Il 2 maggio 1922 nacque nel popolare quartiere di Santa Croce (del Popol Giost) a Reggio Emilia l’attore e cantante Sergio, poi Serge, Reggiani. Per sfuggire alle persecuzioni fasciste, la famiglia fu costretta a emigrare nel 1930 in Francia. Il padre Ferruccio era infatti un parrucchiere socialista che non temeva di manifestare apertamente le sue idee antifasciste. A Parigi Ferruccio continuò a svolgere lo stesso lavoro, mantenendosi in contatto con gli ambienti antifascisti.

Fin da ragazzo Serge manifestò grandi doti interpretative e un profondo amore per il teatro e il cinema. Già nel 1937 si iscrisse al conservatorio delle arti drammatiche per debuttare, seppur in ruoli secondari, nel cinema nel 1942. Terminata la seconda guerra mondiale, che lo vide fuggire da Parigi e nascondersi in diverse località della Francia per non essere arrestato dagli occupanti tedeschi ed essere rimpatriato, ottenne nel 1948 la cittadinanza francese.
Amico di Yves Montand e di Simone Signoret, dopo aver interpretato ruoli impegnativi in alcuni film, Serge iniziò la carriera anche come Chansonnier. Cantò con Edith Piaf e altri grandi cantautori francesi nei maggiori teatri d’oltre alpe. In tutte le sue interpretazioni trasparì la sua anima malinconica e la grande sensibilità dell’artista colto e poliedrico.
Per il cinema italiano “L’Italien”, come amavano chiamarlo i francesi lavorò in film di grande successo e sotto la regia di Luigi Comencini e Luchino Visconti, rispettivamente in “Tutti a casa” e “Il Gattopardo”. Da ricordare anche la sua partecipazione a “I sette fratelli Cervi”, a “Il giorno della civetta” e “La terrazza”.

Poi la sua carriera ebbe una battuta d’arresto a seguito, nel 1980, del suicidio del figlio Stephane, avuto dalla moglie Janine Darcey. Da quel momento si ritirò a vita privata e la sua nuova attività divenne la pittura. Serge trascorse gli ultimi anni della sua esistenza cercando di curare una grave forma di depressione e la dipendenza dall’alcool.
Solo nel 1997 fece ritorno a Reggio per partecipare ad un concerto durante la festa dell’Unità. In quella occasione visitò i luoghi che lo videro crescere e incontrò vecchi amici d’infanzia. Insignito dell’Ordre National du Merite, della Legion d’onore, morì a Parigi nel 2004 per un arresto cardiaco.

Il presidente Jacques Chirac, presente al funerale, lo ricordò con queste parole: “La Francia perde un grande artista, un poeta dal cuore immenso. Con rara sensibilità, Serge Reggiani ha incarnato tutte le emozioni, tutte le nostalgie. Meraviglioso cantante, attore sensibile, sapeva emozionarci attraverso i suoi personaggi. Uomo generoso, ha donato all’arte il meglio di se stesso”.
È sepolto al cimitero di Monparnasse accanto al figlio e ai genitori.

Fabrizio Montanari, nato a Reggio Emilia, è giornalista pubblicista e scrittore. Collabora con diversi giornali e riviste storiche. E’ autore di numerosi libri sulla storia del movimento socialista e libertario italiano.
