Le meravigliose e dettagliatissime immagini del nostro pianeta e del satellite lunare, recentemente ottenute dalla missione Artemis II, ci ricordano che l’osservazione e lo studio dei corpi celesti ha compiuto negli ultimi due secoli progressi senza precedenti.
Uno degli artefici di tali progressi è stato senza dubbio il gesuita reggiano Angelo Secchi, astronomo e astrofisico che gode di maggiore e meritata fama all’estero, più che in Italia e particolarmente nella sua terra d’origine.
Fu proprio Padre Secchi, nel lontano 1866, ad essere incuriosito, nel corso delle sue osservazioni, dalla stella Gamma-Cas, situata nella costellazione di Cassiopea, a circa 550 anni luce dalla Terra. Misurando lo spettro di Gamma-Cas, Secchi si accorse che esso presentava caratteristiche diverse rispetto ad astri simili, come per esempio il Sole.
Solo nel marzo di quest’anno è stata pubblicata la notizia che la sonda giapponese Xrism, lanciata nel 2023, ha scoperto che Gamma-Cas ha una piccola compagna invisibile, probabilmente una “nana bianca”, che sta consumando la materia della sorella maggiore ed emettendo raggi X. È così venuta alla luce la causa dell’anomalia osservata ben 160 anni fa da Angelo Secchi.

Del nostro gesuita scienziato si è parlato molto anche lo scorso anno, in occasione dell’intitolazione del nuovo polo scolastico dell’Ambiente e del Territorio al solo Antonio Zanelli, escludendo proprio Angelo Secchi. In occasione di analoghi accorpamenti, molti istituti avevano mantenuto la doppia intitolazione, come nel caso del Liceo Ariosto-Spallanzani.
Ma facciamo un passo indietro nel tempo, per scoprire qualcosa di più sul Nostro.
Angelo Secchi era nato a Reggio Emilia, in Via Porta Brennone 12, il 28 giugno 1818, figlio di Giovanni Antonio, falegname, e Luigia Belgieri, entrambi vedovi e con figli nati dai precedenti matrimoni. Fin da ragazzo, Angelo Secchi mostra una profonda fede religiosa e una grande attitudine per lo studio. A quindici anni viene ammesso al noviziato della Compagnia di Gesù a Roma e a diciannove inizia lo studio della Filosofia presso il Collegio Romano, mostrando un particolare interesse per le scienze matematiche e fisiche.
Nel 1847 è ordinato sacerdote e già nel 1848, a causa dei moti politici che interessarono gran parte d’Europa, si deve allontanare da Roma, riparando per pochi mesi nel collegio gesuitico di Stonyhurst (Inghilterra) e poi per quasi un anno in quello di Georgetown, Washington (USA), dove conosce Padre James Curley, direttore dell’Osservatorio Astronomico del Collegio, trascorrendo un soggiorno assai importante per l’allargamento dei suoi orizzonti e per la sua formazione scientifica nei campi della fisica e della meteorologia.
Tornato a Roma nel 1849, dopo la caduta della Repubblica Romana, Secchi viene chiamato alla direzione dell’Osservatorio del Collegio Romano, di cui inizia subito a rinnovare i locali e la strumentazione. Nel 1852 completa il suo percorso religioso con la professione solenne nella Compagnia di Gesù. Secchi rimarrà sempre fedele al suo voto religioso, trovandosi a volte in polemica sia con i cattolici oltranzisti e i neotomisti, che lo accusavano per la sua rigorosa applicazione del metodo scientifico, sia con gli anticlericali che, in quanto gesuita, lo consideravano comunque un nemico del progresso.




Oltre all’astronomia e all’astrofisica (studio del Sole, della Luna e delle stelle mediante le tecniche innovative per quel tempo della fotografia e della spettroscopia), Secchi spaziò attraverso numerosi campi di ricerca, quali la geodesia, la meteorologia (nel 1855 introdusse, primo in Italia, il servizio meteorologico telegrafico giornaliero dello Stato Pontificio e l’anno successivo ne divenne il direttore), l’archeologia e la paletnologia.
Nel 1867 presentò all’Esposizione Universale di Parigi il ‘meteorografo’, strumento da lui progettato per la registrazione dei dati meteo, che gli valse l’attribuzione del Grand Prix, mentre lui stesso ricevette la Legion d’Onore dall’imperatore Napoleone III e l’Ordine della Rosa dall’imperatore del Brasile Pietro II.
Accanto agli interessi di ricerca, Secchi seppe affiancare una grande propensione per la divulgazione e la comunicazione scientifica: fu un brillante e apprezzato conferenziere, nel 1851 ripeté nella chiesa di Sant’Ignazio l’esperimento del pendolo di Léon Foucault, quindi diede vita al “Bullettino meteorologico dell’Osservatorio del Collegio Romano”, mensile pubblicato dal 1862 al 1878.
Nel 1870, con la presa di Roma da parte del Regno d’Italia, iniziò per lui un periodo difficile, tanto che dovette rifiutare l’offerta della cattedra di Astronomia fisica presso l’Università La Sapienza, che il governo italiano intendeva affidargli per i suoi meriti scientifici.
