Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Verdi, Sinistra, Rec e Possibile: “Alberi abbattuti in modo barbaro. Ma attacchi ingiusti alla Bonvincini”
Riportiamo qui sotto in versione integrale una presa di posizione di Verdi, Sinistra, Rec e Possibile sulla vicenda di bosco Ospizio.
“La risonanza della vertenza del Bosco Ospizio ha da tempo superato i confini cittadini e, grazie allo sforzo dei promotori e alla situazione climatica, sta avendo un richiamo nazionale. Questo oltre a portare solidarietà ha portato a conclusioni parziali e offese anche di carattere personale alla nostra assessora Carlotta Bonvicini.
Vedere quello che sta succedendo a Bosco Ospizio fa male anche a noi. La rabbia la capiamo, perché noi stessi abbiamo preso posizione perché pensiamo che non sia più il tempo per questo tipo di progetti e di approccio. C’è però un limite da non travalicare anche quando si è arrabbiati. Troviamo gravi, ingiuste quindi inaccettabili le parole rivolte all’Assessora Bonvicini indicata pubblicamente come una delle «principali artefici della strage». La critica politica non giustifica la gogna personale né soprattutto la mistificazione dei fatti.
L’analisi dell’operato dell’assessora è un atto legittimo e doveroso e bisogna avere l’onestà di raccontare i fatti per come sono realmente accaduti. Il progetto di Conad fu approvato in consiglio comunale nel lontano 2015, due amministrazioni fa, dopo un decennio di attese. Successivamente, ha attraversato un iter lungo di modifiche, sospensioni e ripensamenti, anche in seguito ai ricorsi al TAR persi dal Comune durante l’approvazione dell’ultimo Piano Urbanistico Generale. L’ultimo passaggio formale di approvazione del progetto attuale arriva in Giunta a maggio 2024, e l’assessora Bonvicini non partecipò al voto, così come prese posizione contraria al progetto, dentro e fuori le istituzioni, in modo esplicito al momento della firma della convenzione.
Così come i Verdi in Consiglio Comunale a Reggio Emilia con Verdi e Possibile e in Regione con AVS hanno sostenuto la mozione popolare che chiedeva di non firmare la convenzione con Conad, distinguendosi dal resto della maggioranza. Avevamo chiesto, durante il dibattito pubblico, una vera rigenerazione urbana, spostando i servizi pubblici nell’area del San Lazzaro, dall’altra parte della Via Emilia. Abbiamo chiesto alternative, meno pavimentazioni, lo stop ai lavori e il ritiro delle denunce contro gli attivisti. A settembre, insieme al M5S, abbiamo presentato richieste di tutela ambientale, monitoraggio indipendente e garanzia del diritto a manifestare. Abbiamo rimarcato, anche con la presenza della nostra europarlamentare Cristina Guarda al presidio, che senza leggi europee e nazionali l’emergenza climatica non può essere affrontata. Crediamo quindi che la nostra presenza sia stata importante nel dibattito interno, seppur non sufficiente ad ottenere tutti i risultati auspicati.
Non ci sottraiamo alle responsabilità di essere parte di una maggioranza, che significa anche spesso scontrarsi e cercare una sintesi anche quando le sensibilità sono diverse. Ma pensiamo che sia doveroso oggi, per tutte le forze che la compongono, andare a fondo nella comprensione della portata della mobilitazione che ha accompagnato questi mesi di protesta, che trascende la specifica vertenza e chiede un cambio di passo e paradigma nello sviluppo della città.
Pensiamo che il nostro compito sia quello di lottare per il cambiamento, tanto in Regione che in Comune: sulla legge per il clima, sul piano di ripristino della natura, sulla mobilità sostenibile: azioni di adattamento e mitigazione ma soprattutto di contrasto. Nella revisione della legge urbanistica vogliamo tutelare le formazioni vegetali spontanee urbane e periurbane, perché il valore di questi luoghi venga riconosciuto prima dell’arrivo delle ruspe. E continueremo sulle battaglie per l’acqua pubblica, il trasporto pubblico e il diritto alla casa.
Un’ultima parola dev’essere spesa anche sulle modalità di avvio del cantiere e sul recente ritiro dei permessi per il presidio permanente da parte della questura. Le piante spontanee e gli alberi sono stati abbattuti barbaramente, con modi non consoni alle prescrizioni fitosanitarie, davanti alla cittadinanza e davanti ai bambini e le bambine di una scuola dell’infanzia. Pensiamo che questo potesse essere evitato e che la questura avrebbe dovuto garantire il proseguimento del presidio, trovando modalità compatibili con la sicurezza, un compito facile vista la natura delle proteste viste finora. Chi ha difeso un luogo conserva il bisogno di esserci, di ricordare, di dissentire. Una città dovrebbe saper fare spazio a questa presenza.
È giusto incalzarci, pretendere di più e criticare le nostre scelte. Ma non accetteremo che si cancelli la realtà per screditare chi porta queste battaglie nelle istituzioni”.
Verdi – Europa Verde Reggio Emilia
Sinistra Italiana – Reggio Emilia
Reggio Emilia in Comune
Possibile – Reggio Emilia
Alleanza Verdi e Sinistra Emilia-Romagna