Campanini, l’invito a Carducci a Reggio per i 100 anni del Tricolore
Il novellarese Naborre Campanini è stato, forse, l’intellettuale e studioso della storia locale che ha più profondamente inciso nella cultura reggiana. Nel corso dei suoi 75 anni di vita ha ricoperto numerosi e importanti incarichi nelle istituzioni culturali di Reggio Emilia, distinguendosi sempre per competenza, originalità, creatività e attenzione alle giovani generazioni. L’elenco preciso delle cariche ricoperte, ma soprattutto quello delle sue iniziative e realizzazioni necessiterebbe di un intero volume, e forse non basterebbe. Il nome Naborre, piuttosto insolito, prese origine dall’antico babilonese “Nabor”, che significa amico di Nebo, una divinità protettrice dell’arte dello scrivere. Mai nome, in effetti, fu più azzeccato per una personalità come la sua, che studiò e scrisse per tutta la vita. Naborre visse a lungo a Reggio ospite in casa dei conti Palazzi Trivelli, forse amici di famiglia, scrivendo tra l’altro una biografia della contessa Leocadia Palazzi Trivelli, mecenate e amica di Giuseppe Verdi, Giovanni…
Era il luglio del ’76, da ‘pirata’ le radio diventano libere anche a Reggio
In questi giorni ricorre la legalizzazione delle cosiddette radio libere in Italia. Era luglio del 1976 e il cambio fu innanzitutto semantico. Prima radio pirata, poi radio libere quindi radio private. Cambiava poco per noi “cinni” che cercavamo frequenze e soprattutto musica che non fosse quella propinata dalla radio di stato. Non ho ricordi e date così certe, ma Reggio si dimostrò pronta da subito. L’amico e collega Mirko Colombo fu tra i fondatori di Radio Novellara. Poi ognuno giocò la sua partita. Reggio rispose con Radio Reggio, Radio Venere, Radio Erre, Laradio, Radio Monte Croci Tre. Radio Tupac. Parto proprio da Radio Tupac perché dentro ci stanno tante storie. Diciamo che eravamo attorno al 79. Un gruppetto di “cinni” che ascoltava radio in maniera seriale, si presenta agli studi (?) di Viale Ramazzini. Dopo un interrogatorio in stile Germania Est ci fanno entrare. Ci sediamo e ascoltiamo. Leggevano sempre…
Chiedono la pace, il governo Badoglio spara: 9 morti alle Reggiane nel ’43
Già tre giorni erano passati dal folgorante annuncio della caduta di Mussolini e della sua sostituzione con il maresciallo Pietro Badoglio. Ben poche persone, a Reggio Emilia come nel resto dell’Italia, avevano prestato la giusta attenzione al messaggio che il vecchio Maresciallo, veterano di tutte le campagne italiane dalla Libia alla Grecia, aveva lanciato all’indomani del suo insediamento come Capo del Governo «la guerra continua a fianco dell’alleato tedesco… gelosa custode delle sue tradizioni millenarie». L’allora direttore amministrativo delle Reggiane Ferruccio Bellelli, commentando con alcuni suoi dipendenti la nuova situazione politica, consigliò loro di non lasciarsi andare a gesti inconsulti e di fare attenzione, perché i tedeschi e i fascisti rimanevano comunque padroni della situazione e non avrebbero consentito lo scatenarsi di tumulti e manifestazioni. Convinta che la parte del messaggio che assicurava la continuazione della guerra non fosse che un espediente per poter guadagnare il tempo necessario ad operare…
Il 25 luglio del ’43 a Reggio: col tonfo del fascismo si sbriciola il ventennio
La domenica del 25 luglio 1943, alle ore 22.30, la radio annuncia: Mussolini ha presentato le dimissioni, il re ha nominato il maresciallo d’Italia, Pietro Badoglio, capo del governo. All’annuncio cominciarono subito manifestazioni di gioia che esplosero nella mattina del 26. Che cos’era accaduto? Tra la notte del 24 e il 25 luglio 1943, Benito Mussolini viene sfiduciato dal Gran consiglio del fascismo e subito dopo deposto (e poi arrestato) dal re Vittorio Emanuele III. La notizia è un fulmine a ciel sereno. Tante le manifestazioni di gioia con cortei spontanei, sventolii di bandiere tricolori con l’esaltazione di re Vittorio Emanuele III e del maresciallo Badoglio. Gli italiani credettero che fosse anche la fine della guerra. Ma il proclama letto dal maresciallo Pietro Badoglio era chiaro: “la guerra continua” a fianco della Germania. Si registrano numerosi attacchi alle case del fascio e vengono distrutti i simboli mussoliniani. Sarà una breve…
La Reggio ’80 e ’90. Poi l’Arena: ‘La musica è finita, gli amici se ne vanno’
La verità è che ci eravamo abituati bene. Troppo bene. Per noi “boomer” le estati tra gli anni ’70 e ’90 erano un vero e proprio luna park musicale. Saltavi di genere in genere, tutto o quasi gratuito e volente o nolente ti facevi una cultura musicale a 360 gradi. Considerazioni amare in un’estate che ha visto l’affondamento del “Titanic” RCF Arena e la beatificazione di Radio Bruno Estate. Come ci siamo ridotti cosi? La prima valutazione è di ordine economico. Allora si vendevano dischi e cd, e gli artisti a livello cachet erano abbordabili. Oggi che prendono un quasi nulla dalle piattaforme ovviamente ripiegano sui concerti che vedono i prezzi aumentare a dismisura. Nelle feste di partito potevi assistere a concerti gratuiti di tutto rispetto e prima di sentire la menata sui comunisti butto li un Matia Bazar nella kermesse Dc e un Ivan Graziani in quella Psi. E…
Secchi, il gesuita e scienziato, padre dell’astrofisica, che Reggio snobba