Negli ultimi anni di vita, Secchi si impegnò con successo per la salvaguardia dell’osservatorio del Collegio Romano, che rimase di fatto di sua pertinenza e che, dopo la sua scomparsa, fu diretto dall’astronomo modenese Pietro Tacchini, a lui legato da amicizia fin dal 1870 e insieme al quale, nell’ottobre del 1871, aveva fondato la Società degli spettroscopisti italiani, il primo organismo scientifico specificamente dedicato all’astrofisica.
Secchi morì a Roma il 26 febbraio 1878, all’età di 59 anni.
Fra le sue opere, rivestono grande importanza il trattato Sull’unità delle forze fisiche (Roma, 1864), finalizzato ad introdurre in Italia le teorie sull’etere e sulla cinetica dei gas; la memoria Sugli spettri prismatici delle stelle fisse, unita al Catalogo delle stelle di cui si e determinato lo spettro luminoso all’Osservatorio del Collegio Romano (Firenze, 1867), dove pubblicava i primi risultati delle sue osservazioni spettroscopiche e poneva le basi per la nascita dell’astrofisica e per le successive e più complete classificazioni dei corpi stellari; infine il celebre trattato Le Soleil (Parigi, 1870; 2. ed., ivi, 1875-1877), considerato a ragione uno dei maggiori testi di astronomia solare dell’Ottocento.
Dopo la morte di Secchi, sarà Don Gaetano Chierici a volerne preservarne la memoria nella sua città natale, ottenendo da Tacchini un ritratto dell’astrofisico reggiano e sostenendo, insieme al senatore Ulderico Levi, la proposta dello stesso Tacchini per la costruzione di un “monumento scientifico” a padre Angelo Secchi, cioè un moderno osservatorio, dotato di un potente telescopio solare e del relativo personale. Purtroppo, nonostante gli sforzi economici e organizzativi in tal senso, il progetto non sarà mai realizzato.
Possiamo concludere ricordando due sintetiche definizioni che inquadrano perfettamente Angelo Secchi: la sua produzione scientifica sembra “rappresentare piuttosto l’operosità di un corpo scientifico che quella di un solo individuo” (Bellino Carrara, 1903) e “Secchi è stato pienamente un gesuita e pienamente uno scienziato” (Ileana Chinnici, 2021).
Bibliografia
Altamore, Aldo – Maffeo, Sabino (a cura di), Angelo Secchi. L’avventura scientifica del Collegio Romano, Foligno, Quater, 2012.
Carrara, Bellino, Il P. Angelo Secchi. Discorso letto nella solenne commemorazione del XXV anniversario dalla sua morte, Padova, Tipografia del Seminario, 1903.
Chicchi, Silvia – Marcuccio, Roberto (a cura di), Padre Angelo Secchi. La figura, le opere, l’astrofisica. Atti del Convegno, Reggio Emilia, 11-12 maggio 2018, Correggio, Nero colore, 2021. Saggi di Roberto Macellari, Ileana Chinnici, Aldo Altamore e altri.
Chinnici, Ileana, Decoding the stars. A biography of Angelo Secchi, Jesuit and scientist, Leiden-Boston, Brill, 2019.
Chinnici, Ileana (a cura di), Tra cielo e terra. L’avventura scientifica di Angelo Secchi, Napoli, Arte’m, 2020. Catalogo della mostra virtuale. Testo anche in inglese.
Lugli, Mario Umberto, Angelo Secchi, Modena, Accademia nazionale di scienze lettere e arti, 2018.
Secchi, Angelo, Appunti di un gesuita scienziato. I diari di viaggio di Angelo Secchi SJ, 1860-1875, a cura di Ileana Chinnici, Firenze, Olschki, 2022.
Sitografia
ASI – Agenzia Spaziale Italiana. Podcast. Angelo Secchi, l’astrofisico di Dio, https://www.asi.it/2025/03/angelo-secchi-lastrofisico-di-dio/
AIF – Associazione per l’Insegnamento della Fisica ETS. Padre Angelo Secchi, https://www.aif.it/fisico/biografia-padre-angelo-secchi/
BeWeB – Beni Ecclesiastici in Web. Padre Angelo Secchi, https://www.beweb.chiesacattolica.it/persone/persona/1921/Pietro+Angelo+Secchi, con collegamenti a beni librari e persone legati alla biografia e all’opera di Angelo Secchi.
Chinnici, Ileana, Secchi Angelo Francesco Ignazio Baldassarre, in Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 91 (2018), https://www.treccani.it/enciclopedia/angelo-francesco-ignazio-baldassarre-secchi_(Dizionario-Biografico)/
DISF.org – Documentazione Interdisciplinare di Scienza & Fede. Secchi Angelo (1818-1878), https://disf.org/Angelo-Secchi
Risorse consultate il 9 aprile 2026.
Roberto Marcuccio. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Bologna, è bibliotecario professionista e ricercatore in ambito storico. È stato responsabile della Sezione Manoscritti e Libri a stampa antichi della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia e direttore della Biblioteca Universitaria di Genova. Nell’anno accademico 2016-2017 ha insegnato “Storia del libro e dell’editoria” all’Università di Genova. Le sue attività di ricerca riguardano la storia e la descrizione dei manoscritti, dei libri a stampa antichi e degli archivi; la storia della cultura e della scienza nei secoli XVIII-XIX, con particolare riguardo alla figura di Giovanni Battista Venturi; la ricezione di Leonardo da Vinci fra Settecento e Novecento e figure e momenti della storia di Reggio Emilia. A questi e altri temi ha dedicato numerosi articoli, saggi e relazioni a convegni.
