resero claudicante per tutto il…
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