Le meravigliose e dettagliatissime immagini del nostro pianeta e del satellite lunare, recentemente ottenute dalla missione Artemis II, ci ricordano che l’osservazione e lo studio dei corpi celesti ha compiuto negli ultimi due secoli progressi senza precedenti.Uno degli artefici di tali progressi è stato senza dubbio il gesuita reggiano Angelo Secchi, astronomo e astrofisico che gode di maggiore e meritata fama all’estero, più che in Italia e particolarmente nella sua terra d’origine. Fu proprio Padre Secchi, nel lontano 1866, ad essere incuriosito, nel corso delle sue osservazioni, dalla stella Gamma-Cas, situata nella costellazione di Cassiopea, a circa 550 anni luce dalla Terra. Misurando lo spettro di Gamma-Cas, Secchi si accorse che esso presentava caratteristiche diverse rispetto ad astri simili, come per esempio il Sole.Solo nel marzo di quest’anno è stata pubblicata la notizia che la sonda giapponese Xrism, lanciata nel 2023, ha scoperto che Gamma-Cas ha una piccola compagna invisibile,…
La straordinaria vita di Assalini: dal duello in via Mari a chirurgo delle armate di Napoleone
Davvero straordinaria, la lunga vita di Paolo Assalini (1759-1846): medico militare, patologo, oculista, ostetrico, inventore, saggista, docente; apprezzato dai duchi d’Este, dall’imperatore Napoleone, dai re borbonici, tutti nemici tra loro!Aveva avuto la fortuna di nascere a Reggio in un ambiente favorevole: famiglia in ottimi rapporti con la corte estense (il padre Lazzaro era archiatra ducale), atmosfera aperta a tutte le novità culturali del secolo XVIII°, Lazzaro Spallanzani e Giovan Battista Venturi amici stretti di famiglia, aveva tutte le possibilità per poter mettere in mostra fin da giovanissimo le proprie capacità. Come ancora si usava in un’epoca in cui la chirurgia, che si occupava di corpi, era considerata sottoposta all’arte teorica e speculativa della medicina, si diplomò prima in chirurgia, poi ottenne anche la laurea in Medicina a Modena. Cominciò subito a viaggiare per tutta Europa, frequentando le più eccelse università, scrivendo saggi, frequentando Accademie scientifiche ed acquistando una visione cosmopolita.…
Un anno fa l’addio a Leoni, storico esponente del Pd reggiano
Un anno fa, il 17 luglio 2026, ė scomparso all’età di 72 anni, Raffaele Leoni, dirigente della Cgil, assessore provinciale dal 1995 al 2004, presidente dell’ASP (Azienda pubblica di Servizi alla persona) “Reggio Emilia Terza Età” (poi “Città delle Persone”) dal 2010 al2021. Nando Ganassi, lei è consigliere comunale a Reggio Emilia, iscritto al circolo Pd 6, lo stesso di Raffaele Leoni, quando lo ha conosciuto? Ho conosciuto Raffaele sin dai primi passi mossi all’interno della comunità democratica reggiana, ormai alcuni anni addietro, all’interno della festa al Campovolo. Non solo curava gli eventi culturali della kermesse democratica, ma faceva anche servizio al ristorante Mauriziano, a FestaReggio. Che ricordi ha di Leoni?Leoni era un esponente politico noto in città e in provincia. È stato tra i fondatori del Pd, ed era iscritto, come me, al circolo della zona Est. Quando sono stato coinvolto nel comitato direttivo del circolo, Raffaele ricopriva anche…
Quando il Canale di Secchia entrava in centro a Reggio sotto le antiche mura
Nei controviale di viale dei Mille, nei pressi della casa cantoniera, si vede una larga copertura in lamiera zincata che nasconde una cisterna che testimonia la presenza del Canale di Secchia che entra da sotto il bastione, ancora visibile all’incrocio tra via Bellelli e viale Montegrappa. La facciata del bastione rivolta alla città, il «Casone», che nel suo prolungamento su viale Montegrappa in direzione San Pietro, consente ancora oggi di vedere le ultime mura erette alla fine del secolo XII, «con il taglio sulle medesime nella svolta su via Belloli, dove è visibile anche una diversa tamponatura muraria tracciata in corrispondenza di una antica postazione di una cannoniera previ- sta a scopo difensivo». Sul frontespizio del baluardo è visibile l’arco ogivale originario del 1226 in cotto, con alcune parti in pietra. Nel 1985, dall’architetto Maria Cristina Costa, furono effettuati gli ultimi rilevanti lavori di restauro che hanno valorizzato molti aspetti…









La Candida e il mistero delle sue inseparabili borsine
Gli anni passavano, le mille diventavano cinquemila, poi diecimila lire. Ma lei era sempre lì: lungo i marciapiedi della via Emilia (più Santo Stefano che San Pietro), sotto l’Isolato San Rocco, in piazza grande o – più di rado – in piasa céca, alla fermata del tram, di solito in corso Garibaldi davanti al Cristo, dove passava e passa tuttora il 4 per Coviolo.Lei, col suo berrettino di lana calato sugli occhi, e mille borsine infilate sotto il braccio mentre camminava, a piccoli passi con le sue inconfondibili babbucce con la zip. O appoggiate a terra intorno a lei, se si fermava a fumare una sigaretta. E ne fumava tante, tutte scroccate ai passanti quasi sempre al posto delle mille, cinquemila o diecimila lire che fossero: “Ghet n’a sigareta?”.Lei era, e rimarrà per sempre nei cuori dei reggiani, la Candida. Aveva certamente un cognome, forse Incerti, ma poco conta perché…
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